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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Diabete di tipo 2

Cenare tardi può aumentare il rischio di diabete di Tipo 2

Secondo uno studio, consumare il pasto tardi la sera, quando i livelli di melatonina sono alti, altera il controllo della glicemia, specialmente nelle persone che hanno una variante genetica collegata a un rischio elevato di questo tipo di diabete 

Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue e dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina. Generalmente si presenta in età adulta (circa i 2/3 dei casi riguardano ultra 64enni), anche se negli ultimi anni, un numero crescente di casi viene diagnosticato in età adolescenziale, dato correlabile all’aumento dei casi di obesità infantile. E’ detto di Tipo 2 per differenziarlo dal Tipo 1 o diabete giovanile (il 10% dei casi), in quanto si tratta di due patologie distinte, per cause, età di insorgenza, sintomatologia di esordio, terapia e possibilità di prevenzione. Gli italiani affetti da diabete sono oggi circa 3,7 milioni, ma 1 paziente su tre (circa 1 milione) non sa di averlo. Nel mondo, 1 persona su 11 convive con il diabete ed è previsto che per il 2030 ci saranno 522 milioni di persone con diabete.

Ad alterare il controllo della glicemia, compromesso nelle persone con diabete, diversi fattori come l’alimentazione, l’attività fisica, il sovrappeso, il fumo e l’alcol, ma anche gli orari dei pasti rispetto al sonno e i livelli di melatonina (ormone del sonno, rilasciato principalmente quando la luce cala, che aiuta a controllare i cicli sonno-veglia). A indagare la connessione tra questi due fattori (orario della cena e livelli di melatonina) in relazione al diabete di Tipo 2, sono stati i ricercatori del Massachusetts General Hospital, del Brigham and Women's Hospital e della spagnola Università di Murcia. La ricerca, pubblicata su Diabetes Care, ha scoperto che cenare subito prima di andare a dormire la sera, quando i livelli di melatonina sono alti, altera il controllo della glicemia, specialmente nelle persone che hanno una variante genetica del recettore della melatonina (Mtnr1b), collegato a un rischio elevato di diabete di Tipo 2.

L’Insulina nei diabetici di tipo 2

 L'insulina è un ormone, prodotto dalle cellule del pancreas, che regola l’ingresso del glucosio (zucchero) nelle cellule del muscolo scheletrico, del fegato e del tessuto adiposo, dove viene metabolizzato per produrre energia. Nei diabetici di Tipo 2 vi è un difetto della secrezione insulinica da parte del pancreas o inadeguata risposta all’insulina, detta “insulino-resistenza”. Se il pancreas non produce una quantità sufficiente di insulina o se gli organi bersaglio (muscolo, fegato, tessuto adiposo) non rispondono in maniera adeguata all’ormone, il corpo non può utilizzare il glucosio circolante come fonte energetica e il glucosio resta nel sangue, dove i livelli diventano sempre più alti (iperglicemia) causando danni a vari organi.

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Lo studio

I ricercatori volevano capire se cenare tardi (che di solito si verifica con livelli elevati di melatonina), provoca un’alterazione della glicemia. Nello studio i partecipanti (845 adulti spagnoli) hanno digiunato per otto ore e poi, per le due sere successive, hanno fatto prima un pasto presto e poi un pasto tardi rispetto all’orario solito in cui si coricano. Ai partecipanti, che solitamente cenano tardi, i ricercatori hanno fatto assumere, nel pasto anitcipato e in quello tardivo, una bevanda a base di glucosio, e confrontato gli effetti sul controllo della glicemia nell'arco di due ore. Infine, hanno esaminato le differenze tra gli individui che erano portatori o meno della variante genetica nel recettore della melatonina (Mtnr1b), perché ricerche precedenti hanno collegato una variante (chiamata "allele G") in Mtnr1b con un rischio elevato di diabete di tipo 2.

I risultati

Analizzando i risultati, il team di ricerca ha scoperto che i livelli di melatonina nel sangue dei partecipanti erano 3,5 volte più alti dopo la cena effettuata tardi. Inoltre, l’orario della cena tardiva ha anche comportato livelli di insulina più bassi e livelli di zucchero nel sangue più elevati (dato rilevante dato che l'insulina agisce per ridurre i livelli di zucchero nel sangue). A fine cena, i partecipanti con l'allele G in Mtnr1b avevano livelli di zucchero nel sangue più elevati rispetto a quelli senza questa variante genetica.

Mangiare tardi altera il controllo della glicemia

I ricercatori hanno, quindi, scoperto che cenare tardi, quando i livelli di melatonina sono alti, alterava il controllo della glicemia nell'intero gruppo. Inoltre, questo controllo alterato del glucosio è stato osservato principalmente nei portatori di varianti di rischio genetico elvato di diabete di Tipo 2, che rappresentano circa la metà della coorte. “Gli esperimenti - ha affermato l'autrice principale Marta Garaulet, PhD, prof.ssa di fisiologia e nutrizione nel Dipartimento di Fisiologia dell'Università di Murcia - hanno rivelato che gli alti livelli di melatonina e l'assunzione di carboidrati associati al consumo tardivo del pasto alterano il controllo della glicemia a causa di un difetto nella secrezione di insulina”.

"I nostri risultati - ha aggiunro il co-autore senior Frank AJL Scheer, PhD, MSc, Direttore del programma di cronobiologia medica presso BWH - sono applicabili a circa un terzo della popolazione nel mondo industrializzato che consuma cibo prima di coricarsi, così come ad altre popolazioni che mangiano di notte, compresi i turnisti, o coloro che soffrono di jetlag o disturbi alimentari notturni, così come quelli che usano abitualmente integratori di melatonina vicino all'assunzione di cibo”.

Come prevenire il diabete di Tipo 2

Per agire in modo preventivo contro il diabete di Tipo 2, gli esperti consigliano di misurare la glicemia a digiuno almeno un paio di volte l’anno, al fine per intercettare in tempo la sua comparsa. A questo si aggiunge poi un altro consiglio: evitare di cenare tardi la sera, prima di andare a dormire. In particolare, gli autori dello studio sopra citato consigliano alla popolazione generale di astenersi dal mangiare per almeno un paio d'ore prima di coricarsi. 

"La nostra scoperta - hanno affermato i ricercatori dello studio - può ulteriormente aiutare nello sviluppo di raccomandazioni comportamentali personalizzate. In particolare, il nostro studio non include i pazienti con diabete, quindi sono necessari ulteriori studi per esaminare l'impatto dei tempi del cibo e il suo legame con la melatonina e la variazione del recettore nei pazienti con diabete".

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