Mercoledì, 3 Marzo 2021

Lombardia, Sicilia e le altre: quali sono le regioni a rischio zona rossa

Oggi l'ordinanza di Speranza che porterà i territori nelle aree a maggiori restrizioni. Chi finirà in arancione e chi in giallo

Oggi è attesa l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che porterà quasi tutta l'Italia in zona arancione e alcune regioni in zona rossa. Il decreto legge 14 gennaio e il nuovo Dpcm che deve ancora essere varato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte ma di cui è circolata nella serata di ieri una bozza prevedono il cambio delle regole per entrare nelle aree a maggiori restrizioni e in base a questo ci sono regioni candidate alla zona rossa. 

Aggiornamento: Ecco l'ordinanza di Speranza: tre regioni in zona rossa, nove in arancione insieme ad Emilia-Romagna, Veneto e Calabria

Lombardia, Sicilia e le altre: quali sono le regioni a rischio zona rossa

Quali? Secondo i pronostici il report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute oggi indicherà in tutta Italia un Rt ancora in salita a 1,10 dall'1,03 della settimana scorsa. L'agenzia di stampa Ansa scrive che in base all'ultimo monitoraggio, con le modifiche introdotte dal decreto, solo sei regioni rimarrebbero gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d'Aosta. Tutte le altre rischiano l'arancione, con la Lombardia e la Sicilia molto probabilmente in zona rossa. E la scorsa settimana Veneto e Sicilia finirono in arancione dopo una richiesta pervenuta alla cabina di regia da parte dei presidenti di quelle regioni, Luca Zaia e Nello Musumeci. In questo caso il presidente della Regione Musumeci ha chiesto al governo nazionale l'istituzione della "zona rossa" in tutta l'isola per due settimane. L'istanza sarà valutata nella cabina di regia, convocata per domani a Roma. "Ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta - spiega il Governatore - domani stesso procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le 'zone rosse' in tutte le aree a maggiore incidenza di contagio". Una misura dettata dall'andamento epidemiologico nell'isola dove nonostante un leggero calo dei nuovi casi (1.867 rispetto ai quasi 2 mila di ieri), il tasso di positività (cioè il rapporto con i tamponi effettuati) si mantiene al 17,3%, oltre sette punti in più della media nazionale. 

EDIT ore 11,37: La Lombardia dovrebbe entrare in zona rossa. A confermarlo è stato il presidente della Regione Attilio Fontana a margine di un evento a Concorezzo, in Brianza. "Ho appena parlato con il ministro Speranza - ha detto -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli". Lunedì, nonostante la sentenza del Tar, quindi, "le scuole non riaprono" ha aggiunto Fontana. "Ho fatto presente a Speranza che c'è qualcosa che non funziona nei conti, come vengono fatti e nella determinazione dei parametri", ha detto ancora il governatore. "Secondo me bisogna rivederla - ha aggiunto Fontana - perché oggettivamente siamo in una fase in cui stiamo migliorando i numeri eppure c'è il rischio che si entri in zona rossa. I cittadini si sono comportati tutti molto bene e sinceramente la zona rossa è estremamente penalizzante". "Ho chiesto a Speranza di riguardare, lui mi ha detto che farà fare ancora dei controlli e che chiamerà il Comitato tecnico per rivalutare la situazione", ha concluso Fontana. Nella bozza del monitoraggio dell'Iss la Lombardia ha un Rt (l'indice di contagio) a 1,25, ovvero da zona rossa.  

E le altre? Il "rosso" balla anche per la Calabria mentre ci sono significative differenze che circolano riguardo la lista delle regioni in predicato di finirein zona arancione. Secondo il Corriere della Sera i da lunedì 18 gennaio potrebbero invece essere fascia arancione Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Puglia, Umbria e Veneto. Il Messaggero invece scrive oggi, confermando che le fasce di rischio renderanno l’Italia quasi completamente arancione, ci sono alcune regioni ancora senza responso. La zona rossa sembra confermata per Lombardia e Sicilia, in bilico tra zona rossa e arancione ci sono Calabria ed Emilia-Romagna, mentre "sicure" della zona arancione sono Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Bolzano, Trento, Puglia, Umbria, Veneto. In bilico tra zona gialla e arancione Molise, Sardegna, Abruzzo mentre le restanti (Toscana, Valle d'Aosta, Basilicata, Campania) sono in giallo.

