Venerdì, 26 Febbraio 2021

Allenarsi a digiuno fa dimagrire di più? Facciamo chiarezza

Sono in molti a sostenere che l'attività aerobica svolta a digiuno permette di bruciare maggiori quantità di adipe superfluo: ma il maggiore consumo lipidico ci consente di dimagrire di più? Facciamo chiarezza

Foto d'archivio

Allenarsi a digiuno comporta una serie di vantaggi in termini di ossidazione lipidica, questi sono derivati dalle implicazioni metaboliche dell'ipoglicemia mattutina. Molte persone privilegiano questa tecnica di allenamento utile al dimagrimento inteso come perdita di massa grassa a favore di quella magra.

Sono in molti a sostenere che l'attività aerobica svolta a digiuno permette di bruciare maggiori quantità di grassi, innalzando il metabolismo per il resto della giornata e promuovendo il benessere psicofisico. Ma allenarsi a digiuno comporta sicuramente un maggior consumo lipidico, ma non fa dimagrire di più. Scopriamo perché.

Grassi o carboidrati?

La corsa (ma anche altre attività aerobiche) porta a consumare in un’ora di allenamento un buon quantitativo calorico. Tuttavia, siamo sicuri che la quota calorica consumata proviene dai grassi? Qualsiasi attività svolta durante la giornata implica un consumo sia di carboidrati che di grassi. In termini di attività fisica, maggiore sarà l’intensità di allenamento, maggiore sarà il risparmio lipidico a scapito dei carboidrati.

L'attività fisica a digiuno fa bruciare più grassi?

Come leggiamo su lascienzainpalestra.it, correre a digiuno in effetti ci aiuta a consumare più grassi. Il nostro corpo, infatti, ha bisogno di mantenere l’ "euglicemia", ovvero un range di valori di glucosio nel sangue tra 70-99 mg/dl. Al fine di permettere tale mantenimento, esistono dei depositi di glicogeno nei muscoli e nel fegato. Il fegato è maggiormente implicato nel metabolismo glicidico, poiché per mantenere stabile la glicemia "sacrifica" la sua riserva di glicogeno. Maggiore è la deplezione di quest’ultima, maggiore sarà la necessità di preservarla da parte dell’organismo. A tal fine, viene incrementato il metabolismo lipidico. Quindi aumenta la percentuale di calorie bruciate proveniente dai lipidi.

Come leggiamo su My Personal Trainer, al mattino, a causa del lungo digiuno notturno, la glicemia e le scorte di glicogeno sono inferiori rispetto al resto della giornata. Data la relativa carenza di glucosio nel sangue, allenarsi in queste condizioni promuove un maggiore utilizzo di grassi in termini energetici.

Anche gli ormoni fanno la loro parte: i bassi livelli di insulina e gli alti livelli di ormoni controinsulari (adrenalina, noradrenalina, cortisolo, tiroxina, glucagone,  ed ormone della crescita) favoriscono il dimagrimento stimolando la lipolisi in modo diretto o indiretto. La forte secrezione adrenergica (adrenalina e noradrenalina) registrata nel corso dell'esercizio fisico innalza notevolmente il metabolismo.

Ma un’attività fisica che fa consumare più calorie nella seduta di allenamento e porta ad un maggior dispendio lipidico possiede tali effetti solo durante una finestra temporale limitata. Il corpo umano tende a mantenere l’ "omeostasi", ovvero la stabilità delle proprietà chimico-fisiche interne. Nello specifico è stato osservato che i soggetti che consumano una maggior quota lipidica durante l’attività fisica, ne bruceranno di meno durante il riposo. Al contrario, chi ha consumato più zuccheri, successivamente sposterà il proprio metabolismo sui grassi pareggiando in questo modo il bilancio. 

Dunque, quello che conta realmente è il quantitativo di lavoro svolto: più vi allenerete e migliori risultati otterrete.

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