Mercoledì, 19 Maggio 2021
Le restrizioni dal 22 marzo 2021

Zona rossa e arancione: le regioni che cambiano colore oggi con l'ordinanza di Speranza

Oggi il report #44 dell'Iss e il cambio di colore per alcuni territori dal 22 marzo. La stretta sulle seconde case a Pasqua e la possibile fine delle restrizioni per alcuni territori la prossima settimana

Oggi, venerdì 19 marzo, il report #44 dell'Istituto Superiore di Sanità e l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza cambieranno colore ad alcune regioni che rischiano la zona rossa a partire dal 22 mentre in qualche territorio si spera di tornare almeno in zona arancione. Rischia molto la Toscana che potrebbe finire in rosso anche se il governatore Eugenio Giani spera nella conferma dell'arancione, così come Calabria e Valle d'Aosta. 

Zona rossa e arancione: le regioni che cambiano colore oggi con l'ordinanza di Speranza

Dopo l'ordinanza del 15 marzo e il decreto legge di Mario Draghi la zona gialla è scomparsa dalla cartina dell'Italia (la Sardegna è in bianco) perché precauzionalmente anche le regioni che hanno numeri del contagio meno preoccupanti sono in arancione. Il sito del governo ricorda che il decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30 e il dpcm 2 marzo 2021 hanno disposto l’applicazione di misure restrittive per il contenimento del contagio da COVID-19. Quindi dal 15 marzo al 2 aprile 2021 e nella giornata del 6 aprile 2021, in tutte le zone gialle si applicano le disposizioni previste per le zone arancioni (articolo 1, comma 1, del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30). Il 3, 4 e 5 aprile 2021, su tutto il territorio nazionale (tranne che nelle zone bianche), si applicheranno le restrizioni previste per le zone rosse. Da lunedì 15 marzo 2021 in base alle ordinanze del Ministero della Salute del 5 marzo 2021, del 12 marzo 2021, del 13 marzo 2021 e del 27 febbraio 2021, sono ricomprese:

  • in zona bianca: Sardegna;
  • in zona gialla: Calabria, Liguria, Sicilia, Valle d’Aosta;
  • in zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Umbria;
  • in zona rossa: Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia di Trento, Puglia, e Veneto.

Il nuovo monitoraggio dell'Iss: le regioni che rischiano la zona rossa e quelle che sperano di tornare in arancione

L'agenzia di stampa Ansa ricorda che qualsiasi siano i risultati del prossimo monitoraggio e le eventuali ordinanze firmate dal ministro Roberto Speranza, in tanti confidano già nei dati del report che sarà pubblicato invece la prossima settimana, il prossimo 26 marzo. Per quella data potrebbe aprirsi per diversi territori la possibilità di andare in arancione e di essere quindi sottoposti a minori restrizioni nella prima metà della settimana di Pasqua, fino al 2 aprile. Intanto, in attesa del picco - previsto entro fine mese - dall'inizio di questa settimana sono state registrate 1.710 vittime e i dati dell'ultimo bollettino della Protezione Civile parlano di 24.935 contagiati in 24 ore mentre il tasso di positività è del 7%, in aumento di 0,8 punti (353.737 i tamponi molecolari). Sono 3.333 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 16 in più nel saldo tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione sono 249. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 26.694 persone, con un incremento di 177 unità.

Per questo l'unica regione che spera di passare dalla zona rossa a quella arancione è il Molise, mentre Toscana, Valle d'Aosta e Calabria sono a rischio zona rossa. In Valle d'Aosta però i numeri dicono che la situazione è peggiorata soltanto questa settimana e quindi i dati non dovrebbero fare parte del report #44 dell'Iss che deciderà i colori dei territori. In ogni caso il dato dell'incidenza e il parametro dei 250 casi settimanali ogni mille abitanti è ancora rispettato anche se l'indice di contagio Rt è sopra 1,5. La regione potrebbe finire lo stesso in zona rossa su sua richiesta e con il consenso di Speranza come è successo ad altri territori. In Toscana invece rischiano la zona rossa a livello provinciale, oltre a Pistoia e Prato, Arezzo e Grosseto. In ogni caso il governatore Giani dice che l'aumento del contagio  "ce lo aspettavamo: siamo a 246 contagi su 100mila abitanti quindi sotto la soglia di 250, la Toscana quindi può pensare, ragionevolmente, di rimanere in zona arancione anche per la settimana prossima".

