Lunedì, 10 Maggio 2021
Spiragli solo per maggio

Zona rossa: le tre regioni in cui le riaperture fino a maggio restano un miraggio

Per Puglia e Valle d'Aosta il discorso è già chiuso, per la Sardegna quasi. Nella regione di Emiliano i sindacati chiedono che le attività commerciali, comprese quelle addette alla vendita di alimentari, siano chiuse con ordinanza regionale sia il 25 aprile che l'1 maggio

Per Puglia e Valle d'Aosta il discorso è già chiuso, per la Sardegna quasi. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia del 16 aprile 2021, ha firmato negli scorsi giorni l'ordinanza che rinnova fino al 30 aprile la permanenza in zona rossa per le Regioni Puglia e Valle d'Aosta. I provvedimenti fanno salve eventuali misure più restrittive già adottate sui territori. mentre 11 o 12 regioni "vedono" la zona gialla, c'è un pezzo d'Italia alle prese con restrizioni quasi "da lockdown".

Le regioni verso la zona gialla e quelle in bilico con le ordinanze del 23 aprile

Ancora zona rossa per Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta

In zona rossa fino al prossimo weekend c'è anche la Sardegna, e chi vive nell'isola è ormai rassegnato ad altri 10 giorni di restrizioni: da Cagliari a Sassari non c'è un miglioramento del quadro epidemiologico e la pressioni sugli ospedali è tornata a essere un problema da monitorare con la massima attenzione. In alcuni comuni sardi il numero di contagi nella terza ondata è stato di gran lunga più alto rispetto alla prima ondata della primavera 2020 e alla seconda dell'autunno 2020. Nell'ultimo monitoraggio la Sardegna aveva l'indice Rt più alto d'Italia, a 1,38. Probabilmente i sardi dovranno attendere almeno un'altra settimana e solo dal 3 maggio - se la curva scenderà -  potranno ad esempio andare al ristorante o spostarsi tra comuni diversi anche senza motivazioni dettate da necessità, salute e lavoro.

Nella Puglia in zona rossa le attività commerciali, comprese quelle addette alla vendita di alimentari, siano chiuse con ordinanza regionale sia il 25 aprile che l'1 maggio. E' la richiesta che al governatore della Puglia, Michele Emiliano, hanno fatto i vertici regionali Cgil, Cisl e Uil insieme alle rispettive federazioni di categoria. I sindacati temono che "l'apertura possa costituire un ulteriore momento di criticità ed innescare un ulteriore aumento dei contagi, rallentando significativamente le condizioni per la riapertura complessiva di tutte le attività e, con essa, la tanto agognata ripresa economica".

I sindacati fanno presente a Emiliano "il perdurare dell'emergenza sanitaria nella nostra Regione e l'alto rischio di contagio". Questo, rilevano, "nonostante le restrizioni disposte dal Governo e l'impegno delle istituzioni locali sul contingentamento e sul piano vaccinale". "Le attività commerciali - sostengono ancora le sei sigle sindacali tra confederali e di settore - sono luoghi di possibili assembramenti, in alcuni casi a causa del mancato rispetto dei protocolli di sicurezza, e rappresentano molto spesso opportunità di elusione dei provvedimenti limitativi alla mobilità posti in atto".

Se per Puglia e Valle d'Aosta lo scenario è definito fino al 30 aprile, per la Sardegna sarà decisivo il monitoraggio di venerdì 30 aprile. Ma dopo due settimane di zona rossa, è pressochè certo che non vi sarà alcun cambio di colore.

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