Venerdì, 26 Febbraio 2021

Zona rossa, arancione e gialla: occhi puntati su 4 regioni, che cosa può cambiare

Si guarda all'indice Rt, ma non solo. In base ai dati di oggi dell'Istituto superiore di sanità a partire da domenica 24 gennaio o da lunedì 25 gennaio si stabiliranno i possibili passaggi di fascia: come stanno le cose in Lombardia, Lazio, Sicilia e Veneto

Oggi inizierà a delinearsi il nuovo quadro dei colori: zona rossa, arancione, gialla o addirittura bianca? Tra qualche ora le cose inizieranno a chiarirsi presso la cabina di regia per l'emergenza Covid e del Cts. Attesa per i nuovi dati Iss sul monitoraggio dei contagi: alcuni territori vanno ragionevolmente verso il cambiamento di fascia, e quindi di conseguenza ci saranno misure con più o meno restrizioni. Si guarda all'indice Rt, ma non solo. In base ai dati dell'Istituto superiore di sanità a partire da domenica 24 gennaio o da lunedì 25 gennaio si stabiliranno i passaggi di fascia in zona rossa, arancione e gialla (impossibile che al momento una Regione "veda" la zona bianca). Spera in un cambio di colore soprattutto il Veneto che è stato sì inserito in zona arancione, ma aveva un indice Rt sotto 1. Ci sono anche altre Regioni che potrebbero cambiare fascia. E persino la zona bianca, che pareva fantascienza, secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere uno scenario per un'unica determinata area sel Belpaese.

Lombardia rossa: quando potrebbe cambiare colore?

Partiamo dalla Lombardia: la regione italiana ampiamente più colpita da inizio emergenza rimane in stand by in attesa che il Tar si pronunci lunedì sul ricorso contro la zona rossa, il Veneto con il suo governatore Luca Zaia potrebbero invece ottenere oggi la zona gialla dopo il passaggio in arancione. "Le curve continuano a scendere sia per numero di nuovi contagi che di ricoveri negli ospedali" e "in Veneto oggi l'Rt è 0,82", ha fatto sapere ieri Zaia, che sulle fasce di rischio non può ovviamente sbilanciarsi: "Non vi so dire se sarà ancora in zona arancione o meno. Ad oggi siamo in arancione per un fattore 'prudenziale', ma non avente titolo dato che i nostri parametri sono sempre stati da giallo". Così secondo il governatore del Veneto "l'algoritmo darà il giallo per il Veneto, ma occorre valutare se sarà opportuno o meno mantenere l'arancione perché il colore della fascia cambia i nostri comportamenti".

"Oggi è la giornata della valutazione, non la conosciamo ma siamo certi di avere dati da zona gialla, come sempre - ha poi ribadito stamane Zaia - Non so come si tradurrà la classificazione dell'Iss, la accetteremo, ma i dati sono buoni, dalle curve si vede il trend che sta venendo fuori".

Passaggi di colore non dovrebbero riguardare in ogni caso la Lombardia, dal momento che dopo una settimana è possibile uno slittamento in negativo (da gialla ad arancione o da arancione a rossa) mentre per un passaggio migliorativo è sempre necessario attendere 14 giorni. Il ricorso "in ballo" rende più incerta la situazione ma non la può cambiare radicalmente. Il Tar spiega che "risulta opportuna l'acquisizione del report fase 2 contenente i dati relativi alla settimana 11 gennaio-17 gennaio 2021, la cui pubblicazione è attesa per la giornata di venerdì 22 gennaio". Per questo i dati odierni riguardano da vicino anche la Lombardia che attende dunque con particolare attenzione il monitoraggio settimanale Iss, sperando di diventare presto zona arancione. 

In Veneto la zona arancione "è stata prudenziale"

La Lombardia spera si possa tenere molto più conto del parametro dell’incidenza (i nuovi casi settimanali): nelle province lombarde nella settimana in cui sono state decise le zone era di 133,3 contagiati ogni centomila abitanti, inferiore al Lazio (178,74) ma anche a Veneto (365,61), Emilia-Romagna (284,64) e Friuli (270,77).