?Il REPORT 43 della Cabina di Regia di Iss e ministero della Salute

Le regioni che potrebbero essere (relativamente) libere a Pasqua

Campania e Molise sono invece in zona rossa da due settimane e quindi, secondo le regole, in teoria potrebbero tornare in zona arancione. Tra le due chi vede un abbassamento dei contagi è il Molise ma la percentuale di occupazione delle terapie intensive nella regione è del 44% contro il 37% della media nazionale. La Sardegna dovrebbe restare zona bianca anche se ha numeri in lieve peggioramento. Intanto il tasso di positività, cioè il rapporto tra positivi e tamponi, è oggi al 7%. La Fondazione Gimbe in occasione del monitoraggio settimanale nota che sono in aumento tutte le cifre riferite alla settimana 10-16 marzo: nuovi casi +8,3%, ricoverati con sintomi +16,5% e in terapia intensiva +18,1%. In un mese è quasi raddoppiato il numero medio dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 2.191 (+12,9%)
  • Terapia intensiva: +429 (+18,4%)
  • Ricoverati con sintomi: +2.823 (+14,4%)
  • Isolamento domiciliare: +44.635 (10,9%)
  • Nuovi casi: 145.659 (+18,2%)
  • Casi attualmente positivi: +47.887 (+11,1%)

"Da tre settimane consecutive – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si registra il progressivo incremento dei nuovi casi con inversione di tendenza di tutte le curve, che conferma l’inizio della terza ondata". Rispetto alla settimana precedente, in 15 Regioni aumentano i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti e in 15 si registra un incremento percentuale dei nuovi casi. Intanto il Lazio, fa sapere oggi il Messaggero, migliora e potrebbe tornare in zona arancione a partire dal 29 marzo. 

La stretta delle Regioni sulle seconde case

Repubblica racconta oggi che le regioni vogliono blindare le seconde case in occasione della Pasqua. Attualmente, spiega il sito del governo, sia in zona rossa che in arancione il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, compreso il rientro nelle “seconde case” ubicate dentro e fuori regione. Sia il Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2 che il Dpcm del 14 gennaio 2021 non hanno reiterato l’esclusione delle cosiddette seconde case (abitazioni non principali) ubicate fuori regione dal novero delle proprie abitazioni cui è sempre consentito il rientro. Le faq recitano: 

  • È possibile fare rientro nella cosiddetta “seconda casa”? Se sì, ci sono dei limiti?
     Dal 16 gennaio 2021, le disposizioni in vigore consentono di fare "rientro" alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette "seconde case". Pertanto, proprio perché si tratta di una possibilità limitata al "rientro", è possibile raggiungere le seconde case, anche in un'altra Regione o Provincia autonoma (da e verso qualsiasi zona: bianca, gialla, arancione, rossa), solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2.

    Tale titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021.  Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa (art. 2704 del codice civile) o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.

Attualmente in Valle d'Aosta e in Alto Adige così come in Sardegna è vietato andare nelle seconde case. Anche in Toscana il governatore Giani sta per vietarlo anche se il Tar ha bocciato la precedente ordinanza con la quale permetteva il raggiungimento della seconda casa da un’altra regione soltanto a chi avesse il medico di famiglia in Toscana. In Campania invece il provvedimento del governatore Vincenzo De Luca vieta di raggiungerle ma solo a chi è residente nella regione. Chi viene da fuori, invece, come chiarito dalle faq di Palazzo Chigi, è libero di andare. 

Per questo, spiega il quotidiano, fonti di governo fanno sapere che in queste ore si valuta l’impugnativa delle ordinanze di Sardegna, Val d’Aosta, Alto Adige che hanno vietato l’ingresso nei loro territori ai proprietari di seconde case a meno che non debbano raggiungerle per motivi di lavoro, di salute o di necessità

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