L'elisir di lunga vita? Tre porzioni di cereali integrali al giorno

Analizzando vari studi è stata riscontrata una diminuzione del 20% di decessi in chi assume regolarmente questi alimenti

I carboidrati sono spesso demonizzati per vari motivi, sia perché erroneamente si pensa che ‘facciano ingrassare’, sia perché è ormai diffusa la fobia del glutine (anche in quei casi in cui non si soffre di celiachia o di intolleranze). Ma rinunciando ai cereali integrali si perdono anche i benefici che apportano vitamine, minerali e antiossidanti.

Una buona ragione per non evitare i cereali integrali ci viene fornita da uno studio pubblicato sulla rivista Circulation, e messa in atto dai ricercatori della Harvard TH Chan School of Public Health di Boston: questi studiosi hanno analizzato 14 ricerche a lungo termine monitorando l’assunzione di cereali da parte dei soggetti studiati, e comparandoli ai tassi di mortalità. I risultati hanno dimostrato che nel 75% di persone monitorate nei vari studi vi era un legame preciso tra il numero di porzioni di cereali integrali assunti ogni giorno e il rischio di morte.

Nelle persone che affermavano di mangiare tre porzioni di cereali integrali al giorno, il tasso di decessi diminuiva del 20 per cento. In particolar modo, diminuivano del 25 per cento le morti cardiovascolari e del 14 per cento i decessi collegati al cancro. Per 'porzione' si intendono mezza tazza di riso cotto, farina d’avena o pasta integrale o 100 grammi di pane integrale. Ovviamente non bisogna esagerare nemmeno con i cereali, considerando che l’abuso porta ad un surplus calorico che va a pesare sul girovita e sulla salute.
 

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