Venerdì, 26 Febbraio 2021

Cosa riapre a gennaio (e quali regioni rischiano la zona rossa o arancione)

Nel 2021 un nuovo decreto legge e un nuovo Dpcm dovranno rinnovare le limitazioni nei territori dove l'emergenza coronavirus è ancora alta. Ma alcune attività riprenderanno anche se con regole più stringenti. Vediamo quali

Mancano pochi giorni. Il 15 gennaio scadono gli effetti del decreto legge n. 158 2 dicembre e del Dpcm 3 dicembre, mentre il 7 gennaio cessano le restrizioni del Natale 2020 che hanno portata l'Italia in zona rossa e arancione "a singhiozzo". Cosa succederà dopo? A quali attività sarà consentita la riapertura e in quali aree si troveranno le regioni italiane? Intanto durante la conferenza stampa di fine anno Giuseppe Conte annuncia la riapertura delle scuole al 50% e la proroga dello stato d'emergenza, anch'esso in scadenza il 15 gennaio: "Escludiamo la vaccinazione obbligatoria" e sui vaccini "declineremo tutti i dati in Parlamento". Intanto da domani l'Italia torna in zona rossa fino al 3 gennaio. 

Cosa riapre a gennaio (e quali regioni rischiano la zona rossa o arancione)

In primo luogo bisogna ricordare che l'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero ha segnalato che nove regioni siano a rischio moderato o alto nell'emergenza coronavirus. In particolare, cinque regioni (Liguria, Marche, Puglia, Umbria e Veneto) sono classificate a rischio alto; 12 a rischio moderato, di cui quattro (Emilia-Romagna, Molise, Provincia Autonoma di Trento e Valle d'Aosta) sono a elevata probabilità di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l'attuale trasmissibilità. In totale quindi le regioni a rischio sono nove, ovvero Liguria, Marche, Puglia, Umbria, Veneto, Emilia-Romagna, Molise, Provincia Autonoma di Trento e Valle d'Aosta. 

Tra queste quella che continua a passarsela peggio è il Veneto, tanto che oggi alcuni giornali pronosticano la zona arancione a partire dal 7 gennaio, anche a causa di un "ricalcolo" dei posti occupati nelle terapie intensive che però il direttore generale della sanità respinge. Mentre l''Abruzzo, che era l'unica regione rimasta in zona arancione in un'Italia gialla alla vigilia delle festività, dovrebbe riconquistare la zona con minori restrizioni. Ma il sistema resterà: l'ha detto pochi giorni fa il ministro della Salute Roberto Speranza. E l'ha confermato anche il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo in un'intervista a Radio Capital:  "Inutile parlare di terza ondata, siamo ancora nel pieno della seconda. Fra una settimana le condizioni non saranno molto diverse da quelle di oggi: la curva dei contagi è ancora molto alta, i numeri sono ancora decisamente preoccupanti. Dobbiamo sperare che questi divieti durante le feste incidano in positivo sull'andamento della curva. Ma in questo momento non ho grandi speranze che dallo stato attuale si arrivi al 7 gennaio a una situazione come quella di giugno e luglio di quest'anno. È probabile che dopo il 7 gennaio ci sarà ancora un'Italia a colori".

La zona rossa dal 31 dicembre: cosa si può fare e cosa no (e tutti i controlli sugli spostamenti)

A parlare invece esplicitamente di arrivo della terza ondata è stato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria:  "Con l'arrivo del vaccino" anti-Covid "non è il momento di abbassare la guardia, anzi è proprio il momento in cui va alzata e va fatta molta attenzione. È fondamentale sempre indossare la mascherina, lavarsi le mani e mantenere una distanza di sicurezza. Io credo che, come già detto, la terza ondata sarà inevitabile. Forse è la ripresa della seconda da cui ancora non siamo fuori". Mentre il virologo dell'università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco è stato ancora più pessimista: "Da un lato il lockdown sta mostrando il massimo che può fare nella modalità con cui è stato realizzato finora. Bisognerebbe farlo più stringente per ottenere più di questo. Se si aggiunge quel po' di lassismo che ci potrà essere stato nelle feste che stiamo vivendo, il tutto rischia di concretizzarsi in breve in una terza ondata, o meglio un'onda di risalita dell'epidemia".

A gennaio un nuovo decreto legge e un nuovo Dpcm

Ciò nonostante il governo programma la riapertura di alcune attività a gennaio, insieme al decreto legge e al Dpcm che sostituiranno quelli in vigore fino al 15. Per quanto riguarda le scuole c'è già una data, quella del 7 gennaio, per la ripresa della frequenza in presenza al 50%. E proprio ieri nella riunione del Cts gli esperti del ministero della Salute hanno acquisito il documento dell’European center for disease prevention and control, l’agenzia che monitora i virus, secondo il quale la scuola non costituisce una fonte di focolai da Covid e i rischi sono minori delle conseguenze di una prolungata chiusura. 

Poi ci sono le attività produttive. Per i bar e i ristoranti rimarrà in vigore il sistema delle zone gialla, arancione e rossa e quindi gli esercizi potranno aprire fino alle 18 se si trovano nelle aree con minori restrizioni oppure potranno solo fare servizio d'asporto e consegna a domicilio negli altri casi. Per quanto riguarda sport e stadi, ieri il ministro Spadafora ad Agorà ha regalato una speranza: "Penso sia possibile, seppur con alcune limitazioni, riaprire palestre, piscine e centri di danza entro la fine di gennaio". Per gli stadi invece bisognerà aspettare ancora qualche mese. Invece, scrive oggi Il Messaggero, ci sono buone speranze per cinema, teatri e musei.