In Veneto  "la zona arancione è stata prudenziale, ma i nostri parametri sono sempre stati da giallo" ha detto anche nelle scorse ore il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia. "Il nostro Rt è adesso a 0,82. Poi ci sono gli aspetti dell'ospedalizzazione e della mortalità. Ma ricordo che ci sono Regioni come la Sicilia che, pur avendo osservato restrizioni pesanti nel periodo natalizio, adesso chiedono di andare in rosso perché le restrizioni non hanno funzionato. Noi siamo stati contattati dal Governo per allertarci sul rischio di una terza ondata. Io col ministro - ha spiegato - mi sono confrontato quotidianamente e i dati per la terza ondata c'erano tutti. Se guardate i dati vedete che nel Nord-Est un'ondata è passata. Guardatevi dati e curve, noi in un mese e mezzo abbiamo avuto quello che altri hanno avuto in un anno".

Zona rossa, arancione, gialla: le novità in vista

Il Lazio è arancione, e c'è fiducia: è stato annunciato ieri un Rt inferiore a 1 su base regionale che consentirebbe il passaggio dalla zona arancione a quella gialla: "Rispetto a giovedì della scorsa settimana - spiegava l'assessore alla Salute D'Amato - registriamo un calo di 513 casi. Prevediamo un valore Rt in calo, di nuovo inferiore a 1, e una riduzione del tasso di occupazione dei posti di terapia intensiva e di area medica per pazienti Covid".

Sembra prevalere invece la massima cautela in Sicilia, dove c'è stata una lieve flessione nei dati degli ultimi giorni ma il carico sugli ospedali è ancora notevole: "Il diritto alla vita è prioritario. Se il contagio non dovesse abbassarsi alla fine del mese adotteremo nuove misure restrittive, naturalmente d'intesa con il governo nazionale, e non escludo si possa arrivare a un lockdown come quello della scorsa primavera", aveva spiegato ieri il presidente della Regione Nello Musumeci. "La zona rossa di oggi non è più quella della scorsa primavera ma questo lo ha deciso il governo nazionale e noi abbiamo recepito in pieno il Dpcm apportando solo qualche restrizione - ha aggiunto - Alla fine del mese rivedremo i parametri. Siamo molto allarmati perché i siciliani non hanno capito la gravità del momento. Basta guardare i filmati per capire indisciplina di una minoranza che non ha capito di dover rispettare le regole". Poco spazio per un qualsiasi alleggerimento delle restrizioni, a quanto pare.

Si procede così: la cabina di regia dà i dati settimanali, il Cts darà indicazioni e gli orientamenti saranno poi condivisi con le regioni. "Non è il Cts che decide, il Comitato fa valutazioni e il ministro Speranza deciderà e firmerà le ordinanze, sentendosi coi presidenti di regione e si stabilirà il colore di una regione. Il ricorso al Tar della Lombardia? Ripeto, il Cts non ha potere di decidere o di sospendere l'ordinanza. Vedremo il Tar" ha spiegato ieri a Sky Tg24 Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico.

La Toscana dovrebbe restare zona gialla: non paiono esserci novità in vista a Firenze.

Zona bianca in Trentino: perché l'ipotesi c'è

Unica certezza di queste ore: per la zona bianca se ne riparla probabilmente il mese prossimo, può essere istituita soltanto quando ci sono meno di 50 casi su 100mila e questo livello si mantiene da 3 settimane (almeno). Oltre ai contagi bassi si deve essere in presenza di uno scenario 1, paragonabile quindi a quello dell'estate scorsa. Unica possibile eccezione: il Trentino. La provincia di Trento, oggi in zona gialla, potrebbe passare in zona bianca. Ma al momento è solo un'ipotesi.

La Liguria intravede la zona gialla

Le Regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta dovrebbero rimanere in zona arancione dopo esserci entrate da soli 7 giorni. Unici "malumori" in Liguria. “Come era ampiamente previsto tutti gli indicatori ci danno in sensibile miglioramento con un rischio basso o moderato per la regione e un Rt sceso sotto 1 in modo sensibile” ha detto ieri il presidente Toti. Ma forse dovrà attendere ancora una settimana.

Le zone gialle e arancioni non funzionano, il lockdown "unica arma" contro il virus

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I colori attuali delle Regioni

La suddivisione attuale delle regioni per fasce colorate è la seguente:

  • zona gialla: Basilicata, Campania, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana;
  • zona arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto;
  • zona rossa: Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia.
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