Giovedì, 4 Marzo 2021

Allenamento a buffer o a cedimento: differenze, vantaggi e svantaggi

Allenarci più spesso, fare più serie e più ripetizioni migliorando così la tecnica esecutiva: ecco in cosa consiste l'allenamento a buffer, a cosa serve e quali sono i suoi vantaggi

Foto d'archivio

Lasciare delle ripetizioni in riserva in modo da evitare il cedimento muscolare, riuscendo quindi a concludere tutte le ripetizioni di un determinato esercizio: ecco in cosa consiste quello che viene definito allenamento a buffer. Come leggiamo su lascienzainpalestra.it, il buffer si basa sulla scala RPE, essa serve a monitorare la percezione dello sforzo del soggetto.

La scala basata sul buffer non solo condivide il vantaggio di mettere tutti gli individui su una “parità di condizioni” di cui gode l’RPE tradizionale, ma ha anche il vantaggio unico di essere più valido dell’RPE tradizionale per le serie eseguite con carico sub massimale (dal 70% in su).

Esiste però una variazione intrinseca delle prestazioni umane a causa della normale variabilità biologica e psicologica dell'individuo e fattori come il sonno, l’alimentazione e lo stress che possono influenzare la forza durante l’allenamento. Inoltre, i tempi di progresso e di recupero sono altamente individuali.

Allenamento a cedimento o allenamento a buffer

Allenarsi a cedimento (o ad esaurimento) significa arrivare all’impossibilità di eseguire una ulteriore ripetizione senza aiuto esterno. Questo accade per svariati motivi fisiologici a seconda della tipologia di allenamento: o perché tutte le fibre vengono utilizzate e terminano la loro energia; oppure per saturazione del muscolo da parte dell’acido lattico (prodotto di scarto del metabolismo energetico anaerobico lattacido).

L’allenamento a buffer consiste essenzialmente nell’opposto. Ci si ferma prima che subentri l’impossibilità di compiere una ulteriore ripetizione.

Allenamento a buffer: a cosa serve

L’uso della scala basata sul buffer serve a raggiungere particolari obiettivi di allenamento come la forza, l’ipertrofia e la resistenza muscolare. Il buffer, inoltre, ci consente di allenarci in modo strutturato (mantenendo lo sforzo adeguato allo stimolo che stiamo cercando) e in modo intelligente, imparando ad autoregolarci adattando l’allenamento al proprio livello attuale, influenzato da livelli di stress, sonno, alimentazione, volume complessivo di allenamento e recupero. 

Vantaggi dell’allenamento a buffer

L’allenamento a cedimento troppo spesso può effettivamente rallentare i nostri progressi. La chiave per riuscire ad incrementare i risultati dell'allenamento potrebbe proprio essere quella di usare la tecnica a buffer. Rispetto a quest'ultima, con un allenamento a cedimento avremo un leggero aumento dell’ipertrofia muscolare, tuttavia, c’è anche un notevole aumento della fatica. Insomma, allenarsi costantemente fino al cedimento su ogni set crea una grande quantità di affaticamento che è molto difficile recuperare su una base costante. Cosa vuol dire?

I processi fisiologici conseguenti al cedimento sono molto più pesanti per l’organismo e questo vuol dire che è necessario un tempo di recupero più lungo, sia a livello fisico che mentale. Andare a cedimento significa usare tutte le tipologie di fibre a nostra disposizione. Il Sistema Nervoso Centrale non può sostenere questo sforzo per un periodo troppo lungo in modo continuativo.

Al contrario, allenandosi a buffer questo processo è limitato, possiamo allenarci più spesso, possiamo fare più serie, più ripetizioni e dunque migliorare la tecnica esecutiva.

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