Martedì, 9 Marzo 2021

Zona rossa e arancione, coprifuoco anticipato e deroghe per i non conviventi: ecco i divieti di Natale 2020

Italia in lockdown. Arrivano conferme sulla nuova stretta che dovrebbe prevedere tra le altre cose la possibilità di uscire dai comuni sotto i 5mila abitanti. Ecco cosa si potrà fare (e cosa no)

Giuseppe Conte e Francesco Boccia, ANSA

Italia zona rossa dal 24 dicembre al 6 gennaio nei giorni festivi e prefestivi e arancione nei restanti giorni. Sarebbe questa la decisione assunta dal governo nel corso della riunione tra il presidente del consiglio Giuseppe Conte e i capi delegazione della maggioranza per decidere sulla nuova stretta nel periodo di Natale. Stando a quanto trapelato, l’intenzione è chiara: troppo alto il rischio di una recrudescenza dell’epidemia, si va dunque verso restrizioni severe. Salvo sorprese il calendario delle feste dovrebbe essere il seguente. Dal 24 al 27 dicembre, dal 31 al 3 gennaio e dal 5 al 6 gennaio l’Italia dovrebbe essere rossa. Gli altri giorni arancione. 

Il coprifuoco anticipato alle 20 nei giorni arancioni

Una zona arancione rinforzata: secondo l'AdnKronos il coprifuoco dovrebbe infatti essere anticipato alle 20. Questa la decisione assunta nel corso della riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza, presenti anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, e il ministro gli Affari regionali, Francesco Boccia. 

Al momento non è ancora chiaro se le nuove misure verranno emanate con un decreto o con un Dpcm. Nel provvedimento dovrebbe comunque trovare posto una norma che prevede la possibilità di uscire dai Comuni sotto i 5mila abitanti, entro un raggio di 30 chilometri. Tuttavia non ci si potrà muovere per andare nei Comuni capoluogo, anche se si trovano entro un raggio di 30 km.

Nel decreto (o Dpcm che sia) ci sarà inoltre una deroga per consentire a due non conviventi - ma solo parenti stretti - di fare visita a genitori o nonni, fermandosi, ad esempio, per la cena della vigilia o per il pranzo di Natale. Nei giorni 'rossi', dunque ci si potrà spostare con l’autocertificazione "per far visita a un famigliare, portando con se figli 'under 14' che saranno comunque esclusi dal 'conteggio'. Vale a dire che si potrà andare dai nonni anche se in quattro, l'importante è che i due minori abbiamo meno di 14 anni di età". 

Nell'ambito della zona rossa e arancione - quindi fermo restando il divieto di spostamento tra le Regioni - dovrebbe essere consentito , sia nelle giornate "rosse" che in quelle "arancioni" a massimo due non conviventi di effettuare visite nelle abitazioni private.

In sintesi, le deroghe dovrebbero essere le seguenti: 

  • Possibilità di uscire dai comuni sotto i 5mila abitanti, entro un raggio di 30 chilometri;
  • Possibilità di uscire anche nei giorni "rossi" per far visita ai parenti stretti;

Rispetto a quanto trapelato ieri e nelle scorse ore, la novità più importante (ancora da confermare) rigarda invece il coprifuoco che come abbiamo anticipato dovrebbe scattare dalle 20 e non più dalle 22. La regole vale ovviamente solo per i giorni "arancioni" dal momento che in quelli "rossi" è preclusa la possibilità di uscire di casa a qualsiasi ora, se non per motivi di lavoro, salute o necessità. 

Zona rossa e arancione: cosa cambia a Natale

La proposta del governo prevede dunque la zona rossa su tutto il territorio nazionale dal 24 al 27 dicembre, poi dal 31 dicembre al 3 gennaio e il 5 e 6 gennaio. Resterebbero invece arancioni i giorni dal 28 al 30 dicembre, mentre il 21, 22 e 23 dovrebbero essere "gialli". Una concessione allo shopping natalizio? Nei giorni arancioni i negozi dovrebbero restare regolarmente aperti, fatto salvo ovviamente il rispetto delle misure anti-Covid. Saranno invece chiusi bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie (ad eccezione delle mense e del catering). Sia nelle giornate "rosse" che in quelle "arancioni" resterebbe consentita la possibilità di effettuare la consegna a domicilio e la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Si va dunque verso nuove pesanti restrizioni anche se bisognerà vedere se queste misure verranno accettate dai governatori. Ad insistere per la linea dura è stato soprattutto il ministro per la Salute Speranza. L'esponente di Leu avrebbe fatto notare che l'indice RT già "questa settimana è risalto da 0,82 a 0,86". Un segnale non certo confortante a pochi giorni dal Natale. 