Secondo La Stampa in rosso saranno Calabria e Lombardia (ma non la Sicilia), in arancione Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Marche, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia, in zona gialla rimangono Valle d'Aosta, Toscana, Sardegna, Abruzzo, Campania e Basilicata. In bilico tra giallo e arancione il Molise. Il Fatto Quotidiano scrive invece che sulla base degli ultimi dati disponibili sono a rischio arancione almeno 10 Regioni (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige, Puglia, Umbria e Veneto), due (Lombardia e Sicilia) sono a rischio zona rossa.

La bozza del Dpcm 15 gennaio e le regioni in zona gialla, arancione e rossa

E intanto la provincia di Bergamo chiederà una possibile deroga sulle limitazioni per il Covid, a maggior ragione se la Lombardia dovesse diventare zona rossa, visti i dati epidemiologici favorevoli del territorio, che presenta ora una media di 61 casi positivi ogni 100mila abitanti. Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli hanno inviato ieri sera una lettera al Presidente della Regione Attilio Fontana e all'Assessore Letizia Moratti, perche' si facciano portatori della richiesta al ministero della Salute, chiamato a disegnare il livello di rischio covid19 del nostro Paese. "La situazione del nostro territorio - scrivono Gori e Gafforelli - probabilmente proprio in ragione dell'estesa platea di cittadini entrati in contatto con la malattia nella scorsa primavera - intorno al 30% della popolazione secondo le diverse indagini sierologiche condotte nei mesi successivi - appare in questa fase peculiare. Il dato piu' significativo e' quello relativo all'incidenza dei nuovi contagi, indicatore che colloca la provincia di Bergamo - con 61 nuovi casi ogni 100.000 abitanti - ben al di sotto della media regionale (122) e ancor piu' dei territori (Mantova, Como, Sondrio, Milano, Varese) che presentano valori superiori a 200".

Come cambiano le regole della zona gialla, arancione e rossa

In base al decreto 14 gennaio e al nuovo Dpcm ci saranno novità anche nelle regole e nelle restrizioni in arrivo. :La riapertura delle piste da sci è stata fissata al 15 febbraio, mentre palestre, piscine, cinema e teatri rimarranno chiusi fino al 5 marzo e arriva anche lo stop all'asporto da bar, pub e winebar dopo le 18. Nei bar con cucina si potrà acquistare il cibo "a portar via". Per quanto riguarda la zona gialla:

  • sarà vietato uscire dalla propria regione se non per motivi di studio, lavoro, salute o necessità;
  • sarà in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5;
  • ci si potrà recare in visita agli amici usando la deroga (senza uscire dalla propria regione) al massimo in due persone più gli under 14 e gli eventuali disabili a carico;
  • cinema e teatri resteranno chiusi; 
  • bar e ristoranti saranno aperti fino alle 18; l'asporto sarà consentito fino alle 22 così come la consegna a domicilio; 
  • sarà possibile frequentare i musei rispettando le regole del distanziamento sociale e utilizzando la mascherina; 

Nella zona arancione invece:

  • non si potrà uscire dal proprio comune se non per ragioni di lavoro, salute, estrema necessità e urgenza; 
  • il coprifuoco sarà in vigore dalle 22 alle 5; 
  • ci si potrà spostare fino a 30 km dal comune se si risiede in un centro con meno di 5mila abitanti, ma non verso i capoluoghi;
  • si potrà raggiungere la seconda casa anche fuori dal proprio comune, purché non si trovi in un'altra regione;
  • si potranno praticare sport non di contatto come il tennis; 
  • si potrà fare visita a parenti e amici, ma solo due persone (oltre ai minori di 14 anni) e non più di una volta al giorno; 

Nella zona rossa, infine:

  • non si potrà uscire se non per ragioni di salute, lavoro, estrema necessità e urgenza;
  • i negozi sono chiusi tranne gli alimentari e quelli di beni di prima necessità; 
  • non si potranno frequentare le lezioni in aula: dalla seconda media compresa in su, in terza e alle superiori c'è la didattica a distanza; 
  • si potrà comunque fare visita a parenti e amici ma solo due persone (oltre ai minori di 14 anni) e non più di una volta al giorno
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