Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Alimentazione

Dieta, troppe patate aumentano il rischio di ipertensione

Secondo l'ultima indagine pubblicata sul 'British Medical Journal' l'eccessivo consumo del prelibato tubero farebbe alzare la pressione sanguigna

Che siano fritte, al forno o lesse non importa, perché tanto tra i cibi responsabili della pressione alta pare proprio che le patate ci finiscano comunque.

Questo, almeno, è quanto rilevato da una ricerca condotta dall'ospedale Brigham and Women e dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston e pubblicata sul British Medical Journal, secondo cui esagerare con le porzioni del tubero in questione non fa per niente bene all'organismo che del probabile legame tra eccessivo consumo e rischio ipertensione assume le conseguenze più negative. 

Lo studio ha coinvolto decine di migliaia di persone tutte con pressione del sangue normale all'inizio della ricerca. Gli epidemiologi hanno analizzato il diario alimentare dei partecipanti e visto quale fosse il consumo di patate di ciascuno. Dagli esami seguenti è emerso che coloro che consumavano 4 o più porzioni di patate a settimana (cucinate nei modi più disparati, da lesse a fritte al forno) avevano un rischio dell'11-17% maggiore di ammalarsi di ipertensione nel corso degli anni rispetto a chi si limitava a un consumo moderato (non più di una volta al mese) di questo alimento. 

Secondo Lea Borgi, coordinatrice dello studio, "se un partecipante sostituiva a una porzione di patate una di verdura non contenente amidi, il suo rischio di ipertensione si riduceva".

Un consumo invece “normale” di patate è consigliato dai medici, considerando i numerosi sali minerali - dal potassio, al magnesio, dal selenio al fosforo - e le vitamine contenute nel discusso alimento. 

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