Domenica, 7 Marzo 2021
Il contagio non si ferma / Imperia

L'ipotesi zona rossa per il Festival di Sanremo

La provincia di Imperia attende. Nella Liguria di Ponente sono giorni di preoccupazione, inutile girarci intorno. La Costa Azzurra, subito al di là del confine, è "rossa scuro". La città dei fiori e Ventimiglia potrebbero ritrovarsi con nuove restrizioni, ma nessuna decisione è stata presa

L'ipotesi zona rossa per il Festival di Sanremo è, per l'appunto solp un'ipotesi. Nella Liguria di Ponente sono giorni di preoccupazione, inutile girarci intorno. La Costa Azzurra, subito al di là del confine, è "rossa scuro". Sanremo e Ventimiglia potrebbero finire in zona rossa. Il governatore Toti non ha mai nascosto di ritenere adeguata in questa fase una zona gialla per la Liguria, ma sarebbe in fase di elaborazione una ordinanza mirata (in linea con la nuova strategia delle restrizioni mirate a livello geografico) per la zona più in affanno in questa attuale ondata di coronavirus.

Ipotesi zona rossa a Sanremo e Ventimiglia

Non sfugge a nessuno che una eventuale zona rossa a Sanremo si incrocia con il cammino della città dei fiori verso il Festival, che sarà sì senza pubblico, ma tra furgoni della produzione, operai al lavoro e addetti e curiosi vari, l'obiettivo è evitare che per pochi giorni di spettacolo si rischi qualcosa. Il Festival è in programma a inizio marzo.

Chi ha portato il virus a chi? Sono giorni di scambi di accuse, come racconta oggi la Stampa: "I francesi della Côte non ci stanno a passare per gli untori e puntano il dito sulla Rocca del Principato. I monegaschi rintuzzano: «È colpa vostra e del vostro governo, che si è fatto scappa- re la situazione di mano». E gli italiani? Ce l’hanno con gli uni e con gli altri. Sono le contraddizioni di eterni, delicati equilibri. Perché la clientela francese, soprattutto quella dei mercati, fa vivere l’economia di Ventimiglia".

Toti: "Nel ponente ligure incidenza doppia, valutiamo"

"Ci siamo confrontati a lungo sulla situazione del ponente ligure. Si conferma una maggiore pressione nell'azienda sanitaria dell'estremo ponente. Sappiamo i motivi: la contiguità con la frontiera francese e uno dei dipartimenti con maggiore incidenza di tutta la Francia, dove molti concittadini lavorano e vi è un traffico frontaliero importante" dice il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel punto stampa giornaliero sulla situazione legata alla pandemia da coronavirus sul territorio ligure. "Stiamo valutando -ha aggiunto- una serie di possibili misure per raffreddare la presenza del virus che nelle prossime ore decideremo se prendere. Cerchiamo di valutare giorno per giorno, l'incidenza è sicuramente doppia rispetto al resto della regione. Le prossime 12-18 ore ci diranno se siamo di fronte ad una escalation o ad un naturale raffreddamento".

"Sono incredulo per le decisioni che vengono prese. Come bravi soldatini le associazioni di categoria è quasi un anno che seguono le decisioni di scellerate scelte politiche" dice ai giornali locali Andrea Di Baldassarre, presidente della Confocommercio locale, in merito alla paventata decisone di mettere il ponente ligure in zona rossa o arancione. Da Ventimiglia a Sanremo comprese, tutti i locali pubblici (ristoranti e bar) rischierebbero di ritornare con  l’orario limitato e l’attività a mezzo servizio. L’impennata dei casi, concentrata vicino al confine la Francia, potrebbe far ripiombare la Riviera dei Fiori in un lockdown che si sperava di non dover più sperimentare. La provincia di Imperia attende la decisione. Oggi, al massimo domani.

Ieri altri 10 decessi per il coronavirus in Liguria e 257 nuovi casi di contagio. A fronte di 4.039 tamponi molecolari e 2.201 tamponi antigenici rapidi sono emersi 257 nuovi contagiati. E' la zona al confine con la Francia, solo quella, a rischiare maggiori restrizioni.

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