Martedì, 2 Marzo 2021

Cause ipertensione e malattie cardiovascolari: dal sale a tavola allo studio sui poliformismi genetici

L’importanza del sodio nell'alimentazione per la regolazione della pressione sanguigna è un tema che è stato ampiamente affrontato nella storia. Molti studi hanno dimostrato l’associazione del consumo di sale con l’ipertensione, ma sarà solo questa la causa? Ecco cosa dicono le ultime scoperte

Foto d'archivio

L’importanza del sodio nella dieta per la regolazione della pressione sanguigna è un tema che è stato ampiamente affrontato nella storia. Molti studi hanno dimostrato l’associazione del consumo di sodio con l’ipertensione e il rischio di malattie cardiovascolari. Infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’assunzione di sodio inferiore a 2 g al giorno proprio per ridurre la pressione arteriosa e il rischio di cardiopatie. Ogni grammo di sale contiene circa 0,4 g di sodio.

Come leggiamo su un articolo di Medicomunicare.it a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica, "in pazienti con aumento della pressione arteriosa salino-sensibile, sono stati osservati un miglior riassorbimento del sodio, un sistema renina-angiotensina soppresso e polimorfismi genetici nei canali del calcio voltaggio-dipendenti e nel cotrasportatore sodio-bicarbonato. Tuttavia, la relazione tra l’assunzione di sodio e la pressione arteriosa rimane irrisolta. È noto che la pressione arteriosa deriva dall’interazione tra diversi fattori, tra cui suscettibilità genetica, obesità, invecchiamento, stile di vita sedentario, consumo di alcol, elevato apporto di sale e basso apporto di potassio. In condizioni ambientali simili, alcuni individui sviluppano ipertensione e altri no. Gli scienziati pensano che una costituente genetica nel determinare la comparsa di ipertensione sia essenziale, ma non è noto che un unico gene sia responsabile per questo fatto". Secondo alcuni ricercatori, invece, ad avere un ruolo più determinante sono i cosiddetti polimorfismi genetici.

Sodio: rischi dell'eccessivo o del ridotto consumo

La carenza di sodio può essere associata a nausea, vomito, anoressia. Nei casi più gravi può anche portare al coma e risultare fatale. Ma anche un eccesso di sodio ha delle conseguenze negative: aumenta la ritenzione idrica e la pressione del sangue, provocando il rischio di ipertensione e di sue complicazioni, che possono coinvolgere cuore, arterie e diversi organi, compromettendo la loro salute e quella dell'organismo.

Ipertensione: il ruolo del sodio

Tornando ai numerosi studi sui polimorfismi, tipo più comune di variazione genetica umana, "gli scienziati ritengono che l’identificazione di varianti geniche che contribuiscono all’associazione dell’ipertensione con l’assunzione di sodio potrebbe contribuire a una migliore comprensione della fisiopatologia dell’ipertensione e offrire opportunità per determinare lo stato nutrizionale ottimale per gli individui."

Uno degli ultimi studi pubblicati è stato condotto da un team di ricercatori coreani allo Yonsei University College of Medicine. Gli esperti hanno analizzato oltre 57000 individui divisi in due gruppi: quelli che assumevano giornalmente sale in una quantità inferiore ai 2 grammi, e quelli che ne assumevano in quantità maggiore. Il colesterolo non era differente tra i due gruppi; quello dei trigliceridi era significativamente più alto nei partecipanti con assunzione di sodio maggiore o uguale a 2 grammi al giorno.

I valori medi colesterolo totale, HDL (colesterolo buoni) e LDL (colesterolo cattivo) erano significativamente inferiori nei pazienti ipertesi rispetto ai controlli, indipendentemente dal fatto che l’assunzione di sodio fosse minore o maggiore a 2 grammi al giorno. "Nella seconda fase dello studio, tutti i partecipanti sono stati sottoposti ad analisi genetica in dipendenza dal loro introito alimentare giornaliero di sale. I polimorfismi hanno dimostrato un’associazione significativa con il rischio di ipertensione indipendentemente dall’introito di sodio.

Questi dati non confermano che il sistema immunitario è responsabile per sé del fenomeno ipertensivo. Tuttavia, sono molte le connessioni fra vasi sanguigni, sistema immunitario e proteine messaggero fra questi due compartimenti".

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