L'idea è quella di replicare lo schema attuato lo scorso maggio quando i musei hanno riaperto immediatamente mentre a cinema e teatri è stato lasciato un mese di tempo per riorganizzarsi. Stavolta però, con protocolli e procedure già note, la differenza potrebbe ridursi a 15 giorni. In pratica i musei, con contingentamenti all’ingresso e prenotazione obbligatoria, potrebbero riaprire già all’indomani della scadenza del Dpcm in vigore, vale a dire dal 16 gennaio. Discorso diverso per cinema e teatri che quindi, proprio come palestre e piscine, con buona probabilità vedranno slittare l’orizzonte della riapertura fino alla fine del mese. 

Ma anche qui prima sarà necessario valutare i numeri dell'emergenza. Che continuano a non mostrare la caduta dei contagi che era stata vista nella primavera scorsa. E che però all'epoca aveva generato una sensazione di "Liberi tutti" che abbiamo pagato con la seconda ondata di ottobre. Intanto l'Italia passa domani da zona arancione a zona rossa, e resta in rosso fino al 3 gennaio. Nei giorni da zona rossa restano chiusi i centri estetici, i bar e i ristoranti, mentre sono aperti supermercati, negozi di alimentari e di prima necessità, farmacie e parafarmacie, parrucchieri e barbieri. È possibile uscire di casa solo per "comprovati motivi di lavoro, salute o necessità", sempre portando con sé l'autocertificazione da mostrare in caso di controlli delle forze dell'ordine. Il cosiddetto 'decreto Natale', approvato dal governo il 18 dicembre, prevede da domani all'Epifania un solo giorno arancione, con qualche concessione in più ai cittadini, il 4 gennaio. Il 5 e 6 gennaio il paese vira di nuovo in rosso, poi il 7 gennaio si torna alla situazione delle fasce precedente il decreto. 

EDIT ORE 11,38: Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa parla della pandemia: "Abbiamo una prospettiva di fine legislatura. Nel corso della pandemia abbiamo rafforzato la nostra credibilita'. Non dobbiamo disperdere questo patrimonio di credibilita' che tutti insieme abbiamo conquistato e che spetta alla politica". Conte annuncia anche la riapertura della scuola per il 7 gennaio: "Auspico che il 7 gennaio le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con una didattica integrata mista almeno al 50% in presenza, nel segno della responsabilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche. Se, come mi dicono, i tavoli delle prefetture, hanno lavorato in modo efficace, potremo ripartire quantomeno col 50%". E ancora: "Abbiamo approfittato di dicembre per un ulteriore passo avanti, in una logica di massima flessibilità. Abbiamo coinvolto i prefetti, con tutte le autorità coinvolte, per una sintesi. Abbiamo compreso che il sistema è così integrato che non è possibile decongestionare i flussi attorno alla scuola, anche per il trasporto pubblico locale, se non si integrano i comparti diversi. Le prefetture hanno avuto il compito di coordinare soluzioni flessibili, da valutare paese per paese, scuola per scuola. C'è stata disponibilità a differenziare gli orari di ingresso anche negli uffici pubblici". 

EDIT ORE 12,23: Nel periodo di osservazione dell'epidemia di Covid-19 (febbraio-novembre 2020) si stimano complessivamente circa 84 mila morti in più rispetto alla media del 2015-2019. Lo annuncia l'Istat nel Rapporto prodotto congiuntamente dall'Istituto nazionale di statistica (Istat) e dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss). I decessi di persone positive al Covid-19 registrati dalla Sorveglianza integrata riferiti allo stesso periodo sono 57.647 (il 69% dell'eccesso totale). 

EDIT ORE 12,27: "Dal 7 gennaio io non ho dubbi che l'Abruzzo sarà classificato come zona gialla. Lo dico in virtu' di due elementi: l'ordinanza che ci collocava in arancione è scaduta il 27 dicembre e i dati erano compatibili con il giallo già prima di Natale". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, durante la conferenza stampa convocata a Pescara con il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e i capogruppo della maggioranza in Consiglio regionale, Vincenzo D'Incecco (Lega), Mauro Febbo (FI), Roberto Santangelo (Azione Politica), Guerino Testa (Fratelli d'Italia), oltre che gli assessori regionali Guido Liris e Nicoletta Veri' e il sottosegretario alla presidenza, Umberto D'Annutiis, per illustrare i contenuti del Bilancio di previsione e la legge di stabilità approvata stanotte dal Consiglio regionale. "La percentuale dei positivi sui tamponi fatti è quasi la metà rispetto alla media nazionale. Abbiamo viaggiato tra il 4 e il 6%. Continueremo lo screening sul territorio, un'opera di setaccio che mira ad intercettare quante piu' persone possibile. Il 2 gennaio parte Pescara e subito anche Chieti. Quando il dpcm delle festivita' scadra' noi saremo gialli- conclude Marsilio- Immagino che i primi di gennaio si riunirà la Cabina di regia per decidere, ma i dati che stiamo trasmettendo sono largamente compatibili con la tendenza in corso di progressivo miglioramento del quadro e pensiamo di aver affrontato bene situazione critica ed emergenziale". 

EDIT ORE 13,50: "Lo stato di emergenza lo prorogheremo sino a quando sara' necessario per mantenere i presidi di protezione civile e tutti i presidi che ci consentono di gestire l'emergenza, dando poteri ai soggetti attuatori, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa di fine anno parlando del Covid e delle sue conseguenze. "Non significa che facciamo saltare l'assetto costituzionale ma applichiamo questa norma necessaria per eventi una tantum come sismi e alluvioni. Questo evento è imprevedibile, mutevole, che si dipana continuamente. Dovremo accompagnarlo con la proroga dello stato di emergenza", aggiunge.

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