Domenica, 29 Novembre 2020

"Città fuori controllo": le zone rosse e l'autocertificazione a Roma, Milano, Napoli e Genova

Nel nuovo Dpcm il governo studia l'ipotesi di imporre chiusure territoriali nelle grandi città. Anche Torino è sotto osservazione. Gli spostamenti essenziali ridotti a scuola e lavoro, il coprifuoco anticipato alle 20 o alle 22

Ieri era stato Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute per l'emergenza coronavirus, a gettare il sasso nello stagno: "Milano, Napoli e probabilmente Roma sono fuori controllo dal punto di vista del tracciamento dell'epidemia". Se a queste si aggiungono Genova - che da stasera avrà quattro zone "ad alta attenzione" - e Torino si capisce perché il governo sta pensando di introdurre zone rosse nelle grandi città con un coprifuoco da mezzanotte (o addirittura anticpato alle 20 o alle 22) alle 5 del mattino. 

"Città fuori controllo": le zone rosse e l'autocertificazione a Roma, Milano, Napoli e Genova

Ieri il bollettino della Protezione Civile ha contato più di 15mila casi di positivi al coronavirus e 197 morti in quella che sembra ormai un'escalation che arriva soprattutto dai numeri delle grandi città: a Milano ieri ne hanno contati 1.858 (erano 1.054 martedì e sono arrivati a più di quattromila in Lombardia), a Roma 543 (erano stati 625, nel Lazio 1224 casi, record dall'inizio dell'epidemia) e a Napoli 717 in due giorni. Per questo nel Lazio è arrivata l'ordinanza che imporrà il blocco della circolazione dalle 24 alle 5 di venerdì 23 ottobre e la didattica a distanza nelle scuole superiori e nelle università da lunedì, con tanto di autocertificazione per uscire di notte come in Lombardia e in Campania.

In Liguria le misure riguardano Genova, dove scatta il coprifuoco dalle 21 alle 6 e si può circolare solo per andare in un negozio, in un bar o in un ristorante. Da lunedì si farà la didattica a distanza nel 50% alle superiori. In Piemonte i centri commerciali saranno chiusi nel fine settimana e la movida a Torino è stata limitata come a Firenze. Anche in Sardegna, come ha detto il presidente della Regione Christian Solinas, si va verso le chiusure. 

Scarica il modulo di autocertificazione(Pdf)

Ma, spiega oggi La Stampa, le decisioni dei governatori potrebbero essere presto superate dalle decisioni del governo che vuole alleggerire le strade visto che il trasporto pubblico è una bomba biologica che secondo gli esperti sta trascinando verso l'alto la curva dei contagi. Per questo le quattro metropoli (Roma, MIlano, Napoli e Genova) potrebbero essere le prime a venire cinturate in zone rosse dove si ridurranno gli spostamenti essenziali a quelli per la scuola e il lavoro. 

Il coprifuoco anticipato e il Dpcm in arrivo

Ieri il governo ha parlato di "ipotesi" a proposito di un nuovo Dpcm da varare entro domenica 25 ottobre. Oggi però La Repubblica dice che invece si pensa di varare un provvedimento ancora più restrittivo di quello di cui si parlava nei giorni scorsi, dove il coprifuoco potrebbe essere anticipato alle 20 o alle 22. 

Entro venerdì, allora, le restrizioni promosse dalle singole Regioni saranno operative. Il secondo step sarà quello di studiare con i primi cittadini delle quattro città a rischio (ma una lente speciale è puntata anche su Bari, Palermo e Torino) l’idea di un coprifuoco anticipato, assieme a ulteriori limitazioni dei movimenti non essenziali.

In questo senso, c’è già un precedente importante, anche se non sarà riproposto tale e quale: il divieto di movimento tra province deciso da Vincenzo De Luca. Serve soprattutto a proteggere Napoli dall’afflusso del pendolarismo non necessario. A Roma, invece, si potrebbe decidere di aumentare ancora lo smart working, coinvolgendo anche uffici e aziende che non fanno parte della pubblica amministrazione. Ma quasi certamente questo ulteriore pacchetto non basterà.

Le previsioni più nere dicono che si arriverà a superare quota 20mila contagi in pochi giorni e che la prossima vetta da scalare sarà quota 30mila: quella potrebbe portare addirittura al lockdown nazionale. Nel nuovo Dpcm potrebbe intanto esserci una stretta dei centri commerciali nei fine settimana. 

Verso un nuovo Dpcm entro domenica 25 ottobre

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