rotate-mobile
Lunedì, 16 Maggio 2022
Probiotici e Covid

I probiotici rafforzano le difese contro il Covid: quali alimenti assumere

Secondo i ricercatori, gli effetti benefici dei probiotici possono andare oltre l'intestino, regolando anche le risposte immunitarie all’infezione nei polmoni

I probiotici sono microrganismi viventi e attivi (soprattutto batteri), contenuti in alcuni alimenti e/o integratori che, in numero sufficiente, rafforzano l'ecosistema intestinale. Sono definiti "batteri buoni"  perché capaci di riequilibrare e supportare la flora batterica (l'insieme dei microrganismi naturalmente presenti nell'intestino) che gioca un ruolo fondamentale nel funzionamento e nella modulazione del sistema immunitario (il 70% delle nostre difese si trova proprio nell’intestino). L’assunzione di probiotici risulta, quindi, utile per combattere disturbi addominali come gonfiore, diarrea, pesantezza, digestione lenta, e per potenziare le difese contro gli attacchi microbici.

Ma gli effetti dei probiotici non si limitano all’intestino. Secondo recenti studi sul Covid, i batteri buoni che arrivano nel nostro intestino finiscono per aiutare anche la risposta immunitaria all’infezione da Sars-Cov-2 nei polmoni. I ricercatori credono, infatti, che esista un asse immunitario intestino-polmone (GLA) in funzione del quale le cellule immunitarie esposte ai probiotici nell'intestino potrebbero essere attivate da questi batteri e viaggiare verso il polmone dopo l'infezione. In Covid-19 queste cellule sarebbero i linfociti B, ovvero i globuli bianchi che producono gli anticorpi contro la Spike: secondo i ricercarori queste cellule potrebbero essere "preparati" nell'intestino per continuare a produrre più anticorpi quando incontrano il virus nel polmone o nel naso. Partendo dai risultati di questi studi, i ricercatori dell'Hospital General Dr. Manuel Gea Gonzales (in Messico) hanno testato l'efficacia di una formula probiotica in pazienti ambulatoriali sintomatici Covid con ottimi risultati. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Gut Microbes.

Terapie approvate per la cura dei pazienti Covid

Ad oggi esistono trattamenti approvati dalle autorità regolatrici del farmaco per i pazienti che si ammalano gravemente. Mentre ancora pochi sono gli studi randomizzati e controllati che hanno trovato terapie efficaci nel ridurre la durata dei sintomi e la carica virale nei pazienti ambulatoriali Covid. Al momento esistono solo pochi anticorpi monoclonali, raccomandati per i pazienti ambulatoriali Covid dalla FDA, dall’EMA e dall’AIFA, ma, sebbene efficaci presentano diversi limiti: sono molto costosi, non possono essere assunti per via orale e l'emergere di nuove varianti di SARS-CoV-2 potrebbe comprometterne l'efficacia. Pertanto, un trattamento orale che aiuti a ridurre la carica virale, gli infiltrati polmonari e la durata dei sintomi potrebbe essere una buona opzione da aggiungere all'arsenale terapeutico per i pazienti ambulatoriali Covid.

Lo studio

Con l’obiettivo di trovare una terapia efficace nel ridurre la durata dei sintomi e la carica virale nei pazienti ambulatoriali Covid, il team di ricerca dell’Universidad Nacional Autónoma de México, ha indagato l'impatto di una formulazione probiotica (AB21) in 293 pazienti ambulatoriali Covid-19, tra i 18 e i 60 anni, con sintomi lievi, nel periodo tra il 26 agosto e il 10 dicembre 2020. Il supplemento è stato somministrato una volta al giorno per 30 giorni, e sono stati valutati gli endpoint clinici specifici (inclusi il tasso di remissione e la durata dei sintomi), i biomarcatori nasofaringei e sierici e l'impatto della formula sul microbioma fecale.

