Mercoledì, 12 Maggio 2021

Ascoltare i bisogni e le voglie del nostro corpo: cos'è e come funziona l'alimentazione intuitiva

Seguire un’alimentazione intuitiva non significa abbandonare qualsiasi regola alimentare, ma imparare a considerare il cibo come un qualcosa che ci nutre e che soddisfa le nostre necessità. Ecco come funziona

Foto d'archivio

L’alimentazione intuitiva è un approccio nutrizionale che non prevede rigide regole da seguire, un piano alimentare che non ha nulla a che vedere con una dieta eccessivamente restrittiva. Piuttosto si tratta di modo di scegliere cosa mangiare in maniera più sana ma più serena, seguendo l'intuito, l'istinto e la naturalezza e non delle regole che, a lungo andare, possono far perdere un rapporto sano con il cibo.

Il nostro organismo, infatti, è perfettamente in grado di darci indicazioni circa le sue necessità alimentari. È stato nel 1995 che le nutrizioniste americane Evelyn Tribole e Elyse Resch, elaborarono il concetto di Intuitive eating ovvero alimentazione intuitiva, definendolo come "un quadro alimentare per la cura di sé, che integra istinto, emozione e pensiero razionale".

Alimentazione intuitiva: come funziona

Seguire un’alimentazione intuitiva non significa abbandonare qualsiasi regola alimentare, ma imparare a considerare il cibo come un qualcosa che ci nutre e che soddisfa le nostre necessità. Dunque bisogna imparare ad ascoltare il nostro corpo, interpretando i segnali di fame, sazietà e voglie.

Questo non vuol dire abbandonarsi ad un alimentazione scorretta, bisogna pur sempre stare attenti a seguire un’alimentazione sana, nutriente, varia e che apporti tutti i nutrienti necessari al benessere del nostro organismo.

Per seguire questo approccio nutrizionale è importante imparare a costruire quello che viene definito "piatto sano", ovvero, in ciascun pasto è importante consumare verdure, carboidrati, proteine e grassi nelle giuste proporzioni. 

Il piatto sano è uno dei tanti strumenti che vengono utilizzati per fare educazione alimentare. È stato elaborato dagli esperti di nutrizione dell’Harvard Medical School di Boston e rappresenta la composizione ideale che dovrebbero avere i pasti nel corso della giornata. Si basa sul concetto che ogni pasto dovrebbe essere costituito da un quarto di cereali, un quarto di proteine e metà di frutta e verdura. Il condimento da prediligere è l’olio extravergine d’oliva (grassi).

I principi dell'alimentazione intuitiva

Come leggiamo su donna.fanpage.it, i primi due principi dell'alimentazione intuitiva sono "Rigetta la mentalità da dieta" e "Onora la tua fame". Secondo questo approccio è importante assecondare ciò che il corpo ci dice. Capire i bisogni alimentari e non sentirsi in colpa se si ha voglia di mangiare un piatto di pasta più abbondante o un dolce. 

Per praticare quest'approccio non c'è necessariamente bisogno di una nutrizionista o una psicologa. Non si tratta di seguire regole su cosa, come e quanto mangiare. Il primo passo è cercare di porre attenzione quando mangiamo. Per mettere in pratica l'intuitive eating bisogna imparare a comprendere i segnali che il corpo ci manda, e mangiare quando abbiamo fame, assecondarla quando arriva, a prescindere che la sua origine sia emotiva o nutrizionale e energetica, e senza tenere conto dell'orario o di quanto tempo è passato dall'ultimo pasto. Si segue l'istinto e si impara a riconoscere anche la sensazione di pienezza. Si mangia quando si ha fame, ci si ferma quando si è sazi. Inoltre, questo approccio aiuta tantissimo a distinguere la “fame vera” da altri tipi di fame (per stress, noia o consolazione). 

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