Domenica, 1 Agosto 2021
Alimentazione Firenze

Le fave, un legume antichissimo dalle mille proprietà

Legume antichissimo, secondo solo alle lenticchie, le fave sono un alimento dalle mille proprietà. Ecco la loro storia e come si cucinano in Toscana

Le fave possiedono ottime proprietà salutari e nutrizionali, garantendo l’apporto di ferro e altri minerali, e una notevole quantità di vitamine, ovviamente se consumate crude. Il contenuto proteico ne ha fatto per lunghi periodi uno dei classici cibi dei poveri, grazie al prezzo economico, alla facilità di coltivazione e diffusione in tutta la Penisola. Fino a non molti anni fa, le fave secche erano infatti di uso molto comune, simbolo di una mensa povera e spesso considerate “cibo de’ plebei”, mentre oggi sono diventate una piccola ghiottoneria tutta toscana.

Se sono piccole e tenere si mangiano crude, a fine pasto, meglio se accompagnate con il famoso pecorino “baccellone”, se invece sono grosse e coriacee è preferibile cuocerle in stufato. In particolare, quest’ultima preparazione in Toscana prende il nome di “fave alla senese o fave stufate”: una ricetta che prevede la sostituzione dell’aglio con la cipolla e l’aggiunta di pomodori maturi o un po’ di salsa di pomodoro.

A Livorno, invece, si prepara un insolito primo piatto denominato “favetta”: le fave vengono soffritte spellate, con olio, aglio e prezzemolo, e poi vengono portate a cottura nel brodo. Si aggiunge un quarto di cavolo verzotto tritato e, una volta cotto, si saltano con gli spaghetti al dente e si servono con basilico tritato e pecorino.

Ottime come antipasto, in Toscana le fave si servono principalmente come primissima portata con dell’ottimo pecorino tagliato a tocchetti e con un condimento a base di olio, sale e pepe. 

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