Giovedì, 5 Agosto 2021
ALIMENTAZIONE

L'Unione Europea impone l'olio tunisino, ecco cosa cambia per l'Italia

Circa un mese fa, il via libera dell'Europarlamento all'ingresso in Europa dell'olio tunisino senza dazi; questo ha creato delle polemiche ma che effetto può avere questa decisione sulla produzione italiana, sugli agricoltori e sulla lotta alle frodi?

L'Unione Europea ha detto sì all'importazione in Europa di 35mila tonnellate di olio tunisino senza dazi. Numerose le polemiche, dal momento che, come afferma Ignazio Corrao, eurodeputato del M5S, questo sarebbe un grave danno per gli agricoltori italiani.

Perché togliere il dazio alla Tunisia? Nel comunicato stampa della mozione si afferma che "è stata approvata l'abolizione dei dazi doganali (per due anni) su oli che vengono importati dalla Tunisia". L'obiettivo sarebbe la stabilizzazione della Tunisia come "modello virtuoso di evoluzione pacifica dalla dittatura verso la democrazia". In altre parole togliere il dazio servirebbe ad aiutare un'economia molto delicata, rendendo l'esportazione meno onerosa. In questo l'Italia è un attore fondamentale, visto che è "il secondo partner economico della Tunisia".

C'è da chiedersi però che effetto possa avere tutto questo sulla produzione italiana, sugli agricoltori italiani e sulla lotta alle frodi. 

Partiamo dai numeri: le 35mila tonnellate a dazio zero vanno considerate in due anni (quindi circa 17mila l'anno), senza possibilità di proroga e si sommano alle già 56.700 tonnellate previste da precedenti accordi. Queste cifre possono sembrare grosse, ma sono in realtà poco cosa rispetto al consumo europeo, che si aggira sulle 1.7 milioni di tonnellate. 

La situazione italiana poi è assolutamente particolare: l'Italia produce circa 300mila tonnellate di olio l'anno (con variazioni in base alle condizioni climatiche), ma ne consuma più di 550 ìmila. Questo vuol dire che la nostra Penisola non produce olio sufficiente per il consumo interno e lo importa dall'estero: 570mila tonnellate importate, mentre quelle esportate sono 300mila.

Cosa ci dicono questi dati? Come prima cosa dicono che tra gli oli esportati solo una parte è di produzione italiana; inoltre la Tunisia rappresenta il terzo fornitore di olio, dopo Grecia e Spagna per cui le 80-90 mila tonnellate annuali tunisine sono una quota importante, ma minoritaria di tutto l'olio importato. Fortunatamente i dazi verranno tolti solo per quella quota di olio di cui si possa garantire la traccibialità.

Dunque, le polemiche sull'olio tunisino sono state spesso esagerate, anche se sollevano preoccupazioni reali. La produzione Made in Italy va protetta perché di alta qualità ma non ne produciamo abbastanza per il consumo interno. La quota tunisina, inoltre, rappresenta solo una piccola parte di tutto l'olio che importiamo e la sospensione temporanea dei dazi dovrà servire a stabilizzare l'economia del paese nordafricano, senza che questo vada a intaccare la competitività dei produttori locali italiani. La chiave per risolvere la questione sarà poter mantenere un rigido controllo degli oli, per limitare il più possibile le contraffazioni.

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