Mercoledì, 12 Maggio 2021

La dieta Montignac: per dimagrire occhio all'indice glicemico dei cibi 

La dieta Montignac è un regime alimentare che promette di far perdere peso ma con poche restrizioni. Ideata da Michel Montignac, non si tratta di una dieta "ipocalorica", ma di uno stile alimentare che si basa sull'indice glicemico dei cibi al fine di controllare il peso corporeo

Foto d'archivio

La dieta Montignac è un regime alimentare che promette di far perdere peso ma con poche restrizioni. Ideata da Michel Montignac, da cui prende il nome, non si tratta di una dieta "ipocalorica", ma di uno stile alimentare che si basa sull'indice glicemico dei cibi al fine di controllare il peso corporeo. Secondo il suo inventore, questa dieta permetterebbe di avere una riduzione duratura del peso corporeo, minimizzerebbe il rischio di problemi cardio-vascolari e dovrebbe aiutare a prevenire il diabete.

Dieta Montignac: come funziona

La dieta Montignac è nata negli anni '80 circa, quando il suo fondatore ha condotto studi e approfondimenti sull'equilibrio glicemico conferito dagli alimenti. Con i suoi studi egli ha cercato di dimostrare che non è l'ammontare calorico ad incidere sul controllo del peso, quanto una disfunzione organica di tipo ormonale.

Come leggiamo su my-personaltrainer.it, secondo questo principio, due alimenti contenenti carboidrati in quantità analoga aventi indici glicemici differenti possono contribuire (a parità di energia) all'aumento o alla riduzione del peso corporeo. In poche parole, secondo l'esperto a far ingrassare è l'insulina. Secondo il metodo Montignac, consumando esclusivamente glucidi con un indice glicemico inferiore o uguale a 35, la risposta insulinica è sufficientemente bassa da consentire l'attivazione dell'enzima dimagrante, la trigliceride-lipasi, e scatenare così la perdita di peso.

Cos'è l'insulina

L'insulina è un ormone peptidico dalle proprietà anaboliche, prodotto dalle cellule beta delle isole di Langerhans all'interno del pancreas; è formata da due catene unite da due ponti solfuro: catena A di 21 aminoacidi e catena B di 30 aminoacidi. La sua funzione più nota è quella di regolatore dei livelli di glucosio ematico riducendo la glicemia mediante l'attivazione di diversi processi metabolici e cellulari. Ha inoltre un essenziale ruolo nella proteosintesi (sintesi proteica) assieme ad altri ormoni che sinergicamente partecipano a tale processo, tra cui l'asse GH/IGF-1, e il testosterone. L'ormone insulina ha anche funzione di lipogenesi, cioè lo stoccaggio di lipidi all'interno del tessuto adiposo.

Indice e carico glicemico

Sempre su my-personaltrainer.it leggiamo che l'indice glicemico influisce di certo sul rilascio insulinico, ma è un requisito che subordina ad altri due concetti analogamente prioritari (non presenti nelle linee guida Montignac):

  • il carico glicemico, cioè la quantità di glucidi introdotti, che nella pratica dietetica corrisponde alla porzione alimentare.
  • La percentuale di glucidi semplici introdotti attraverso gli alimenti "elaborati" che, a causa della loro "raffinatezza glucidica", si caratterizzano per una velocità di assorbimento e metabolizzazione dei carboidrati molto elevata.

Tra le fonti bibliografiche della dieta Montignac è possibile reperire uno studio scientifico dello scienziato B. Jeanrenaud. La ricerca descrive la correlazione tra iperinsulinismo e obesità definendole direttamente proporzionali. Attenzione però.

Lo studio si focalizza sull'effetto dell'iperinsulinismo farmacologico, quindi non fisiologico, in relazione all'incremento del peso corporeo. Essendo un ormone anabolico, a parità di bilancio calorico, chi possiede livelli patologici di insulina ne subisce i relativi effetti di ingrassamento; ma (escludendo dismetabolismi ereditari) l'iperinsulinismo non è una condizione fisiologica. L'iperproduzione di questo ormone è causata dall'iperglicemia indotta dalla riduzione della sensibilità recettoriale periferica, tipica dei soggetti in sovrappeso o obesi.  

In poche parole: non è l'insulina fisiologica a generare l'obesità, ma è l'obesità (indotta da un'alimentazione scorretta) a ridurre la sensibilità insulinica causandone l'iperproduzione cronica.

Controindicazioni

In definitiva, non è corretto demonizzare l'insulina attribuendole il ruolo di ormone ingrassante, poiché a livelli fisiologici, essa non  possiede alcun effetto collaterale; inoltre, in condizioni fisiologiche, e garantendo porzioni adeguate, anche gli alimenti ad alto indice glicemico non incidono significativamente sull'iperinsulinismo e sul deposito adiposo.

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