I risultati

I pazienti nel gruppo cui è stata somministrata la formulazione probiotica hanno riportato un numero significativamente inferiore di giorni di febbre, tosse, mal di testa, dolori muscolari (mialgia), mancanza di respiro (dispnea), nausea, diarrea e dolore addominale. Dopo la somministrazione, la remissione completa è stata raggiunta dal 53,1% dei pazienti nel gruppo probiotico e dal 28,1% nel gruppo placebo. La supplementazione di probiotici ha anche ridotto la carica virale nasofaringea, gli infiltrati polmonari e la durata dei sintomi digestivi e non digestivi rispetto al gruppo placebo ed è stata ben tollerata. Non sono stati rilevati cambiamenti compositivi degni di nota nel microbiota fecale, ma la supplementazione di probiotici ha aumentato significativamente gli anticorpi IgM e IgG specifici contro SARS-CoV2. Ciò suggerisce che la formula probiotica ha influenzato il GLA principalmente attraverso il sistema immunitario dell'ospite, piuttosto che alterare la composizione del microbiota del colon. "Saranno, però necessarie - hanno dichiarato i ricercatori - ulteriori ricerche per confermare il meccanismo d’azione".

Come l’alimentazione può rafforzare il sistema immunitario contro raffreddore, influenza e Covid 

I batteri buoni portano a una guarigione più rapida dal Covid

Questi risultati sono tra i primi a dimostrare che i probiotici potrebbero aiutare il sistema immunitario a combattere il Covid. Gli autori dello studio suggeriscono che l'integrazione di probiotici potrebbe aiutare le persone a riprendersi più rapidamente, e questo potrebbe ridurre i periodi di autoisolamento attualmente imposti alle persone infette in numerosi Paesi del mondo.

 "I risultati positivi riportati da questo studio sono un importante passo avanti nei nostri continui sforzi a sostegno dei pazienti COVID-19", ha commentato il MD Pedro Gutiérrez-Castrellón, dell'Hospital General Dr. Manuel Gea Gonzales -. Pochi studi fino ad oggi hanno trovato approcci efficaci per ridurre la durata dei sintomi e la carica virale nei pazienti ambulatoriali COVID-19. Pertanto un probiotico orale che aiuta a ridurre la carica virale, gli infiltrati polmonari e la durata dei sintomi, come l'intervento probiotico AB21 sperimentato in questo studio, potrebbe aiutare a supportare i pazienti ambulatoriali Covid in modo più conveniente e in aggiunta alle terapie standard riconosciute”.

Limiti dello studio

Nonostante sia uno studio clinico in doppio cieco, controllato con placebo (generalmente considerato il gold standard per testare i trattamenti medici), presenta alcuni limiti. Ha escluso pazienti di età superiore ai 60 anni e non ha tenuto conto dello stato di vaccinazione dei partecipanti allo studio. Ciò significa che non sappiamo se i probiotici forniscano benefici anche coloro che sono più a rischio di sviluppare una forma di Covid grave. Inoltre, prima che i probiotici possano essere presi in considerazione per il trattamento del Covid, sono necessari ulteriori studi per convalidare questi risultati. 

Come assumere probiotici con la dieta 

Al momento non ci sono prove che i ceppi batterici probiotici contenuti negli integratori reperibili in farmacia, nei cibi fermentati (miso, kefir, tempeh, crauti, ecc), nello yogurt e in alcuni latticini, abbiano gli stessi effetti dei probiotici testati nello studio messicano. Tuttavia numerosi ricerche mostrano come una dieta a base di frutta, verdura e fibre, che preservi la salute del microbiota intestinale mantenendo il sistema immunitario in equilibrio, sia associata a una minore suscettibilità all'infezione da SARS-CoV-2. Altri studi hanno, inoltre, dimostrato come un'alimentazione ricca di fibre che stimola i batteri intestinali, possa persino aiutare il sistema immunitario a generare una risposta migliore alla vaccinazione anti-Covid. 

Dovremmo abituarci, quindi, ad includere regolarmente i probiotici nell'alimentazione quotidiana facendo attenzione a consumarne almeno un porzione al giorno (minimo un miliardo di batteri) sempre a stomaco vuoto e per un tempo medio di 3-4 settimane (ma possono essere consumati anche in modo continuativo), adottando una dieta ricca di cibi con fibre prebiotiche (frutta e verdura), che costituiscono il nutrimento basilare dei probiotici, contribuendo così alla loro crescita e proliferazione.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I probiotici rafforzano le difese contro il Covid: quali alimenti assumere

Today è in caricamento