La ‘dieta del Sol Levante’ allunga la vita: i benefici dell'alimentazione giapponese

I benefici sulla salute apportati da cereali, verdura e pesce fresco sono descritti dalla nutrizionista Ester Brucci

Cereali, verdura, pesce fresco, legumi e soia sono gli alimenti principi nell’alimentazione giapponese che apporta numerosi benefici per la salute, a partire dalla longevità (assicura un’aspettativa di vita maggiore di quella Mediterranea (85 anni vs 79) per finire con il favorire la prevenzione del diabete, del cancro e delle patologie cardiovascolari. Ma non solo: la cosiddetta ‘dieta del sol levante’ avrebbe anche degli importanti effetti anti-tumorali, soprattutto per la  prostata, benefici confermati da recenti studi scientifici e commentati dalla biologa nutrizionista Ester Brucci attraverso un’intervista a Napoli Today.

Cosa prevede la dieta del Sol Levante?

“La dieta del Sol Levante è ben equilibrata e bilanciata, ricca di cereali e verdura, di alimenti spesso in brodo e di pietanze impreziosite da ortaggi di stagione. Il consumo di carne rossa è scarso, ad esso viene preferito il consumo di pesce fresco, legumi e prodotti a base di soia. È un regime alimentare che prevede un consumo quotidiano di cereali come frumento, grano saraceno, riso. È molto povera di grassi saturi mentre è presente l’uso di alimenti vegetali, tra cui anche alghe e radici, soia, spezie, tofu, edamame, germogli di soia. Inoltre, è diffuso l’utilizzo di verdure fermentate, le quali risultano essere più digeribili e contribuiscono a mantenere un buono stato della flora dell’intestino”.

Quali sono i benefici per la salute di questo regime alimentare?

“I benefici che apporta tale tipo di regime alimentare sono molteplici. Genera nell’organismo una protezione contro i processi infiammatori e contro l’invecchiamento cellulare, grazie alla presenza di fibre, acidi grassi mono e poli-insaturi, sali minerali e un’elevata quantità di sostanze antiossidanti. Inoltre, ha un ruolo fondamentale nella prevenzione di malattie metabolico-croniche, quali patologie cardiovascolari, diabete mellito e patologie tumorali, tra cui il tumore della prostata”.

Secondo uno studio pubblicato dai ricercatori del Children's Hospital Medical Center di Cincinnati sulla rivista scientifica Biology and Reproduction, la dieta giapponese ridurrebbe il rischio di tumore alla prostata...

“Essendo una dieta ricca di cibi caratterizzati da estrogeni deboli, cioè sostanze di derivazione naturale con una debole attività estrogenica, consente fin dall'infanzia di generare un’azione protettiva sul tumore della prostata. Questo avviene perchè, quando si ingerisce la soica, l'intestino produce una molecola,  chiamata Equol, la quale sarebbe in grado di bloccare l’azione di un ormone maschile (il DHT) collegato all’ipertrofia prostatica e al tumore”.

Continua a leggere l'intervista su Napoli Today 

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