Venerdì, 14 Maggio 2021

Rischi per la salute e squilibri metabolici con una dieta ricca di grassi: lo studio

Una dieta ricca di grassi può comportare delle conseguenze anche gravi per la nostra salute. Questo regime alimentare è infatti associato a diverse patologie quali ad esempio gli squilibri metabolici. Scopriamone di più

Foto d'archivio

Nemici della dieta, i grassi e i gli zuccheri sono gli alimenti che è preferibile evitare quando si decide di seguire un regime alimentare ipocalorico con l'obiettivo di perdere peso. Inoltre, una dieta ricca di grassi saturi e zuccheri raffinati può comportare delle conseguenze anche gravi per la nostra salute. Questo tipo di dieta è infatti associata a diverse patologie quali il sovrappeso e l'obesità, ma anche malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie metaboliche come il diabete di tipo 2, malattie infiammatorie intestinali ed anche tumori. Come leggiamo su fondazioneveronesi.it, in un articolo dedicato alla dieta occidentale, ricca appunto di grassi saturi, zuccheri raffinati e con scarso apporto di fibre, a parlare chiaro sono anche i dati: "negli Stati Uniti e nella maggior parte dei Paesi occidentali, le malattie croniche legate all’alimentazione rappresentano la maggior causa di malattia e di mortalità. Una vera e propria epidemia che interessa in un modo o nell’altro il 50-60 per cento della popolazione adulta occidentale".

Il ruolo dei grassi e degli zuccheri nella dieta: quali sono più nocivi?

Sempre in riferimento al tema, un altro recente studio ha dimostrato che livelli aumentati della proteina apoC-III sono correlati a malattie cardiovascolari, resistenza all’insulina e diabete di tipo 2. Come leggiamo su quotidianpost.it, i ricercatori hanno studiato due gruppi di topi che sono stati nutriti rispettivamente con una dieta ricca di grassi e con una dieta normale.

Il gruppo che ha seguito la dieta ricca di grassi "ha ricevuto il cosiddetto trattamento antisenso (ASO) dopo 10 settimane di dieta per diminuire i livelli di apoC-III, l’altro gruppo era già stato trattato con ASO dall’inizio, prevenendo così un aumento di apoC-III".

I risultati

'Dopo un periodo di 10 settimane, tutti i topi del primo gruppo erano obesi, resistenti all’insulina e avevano una steatosi epatica. Tuttavia, dopo il trattamento con ASO, continuando a seguire una dieta ricca di grassi, si è verificata una normalizzazione del metabolismo del glucosio, del peso e della morfologia del fegato', afferma Ismael Valladolid-Acebes, assistente professore presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia Molecolare, Karolinska Institutet, e primo autore dello studio.

"Nel gruppo trattato con ASO direttamente dall’inizio, lo sviluppo di squilibri metabolici è stato prevenuto. I meccanismi alla base degli effetti del trattamento per l’abbassamento dell’apoC-III implicano una maggiore attività dell’enzima lipasi e l'assorbimento dei lipidi nel fegato mediato dal recettore. Gli acidi grassi sono stati trasferiti dall’ossidazione degli acidi grassi al processo biochimico nel fegato chiamato via chetogenica e quindi convertiti in chetoni che sono stati utilizzati per la produzione di calore nel tessuto adiposo bruno".

'Pertanto, abbiamo potuto dimostrare che un abbassamento dei livelli di apoC-III, nonostante l’assunzione continua di una dieta ricca di grassi, non solo protegge, ma inverte anche i deleteri squilibri metabolici indotti dai grassi promuovendo una maggiore sensibilità all’insulina', afferma Lisa Juntti-Berggren, professore presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia Molecolare, Karolinska Institutet e autore senior dello studio.

Fonte quotidianpost.it

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