Intanto si registrano già i primi pareri contrari. Per il governatore della Campania Vincenzo De Luca "non ci devono essere deroghe per essere misure efficaci. Sono prese in giro. Facciamo una deroga per i Comuni sotto i 5mila, poi un'altra per la festa di Natale: quando diciamo queste cose c'è da indignarsi. Chi è che controlla?".

"In Campania - ha aggiunto nel corso di una diretta facebook - seguiamo la strada del massimo rigore per riaprire tutto e per sempre. Non ci sarà mobilità per comuni sotto i 5mila abitanti, ci sarà una ordinanza che lo vieta. Altre ordinanze avranno il compito di contrastare la vendita e il consumo di alcolici in pubblico. Abbiamo retto l'onda del contagio degli scorsi mesi, abbiamo preso misure di guerra per il nostro sistema sanitario, ma abbiamo retto. Questo è stato possibile anche grazie alcune misure che abbiamo preso: ad agosto abbiamo fatto filtro per chi rientrava in Campania dalle vacanze, abbiamo chiuso le scuole un mese prima rispetto la decisione nazionale e abbiamo preso misure prima rispetto agli altri e ci hanno consentito di salvarci". 

E per quanto riguarda gli spostamenti tra comuni, anche il Veneto andrà per conto suo. Ieri il governatore Luza Zaia ha annunciato lo stop la chiusura dei dei confini comunali dal 19 dicembre al 6 gennaio, ma solo dopo le 14. "L'ordinanza ha l'obiettivo di evitare gli assembramenti, nel pomeriggio, nelle città, e soprattutto nei weekend - ha spiegato oggi Zaia- certo è che il buonsenso è alla base di tutta questa partita, e se pensiamo di regolarla con Dpcm e ordinanze, sarà difficile, perché la partita è lunga da qui al prossimo aprile. E poi -ha avvertito Zaia - non possiamo controllare 5 milioni di veneti con il gioco di guardie e ladri. Se avremo ancora assembramenti ne prenderò atto e a quel punto 'chi è causa del proprio mal pianga se stesso'", ha concluso amaramente il governatore del Veneto.

Intanto va registrato l'appello di un gruppo di medici tra i quali Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria all'università di Parma e consulente dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), e Stefano Zona, specialista in Malattie infettive dell'Ausl di Modena, che chiedono di "imporre misure restrittive sull'intero territorio italiano durante tutto il periodo delle festività natalizie". Secondo i camici bianchi, occorre un "lockdown nazionale" che dovrà essere seguito da "lockdown intermittenti fino all'estate". E La richiesta più urgente è quella di "misure chiare e rigide nel periodo natalizio", volte a "garantire una riduzione del numero di contagi e la riapertura delle scuole a gennaio". I camici bianchi - promotori, tra gli altri, di un primo appello inviato lo scorso 2 novembre al Governo e ai membri del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza coronavirus, in cui proponevano lockdown intermittenti fino a primavera - esprimono preoccupazione di fronte alle "incertezze dell'Esecutivo" nella gestione della pandemia: "Il numero dei contagi e dei decessi giornalieri è ancora drammaticamente elevato e in alcuni regioni, come nel caso del Veneto, fortemente in crescita - osserva Zona - Non possiamo attendere gli effetti della campagna di vaccinazione di massa, dobbiamo agire ora per arrestare il contagio. I messaggi contraddittori del Governo avranno conseguenze drammatiche", avverte. "Dobbiamo arrivare a un lockdown nazionale nel periodo natalizio, come scelto da vari Paesi europei, per poter alleggerire la pressione sugli ospedali e garantire la riapertura delle scuole in gennaio".

Edit: Il governo ha confermato la possibilità, nel periodo delle feste, di spostarsi per far visita ai parenti più stretti. La deroga però riguarda solo due persone. Inoltre, viene confermato che sono esclusi dal conteggio gli under 14. Questo comporterà anche una piccola concessione sulla possibilità di vedere i nonni. Lo riferisce l'Adnkronos.

Edit: Zona arancione in tutta Italia a partire da lunedì e zona rossa nei festivi e nei prefestivi, fino al 7 gennaio. Questa l'ipotesi di cui si sta discutendo nella videoconferenza tra Governo e Regioni, in corso "da ore". Lo anticipa il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intervenendo in Consiglio regionale in risposta alle richieste di una relazione sulla situazione epidemiologica avanzata dagli esponenti dell'opposizione. I giorni dal 21 al 23 dicembre dunque potrebbero essere soggetti alle restrizioni previste nelle zone arancioni. Lo riferisce l'agenzia Dire. Ultimo aggiornamento delle 17:49.

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