Mercoledì, 23 Giugno 2021
Alimentazione

Mangiare tanto e non ingrassare: la scienza ci spiega il perché

Chi di noi non ha un'amica/o che continua a mangiare di tutto senza ingrassare? A fornirci la spiegazione di questo particolare fenomeno è la scienza

Foto d'archivio

Chi di noi non ha un'amica/o che continua a mangiare di tutto senza ingrassare? Quale sarà il loro segreto, un metabolismo veloce? Niente invidia, secondo la scienza, almeno quella più recente, il trucco è legato all’efficienza delle loro cellule adipose.

Prima di parlare dello studio in questione però, soffermiamoci sulle funzioni del nostro organismo: è vero, infatti, che molto spesso vediamo delle persone che pur mangiando tanto, riescono a mantenere il proprio peso forma, ma per quale strano motivo non ingrassano? Bruciano tutto perché praticano tanta attività fisica o c’è dell’altro? Come si legge su metodoacpg.it, per spiegarlo possiamo partire da un semplice presupposto: quando mangiamo introduciamo nel nostro organismo il cibo, che, però, si integra effettivamente nel nostro organismo solo quando oltrepassa l’intestino ed arriva nel circolo sanguigno.

Finché il cibo rimane nel tubo intestinale, infatti, è ancora esterno all’organismo e può essere espulso. Quando invece i nutrienti dopo la digestione vengono assorbiti dall’intestino al sangue, allora raggiungono tutto l’organismo, di cui entrano davvero a fare parte. Alcune persone, dunque, potrebbero avere un assorbimento intestinale alterato. Per questo motivo non ingrassano visibilmente, pur mangiando tanto. La spiegazione di questo fenomeno non è però unica, esistono diversi punti di vista sull'argomento.

Lo studio

Un'altra spiegazione ci viene infatti fornita da un recente studio, pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition, che chiarisce il motivo di questa 'fortuna'. Sono le cellule adipose presenti nelle persone magre, geneticamente più efficienti, ad influire sul loro aspetto fisico. Il team dell'Istituto Nestlé di scienze della salute, in Svizzera, ha analizzato in totale 60 soggetti, di cui 30 che rimanevano molto magri, con un indice di massa corporea di 18,5 o inferiore. I partecipanti non avevano disordini alimentari, mangiavano e facevano attività fisica in modo normale.

Tutti i partecipanti allo studio, a prescindere dal gruppo di appartenenza, sono stati invitati a consumare una dieta caratterizzata da: 48% di carboidrati, 37% di lipidi, 15% di proteine. Nel gruppo sperimentale (i 30 soggetti più magri) è stata, però, notata una frequenza più alta relativa sia al consumo di snack, sia all’apporto calorico di questi ultimi. In media, la dieta seguita per il periodo di osservazione ha previsto 600 calorie in più rispetto ai parametri quotidiani a cui erano abituati i soggetti monitorati. Dopodiché, è stata prelevata loro una piccola quantità di grasso dallo stomaco per poterlo analizzare, insieme a campioni di sangue, urine e feci.

Risultati

I ricercatori hanno scoperto che le cellule adipose delle persone magre avevano espressioni anormalmente elevate di geni coinvolti sia nella scomposizione che nella produzione di grasso. Inoltre, le cellule adipose delle persone magre erano più piccole del 40% rispetto a quelle delle persone di peso normale. I risultati hanno anche mostrato che queste cellule possiedono mitocondri più attivi, parti che utilizzano energia per spingere le cellule stesse a scomporsi e rinnovarsi, e poiché i mitocondri lavorano a un livello più elevato, le cellule adipose scompongono e ricostruiscono molecole in modo più efficiente.

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