Domenica, 7 Marzo 2021

Il glifosato nei prodotti agrochimici: uno studio mostra i rischi per la salute

Gli squilibri nei batteri intestinali possono causare molte malattie anche gravi. Uno studio condotto da un team internazionale di scienziati ha dimostrato che il glifosato potrebbe alterare il microbioma intestinale producendo tali squilibri pericolosi per la salute

Foto d'archivio

Il microbiota intestinale è uno degli elementi fondamentali dell’ecosistema intestinale. Esso comprende la barriera intestinale, che è un filtro molto selettivo e importante per il benessere dell’intero organismo, una struttura di tipo neuroendocrino chiamata comunemente “secondo cervello” e il microbiota intestinale che da sempre ci accompagna nell’evoluzione filogenetica. Il termine microbioma, invece, indica la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota, cioè i geni che quest’ultimo è in grado di esprimere.

Oggi, la prevalenza dei disturbi digestivi è aumentata a livello globale, probabilmente questo è causato da un nuovo modello alimentare più industrializzato adattato da molti Paesi sviluppati, un regime che prevede un più alto contenuto di grassi e carboidrati raffinati. Gli agricoltori moderni si affidano ai prodotti agrochimici per soddisfare le esigenze di una popolazione in crescita e queste sostanze chimiche hanno modificato la composizione chimica della dieta occidentale. La qualità dei prodotti agrochimici e dei prodotti biocidi utilizzati in ambito industriale ha un impatto diretto sulla salute dell'uomo e sull'ambiente.

Il glifosato

Tra questi, focalizziamo l'attenzione su un erbicida, il glifosato, che viene applicato alle colture di grano prima del raccolto per incoraggiare la maturazione con conseguente aumento dei residui di glifosato nei prodotti di grano commerciale. Come leggiamo su ambientebio.it, il meccanismo principale di come l’erbicida glifosato uccide le piante è l’inibizione di un enzima chiamato EPSPS, che fa parte di una via biochimica nota come via dello shikimate. La via shikimate è responsabile della sintesi di alcuni amminoacidi aromatici che sono vitali per la produzione di proteine. Quando la sintesi degli amminoacidi aromatici viene bloccata, la pianta muore.

Squilibri nei batteri intesinali: lo studio

Gli squilibri nei batteri intestinali possono causare molte malattie, anche gravi, tra cui cancro, diabete di tipo 2, obesità e depressione. Uno studio pubblicato su peer review BioRxiv, condotto da un team internazionale di scienziati con sede a Londra, Francia, Italia e Paesi Bassi, guidato dal dottor Michael Antoniou del King’s College di Londra, ha dimostrato che il glifosato potrebbe alterare il microbioma intestinale producendo tali squilibri.

Durante l'esperimento sono state esaminate delle femmine di ratto (12 per gruppo), alimentate con una dose giornaliera di glifosato o una formulazione Roundup (erbicida sistemico a base di glifosato) approvata in Europa (denominata MON 52276), a cui è stato somministrato il glifosato e Roundup tramite acqua potabile.

I ratti avevano un’assunzione giornaliera di glifosato di: 0,5 mg, 50 mg e 175 mg/kg di peso corporeo al giorno, che rappresentano rispettivamente la dose giornaliera accettabile (DGA) dell’UE, il livello UE senza effetti avversi osservati (NOAEL) e il NOAEL statunitense.

I ricercatori hanno scoperto che l’erbicida Roundup e il suo ingrediente attivo glifosato causano un drammatico aumento dei livelli di due sostanze nell’intestino: acido shikimico e acido 3-deidrosicochimico, che è un’indicazione diretta che l’enzima EPSPS della via dell’acido shikimico è stato gravemente inibito.

Biomarcatori dell’esposizione al glifosato

Secondo il dottor Antoniou, lo studio ha aperto nuove strade identificando il primo biomarcatore di esposizione al glifosato, che potrebbe essere rilevante per l’uomo. In questo modo è possibile vedere se una determinata malattia in una persona è associata all’esposizione al glifosato osservando il suo microbioma fecale, sebbene non sia stato possibile stabilire un nesso causale tra la malattia e il glifosato.

Danni al fegato e ai reni

Lo studio ha anche rivelato che Roundup e, in misura minore, il glifosato, hanno danneggiato il fegato e i reni dei ratti. L’esame istopatologico (microscopico) del fegato ha mostrato che le due dosi più elevate di Roundup hanno causato un aumento dose-dipendente e statisticamente significativo delle lesioni, cambiamenti nella malattia del fegato grasso e necrosi (morte dei tessuti).

Ci sono stati chiari aumenti nella disfunzione renale (lesioni, mineralizzazione e necrosi) nei gruppi che hanno esaminato sia Roundup che glifosato, ma la maggior parte non era statisticamente significativa. 

I ricercatori hanno concluso che "sebbene siano necessari ulteriori studi per comprendere le implicazioni sulla salute dell’inibizione del glifosato della via dello shikimato nel microbioma intestinale, i nostri risultati possono essere utilizzati negli studi epidemiologici ambientali per capire se il glifosato può avere effetti biologici nelle popolazioni umane".

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