Martedì, 11 Maggio 2021

Dieta del pH: come funziona e cosa dice la ricerca scientifica

Una dieta che si basa sul concetto che ogni alimento consumato abbia il potere di acidificare o rendere alcalino il sangue e, più in generale, l’organismo umano prevenendo una serie patologie: ecco come funziona e i rischi per la salute della dieta del pH

Foto d'archivio

Da ormai diversi anni si è diffusa l'idea della dieta del pH. Un regime alimentare molto particolare, definibile anche come una credenza non scientifica, che si basa sul concetto che ogni alimento consumato abbia il potere di acidificare o rendere alcalino il sangue e, più in generale, l’organismo umano prevenendo dunque serie patologie. Scopriamo come funziona.

Dieta del pH: cos'è

La dieta del pH è un regime alimentare ricco di alimenti con carica basica che permette l’alcalinizzazione, ovvero lo stabilirsi di un pH superiore a 7. I sostenitori di questa dieta promuovono questo tipo di alimentazione perché convinti che possa provocare una drastica riduzione del pH ematico, ed è proprio effettuando quotidianamente l’urinanalisi che è possibile rendersene conto.

Quali alimenti consumare?

Come si legge su nutrizione.com, per garantire uno stato di salute ottimale, la dieta dovrebbe essere costituita per l’80% da alimenti alcalinizzanti, di cui il 30% dovrebbe essere costituito da prodotti grezzi.

Tra gli alimenti consigliati ricordiamo quindi la frutta fresca (fatta eccezione per prugne, ribes, susine) e verdura, perché essendo ricche di calcio, magnesio, sodio e potassio, hanno un potere basico. Di conseguenza viene consigliata l’assunzione di centrifugati vegetali, che contribuiscono non solo alla modulazione del pH ma anche alla detossificazione del fegato, alla rigenerazione cellulare e al miglioramento della funzione digerente. Il restante 20% è rappresentato da cereali, germogli, alimenti di origine animale, legumi frutta secca.

Attenzione quindi: come si evince da questa suddivisione, la componente proteica di questo regime alimentare è molto ridotto, e questo potrebbe comportare delle conseguenze negative per la salute.

Cosa dice la ricerca scientifica

Bisogna però fare delle precisazioni, come si legge infatti sul sito AIRC, in una recente revisione della letteratura scientifica, ossia un’analisi degli articoli in cui gli scienziati hanno descritto i risultati delle loro ricerche, non è stata riscontrata nessuna evidenza reale che la dieta alcalina influenzi la formazione di un tumore o che possa curare un tumore già esistente. È stato accertato che la dieta o l’uso di integratori possono influenzare il pH delle urine (con un aumento di 0,2-1,2 unità), ma non il pH del sangue (che varia al massimo di 0,02 unità). I risultati di uno studio che ha coinvolto quasi 30.000 uomini finlandesi hanno escluso che l’acidità della dieta aumenti il rischio di tumore della vescica. Non ci sono studi che dimostrino un effetto di una dieta alcalina su tumori già formati. Nel caso del tumore della vescica, non si può escludere che l’alcalinizzazione delle urine possa persino interferire con i trattamenti anti-tumorali.

In sintesi, dunque, l'idea che sia possibile combattere il cancro rendendo basico il pH dei tessuti con un intervento dietetico esterno è priva di fondamento scientifico. Il pH dell'organismo è pari a 7,4: questo valore rappresenta un punto di equilibrio essenziale per la sopravvivenza, equilibrio che viene salvaguardato dai processi metabolici. Se davvero riuscissimo ad alcalinizzare il nostro pH, andremmo in alcalosi metabolica, una situazione che si verifica in alcune malattie e che richiede un immediato intervento medico perché può essere potenzialmente mortale. In conclusione, quindi, nessuna dieta da sola può curare il cancro.

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