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Sabato, 4 Febbraio 2023
Cattiva digestione

Cattiva digestione, i rimedi per digerire bene: risponde la gastroenterologa

“Per favorire la digestione è buona norma consumare il pasto masticando bene e lentamente, stando seduti e con la schiena ben diritta. Oltre a queste regole di buon senso suggerisco anche l'utilizzo di gingerolo, liquirizia e finocchio”. L'intervista alla dott.ssa Francesca Galeazzi

A soffrire di digestione lenta e difficile (dispepsia) è circa il 10% della popolazione italiana. Sebbene nella gran parte dei casi è solo la conseguenza di un pasto abbondante, della scelta di alimenti sbagliati o dell’aver mangiato troppo velocemente, la dispepsia può creare forti disagi a chi ne soffre. “Il termine dispepsia - spiega a Today dott.ssa Francesca Galeazzi, segretario nazionale AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri) - significa proprio digestione difficile. Studi su larga scala hanno evidenziato che nel mondo, soprattutto nei paesi più industrializzati, fino al 20% della popolazione può presentare sintomi dispeptici che possiamo raggruppare in due sottogruppi: 1) la pesantezza postprandiale e il senso di ripienezza che insorge mentre si mangia, tale da impedire il completamento di un pasto normale; 2) il dolore e il bruciore nella regione dello stomaco, tali da interferire con le normali attività quotidiane”. “La presenza di vomito, il calo di peso, il gonfiore, le alterazioni del comportamento intestinale, invece, - continua la Galeazzi - non sono sintomi caratteristici della dispepsia, pertanto meritano particolare attenzione”.

Per combattere la cattiva digestione, dunque, è fondamentale seguire un’alimentazione sana e regolare, mangiare lentamente e masticando bene i bocconi, ma può aiutare anche introdurre nella dieta alimenti e rimedi naturali che favoriscono il processo digestivo rendendolo più rapido ed efficiente.

Dott.ssa Galeazzi, quando si parla di “dispepsia funzionale” e quando di “dispepsia organica”?

“Nella maggior parte dei casi, fino all'80%, nei pazienti con sintomi dispeptici gli accertamenti diagnostici (es. esofagogastroduodenoscopia, ecografia, esami del sangue) non rilevano lesioni (ulcere, gastrite, neoplasie) nè fattori di rischio o abitudini (ad esempio utilizzo di farmaci antinfiammatori, infezione da Helicobacter pylori, fumo) che possano spiegare la sintomatologia. In quesri casi si parla di dispepsia funzionale. Quando invece i disturbi sono legati a problemi di salute più seri, moto raramente, si parla di dispepsia organica”.

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Quali sono i fattori che causano la dispepsia?

“Le cause della dispepsia sono numerose, da gastrite, con o senza Helicobacter pylori, terapie farmacologiche (ad esempio antinfiammatori), ulcera gastrica o duodenale, patologie del fegato, delle vie biliari e del pancreas e ovviamente anche la patologia neoplastica, ma anche alterazioni patologiche della motilità gastrica, ad esempio in certe forme di diabete o di patologie del connettivo. Fino all’80% dei casi tuttavia non riconoscono cause organiche strutturali, e in questi casi di dispepsia funzionale le cause possono essere molteplici: un pregresso episodio tossinfettivo (ad es. una gastroenterite), alterazioni della motilità gastrica, alterazioni della sensibilità dei visceri, lo stress, alimentazione poco regolare o con alimenti molto pesanti e grassi, l’abitudine al fumo, l’alcol”.

In che modo si può combattere? 

“L’alimentazione sicuramente gioca un ruolo importante nella gestione della dispepsia. La prima digestione inizia nel cavo orale ed è fondamentale una buona masticazione, con calma, affinchè allo stomaco giunga un bolo più semplice da processare e digerire. Anche i tempi sono importanti, un pasto lento, nella posizione adeguata favorisce una buona digestione. Alcuni alimenti, inoltre, sono più “difficili” da digerire, richiedono per le loro caratteristiche più tempo affinchè nello stomaco vi sia la corretta digestione da parte degli enzimi. Ci riferiamo soprattutto ai grassi ma anche alle proteine animali, i cibi molto acidi, soprattutto la sera, il fumo, l’alcol. Molto spesso, tuttavia, tendiamo ad attribuire interamente al cibo i nostri problemi digestivi, con diete o eliminazione di alimenti anche importanti. Per questo oltre alle elencate poche regole di “buon senso”, prima di affrontare restrizioni alimentari è necessario confrontarsi con il proprio medico”.

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Oltre a una maggiore attenzione a tavola, quali altre soluzioni possono migliorare la digestione?

“Sono in commercio molti rimedi “naturali” per aiutare la digestione, che in molti casi contengono principi attivi naturali farmacologicamente attivi. Solo per fare alcuni esempi, il gingerolo contenuto nello zenzero alla base di molti preparati per favorire la digestione, la liquirizia, il finocchio. Va sottolineato tuttavia che in molti casi, pur trattandosi di sostanze origine naturale, si tratta di sostanze farmacologicamente attive e che in alcuni casi possono presentare effetti collaterali, controindicazioni o interazioni farmacologiche. Quindi il loro utilizzo “fai da te” è da evitare, ma è bene consultare il proprio medico o il farmacista di fiducia”.

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