Lunedì, 8 Marzo 2021

La microflora intestinale influenza la perdita di peso: lo studio

Uno studio condotto dai ricercatori della Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins University di Baltimora dimostra che la microflora può giocare un ruolo chiave nelle diete. Scopriamo perché

Foto d'archivio

La flora intestinale o microbiota intestinale è composto da una serie di microrganismi (batteri, archaea, funghi) che vivono nel tratto digerente degli esseri viventi. Il metagenoma gastrointestinale è l'aggregato di tutti i genomi del microbiota intestinale.

Il nostro apparato digerente, ed in modo particolare l'intestino, è colonizzato da questi microrganismi, ovvero la flora batterica. Sulle mucose intestinali sono presenti oltre 500 specie di batteri e quest'ultima, la flora batterica, vive in perfetta simbiosi con l'organismo ed è fondamentale per il nostro benessere. Ricordiamo, infatti, che per "simbiosi" (dal greco: vita insieme) si intende un particolare rapporto di convivenza fra due organismi, da cui entrambi traggono un proprio beneficio.

Nel rapporto simbiotico fra l'organismo umano e la flora intestinale, l'uomo (ospite) fornisce materiale indigerito per il sostentamento dei batteri. In compenso, questi microrganismi (simbionti) svolgono varie funzioni utili all'uomo. Quando la flora batterica e l'organismo vivono in perfetta armonia, si parla di eubiosi.

I batteri del microbiota riescono ad autoprodurre il proprio nutrimento dalla fermentazione delle fibre introdotte tramite la dieta. I carboidrati ingeriti vengono convertiti nell’intestino ad acidi grassi a catena corta, denominati Scfa, che svolgono un’azione strutturale e nutritiva nel lume intestinale. L’acido propionico e l’acido butirrico sono esempi di Scfa che contribuiscono alla crescita e al mantenimento del microbiota e ne assicurano il funzionamento.

Il ruolo dei batteri nella perdita di peso

Quest'estate diversi esperti nel campo della scienza e dell'alimentazione si sono riuniti alla conferenza internazionale Nutrition 2020, svoltasi online per contrastare la diffusione del Covid-19, e hanno discusso delle principali novità riguardante il settore dell’alimentazione. Tra i vari argomenti si è anche parlato del ruolo svolto dai batteri della microflora intestinale nel tentativo di perdere peso.

Dell'importantissima funzione della microflora intestinale si è da sempre ampiamente discusso, ma per quanto riguarda questo particolare aspetto non si conosceva ancora molto sul tema.

Lo studio

Uno studio condotto dai ricercatori della Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins University di Baltimora dimostra che effettivamente la microflora può giocare un ruolo chiave nelle diete. Nello specifico, gli autori hanno osservato cosa è successo a 36 persone che avevano seguito una dieta per sei mesi e hanno visto come i 12 che avevano raggiunto l’obbiettivo prefissato, e cioè la perdita del 5% del peso, avevano una composizione del microbiota diversa da quella di chi non era riuscito a dimagrire.

In particolare, dei 30 ceppi analizzati, sono risultati essere più favorevoli alla perdita di peso dei batteri in particolare: l’Eubacterium coprostanoligenes, appartenente alla famiglia delle Eubacteriaceae (più è presente migliore è l’esito) e i batteri che aiutano a produrre acidi biliari secondari, acido butirrico e acido succinico. Possiamo dire il contrario, invece, per i batteri della famiglia delle Ruminococcacee, in questo caso, meno sono presenti e maggiore è la perdita di peso.

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