Giovedì, 16 Settembre 2021
La nuova stretta

Cosa si può fare (e cosa no) in una zona rossa secondo il nuovo Dpcm

L'Italia è divisa in tre aree, con divieti e nuove regole a seconda del livello di rischio. Le misure entreranno in vigore dal 5 novembre e saranno valide fino al 3 dicembre. Ecco cosa cambia

Il nuovo Dpcm con le ulteriori misure restrittive per far fronte all'aumento dei contagi e dei ricoveri da coronavirus è stato firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. L'annuncio è arrivato dopo la mezzanotte e il testo è stato pubblicato stamattina in Gazzetta Ufficiale. Le nuove misure entreranno in vigore venerdì 6 novembre e saranno valide fino al 3 dicembre.

Il nuovo Dpcm e l'Italia divisa in tre zone

L'Italia è divisa in tre zone, a seconda del livello di rischio e dello scenario di gravità: zona rossa, zona arancione e zona gialla. Quali sono i criteri per collocare un territorio o un'intera regione in zona rossa, zona arancione o zona gialla? Deve essere ancora pubblicato il report dell'Istituto di Superiore di Sanità e del ministero che dividerà l'Italia in tre fasce di rischio, ma sappiamo già che gli indicatori sono in tutto ventuno, dall’occupazione dei posti letto in terapia intensiva alla capacità di fare il tracciamento, dalla diffusione del virus alla rapidità nel fare i tamponi.

Dpcm 3 novembre 2020: il documento in Pdf

Il criterio più importante è la classificazione complessiva del rischio che va da alto a moderato. Poi ci sono gli scenari, che si basano sull'indice di contagio Rt e che hanno un livello tra 1 e 4 e che al momento classificano cinque regioni a rischio lockdown totale. Il combinato disposto di questi due indicatori (rischio alto e scenario 4) porta a finire nella zona rossa. Una zona arancione presenta invece un livello di rischio alto/intermedio.

Cosa c'è nel nuovo Dpcm: le cinque regioni candidate alla chiusura

I quattro scenari sono stati definiti nel report "Prevenzione e risposta al Covid", per dare suggerimenti sulle misure da prendere in base alla gravità della situazione. Si fondano sull'Rt (erre con ti), cioè il fattore di replicazione della malattia nell’arco di una settimana. Questi sono, in sintesi, i quattro scenari:

  • Scenario 1: Situazione di trasmissione localizzata (focolai) sostanzialmente invariata rispetto al periodo luglio-agosto 2020, con Rt regionali sopra soglia per periodi limitati (inferiore a 1 mese) e bassa incidenza, nel caso in cui la trasmissibilità non aumenti sistematicamente all’inizio dell’autunno, le scuole abbiano un impatto modesto sulla trasmissibilità e i sistemi sanitari regionali riescano a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai, inclusi quelli scolastici;
  • Scenario 2: Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve- medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25 (ovvero con stime dell’Intervallo di Confidenza al 95% - IC95% - di Rt comprese tra 1 e 1,25), nel caso in cui non si riesca a tenere completamente traccia dei nuovi focolai, inclusi quelli scolastici, ma si riesca comunque a limitare di molto il potenziale di trasmissione di SARS-CoV-2 con misure di contenimento/mitigazione ordinarie e straordinarie;
  • Scenario 3: Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5 (ovvero con stime IC95% di Rt comprese tra 1,25 e 1,5), e in cui si riesca a limitare solo modestamente il potenziale di trasmissione di SARS-CoV-2 con misure di contenimento/mitigazione ordinarie e straordinarie. La crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi;
  • Scenario 4: Situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5 (ovvero con stime IC95% di Rt maggiore di 1,5). Anche se una epidemia con queste caratteristiche porterebbe a misure di mitigazione e contenimento più aggressive nei territori interessati, uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi. La crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra le classi di età più giovani, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili (es. gli anziani). A questo proposito, si rimarca che appare piuttosto improbabile riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un’epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità.

In base a questo il governo ha immaginato quindi che collocare una regione invece che un'altra in zona rossa, arancione o gialla diventi automatico.

Cosa si può fare (e cosa no) in una zona rossa

Il ministro della Salute Roberto Speranza si assume la responsabilità di firmare le ordinanze che faranno scattare il lockdown nei territori definiti zona rossa e in quelli arancioni e gialle. Lo potrà fare "dopo aver sentito i presidenti delle Regioni interessate", secondo una formula che dice tutto e niente. Nelle regioni "caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto", oltre alle misure previste per le zone gialle si applicano anche alcune restrizioni aggiuntive. Anche in questo caso l’ordinanza ha validità quindici giorni.

Ma cosa si può fare (e cosa no) in una zona rossa secondo il nuovo Dpcm? In sintesi:

  • Divieto di ingresso - "È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati". Si potrà entrare e uscire e muoversi solo per "comprovate esigenze", e dunque per motivi di lavoro, di salute e di urgenza sempre giustificati con il modulo dell’autocertificazione. È sempre "consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza".
  • Esercizi commerciali - Sono chiusi i negozi ad eccezione di alimentari, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie. Restano aperti parrucchieri e centri di estetica. Chiusi invece bar e ristoranti tranne le consegne a domicilio e, fino alle 22, la ristorazione con asporto.
  • Scuola - Ad eccezione "della scuola dell’infanzia, primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza". Rimane "la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori".
  • Sport - Sono sospese le attività sportive anche nei centri all’aperto. È "consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione nel rispetto della distanza di almeno un metro e attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale".

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