Martedì, 15 Giugno 2021
Alimentazione

Le diete a basso contenuto di grassi riducono il testosterone del 10-15%

Secondo uno studio condotto presso l’Università di Worcester, le diete a basso contenuto di grassi riducono i livelli di testosterone degli uomini del 10-15%: ecco perché

Foto d'archivio

Livelli sani di testosterone sono importanti per la salute generale dell'uomo perché proteggono dall'insorgenza di diverse patologie. Inoltre, sono fondamentali per le prestazioni atletiche, la salute mentale e la salute sessuale. Diverse prove scientifiche dimostrano infatti come bassi livelli di testosterone siano collegati ad un rischio maggiore di malattie cardiache, diabete e morbo di Alzheimer.

Molto curioso è che dagli anni '70 ad oggi c’è stata una diminuzione dei livelli medi di testosterone negli uomini. I tassi di ipogonadismo (testosterone basso) sono aumentati, e come leggiamo in un articolo su medicomunicare.it, a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, specialista in Biochimica Clinica, le strategie dietetiche a basso rischio potrebbero essere un trattamento utile per il basso livello di testosterone.

Secondo uno studio condotto presso l’Università di Worcester, infatti, le diete a basso contenuto di grassi riducono i livelli di testosterone degli uomini del 10-15%. La ricerca ha combinato i risultati di 6 studi ben controllati con un totale di 206 partecipanti.

Il testosterone

Il testosterone è il principale ormone maschile. Esso viene sintetizzato maggiormente nelle cellule di Leydig interstiziali dei testicoli a partire da molecole di colesterolo e poi trasformato nel fegato in altre sostanze ormonali o decomposto e smaltito tramite i reni. 

Tra le sue funzioni principali ricordiamo che:

  • in collaborazione con altri ormoni e neurotrasmettitori regola funzioni metaboliche e sessuali, in particolare aumenta l'anabolismo e diminuisce l'insulinoresistenza, diminuendo quindi il rischio di contrarre diabete mellito di tipo 2.
  • Migliora le facoltà cognitive diminuendo il rischio di depressione e demenza.
  • Aumenta l'anabolismo dell'osso diminuendo il rischio di osteoporosi.
  • Migliora la circolazione sanguigna diminuendo il rischio di avere malattie cardiovascolari.
  • Migliora la circolazione peniena e favorisce l'erezione.

La sintesi testosteronica è notevolmente variabile con l'età: dalla nascita fino all'età di dieci anni è a un livello basso; nell'adolescenza maschile tra i dieci e vent'anni aumenta rapidamente, mentre diminuisce lentamente dai trent'anni alla fine della vita. Inoltre, a causa di "sfasamenti" di processi metabolici di sintesi e di smaltimento, c'è una grande variazione giornaliera (circadiana). Il testosterone ha delle funzioni fisiologiche (assieme ad altri ormoni e fattori) prevalentemente metaboliche e sessuali.

Lo studio

"Questi studi hanno prima sottoposto gli uomini a una dieta ricca di grassi (40% di grassi), quindi li hanno trasferiti a una dieta a basso contenuto di grassi (20% di grassi) e hanno scoperto che i loro livelli di testosterone sono diminuiti del 10-15% in media. Particolarmente 'cattive' erano le diete vegetariane a basso contenuto di grassi che causavano diminuzioni del testosterone fino al 26%. Gli autori hanno collegato i loro risultati a studi simili condotti su esseri umani e topi." Al contrario, un’elevata assunzione di grassi monoinsaturi, come ad esempio quelli presenti nell’olio d’oliva, negli avocado e nelle noci può aumentare la produzione di testosterone. "Tuttavia, i grassi polinsaturi omega-6 presenti prevalentemente negli oli vegetali, possono danneggiare la capacità delle cellule di produrre testosterone. Questo perché i grassi altamente insaturi come i grassi polinsaturi sono più inclini all’ossidazione, che causa danni alle cellule".

Negli ultimi anni le diete ad alto contenuto di grassi hanno dimostrato di diminuire i trigliceridi, abbassare la pressione, aumentare il "colesterolo buono" e ora anche aumentare i livelli di testosterone. Tutto ciò dipende proprio dalla base biochimica dei cibi e il processo è scritto sui testi di Medicina: sono i carboidrati ad essere convertiti in colesterolo e trigliceridi attraverso il metabolismo intermedio (acetil-coenzima A), e non viceversa.

Nonostante ciò, gli autori dello studio hanno affermato che sono necessarie ulteriori ricerche in questo importante settore per indagare nel dettaglio il meccanismo di questo fenomeno.

Fonte medicomunicare.it

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