Domenica, 16 Maggio 2021

I weekend in zona rossa ovunque e il coprifuoco anticipato: le ipotesi allo studio per fermare la terza ondata

Tra le opzioni sul tavolo c'è l'adozione del modello "a semaforo" che ha già funzionato a Natale. Un'altra possibilità è quella di rivedere i parametri del sistema a colori

Foto di repertorio

A pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm, il primo dell’era Draghi, le misure per arginare la diffusione del Sars-Cov-2 potrebbero cambiare di nuovo. Sul tavolo del governo ci sono varie ipotesi: la più drastica (ne abbiamo parlato qui) è quella di istituire una “super zona rossa” di tre settimane valida su tutto il territorio nazionale ad eccezione delle Regioni bianche. Si tratta di una possibilità che tuttavia l’ala aperturista del governo, Lega in primis, non vedrebbe di buon occhio. Le altre strade prevedono misure più blande. Il “Corriere della Sera” cita quattro ipotesi. La prima è quella di un lockdown nazionale, ma valido solo nei fine settimana. Una misura che ricorda un po’ il sistema “a semaforo” introdotto a Natale. In questo caso, fino al venerdì resterebbero in vigore le misure determinate dal colore della regione di appartenenza, ma sabato e domenica le restrizioni sarebbero le stesse su tutto il territorio nazionale.

Un nuovo Dpcm per bloccare il contagio: tutte le ipotesi in campo

La seconda possibilità è quella di anticipare il coprifuoco di due o tre ore: il divieto di uscire di casa potrebbe dunque scattare alle 19 o alle 20 anziché alle 22. In entrambi i casi l’obiettivo è evidentemente quello di ridurre gli assembramenti determinati dalle occasioni di socialità. Un’altra possibilità sul tavolo è quella di vietare l’apertura dei negozi, ovviamente fatta eccezione per quelli che vendono beni alimentare o di prima necessità, nelle regioni in cui sono aperte anche le scuole. Ci sarebbe anche una quarta opzione: far scattare la zona rossa in maniera automatica nelle Regioni con un’incidenza superiore ai 250 casi ogni 100.000 abitanti.

In questo caso si tratterebbe di rivedere i parametri su cui si basa il sistema a colori. Andremmo così inevitabilmente verso un’Italia molto più rossa che gialla e arancione. Del resto sono sempre di più gli scienziati che ritengono l’indice Rt un parametro preciso, ma per sua natura retrospettivo e dunque inefficiente in quanto si basa su dati troppo “vecchi”. Il problema sono soprattutto le varianti: se finora con il sistema a colori si è rivelato utile per mitigare gli effetti dell’epidemia, con la diffusione di mutazioni che hanno reso il virus più contagioso questo modello potrebbe non funzionare più. Di questo ed altro si parlerà ad un vertice in programma oggi tra il Cts, il Commissario all’emergenza Figliuolo e vari ministri del governo (non ci sarà però il premier Draghi). Ne sapremo di più nelle prossime ore.

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