Domenica, 20 Giugno 2021
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Fiato corto? Ecco perché respirare bene è importante durante l'allenamento e non

Respirare è un processo automatico, eppure quante volte ci siamo ritrovati inspiegabilmente senza fiato? Respirare correttamente può cambiare il nostro modo di vivere ma essere in grado di farlo in modo corretto non è così scontato come sembra

Foto d'archivio

Quante volte durante un allenamento, online o seguiti da un personal trainer, ci viene continuamente raccomandato di respirare bene? Alternare la respirazione naso-bocca è fondamentale non solo per non andare in apnea o in affanno, ma anche per rendere il workout più efficace.

Respirare è un processo automatico, eppure quante volte ci siamo ritrovati inspiegabilmente senza fiato? Respirare correttamente può cambiare il nostro modo di vivere ma, in realtà, essere in grado di farlo in modo corretto non è così scontato come sembra.

Respirare bene: i benefici

Respirare bene si concretizza in un immediato benessere psicofisico, questo perché lo scambio di ossigeno permette tantissime funzioni importanti per il nostro organismo, tra queste ricordiamo:

  • aumento dell’energia;
  • aumento della circolazione sanguigna;
  • miglioramento della qualità del sonno;
  • migliore gestione delle emozioni;
  • maggiore ossigenazione delle cellule muscolari;
  • eliminazione di tossine e scorie;
  • modulazione dello stress.

Inspirare ed espirare

La respirazione consiste nell'assunzione di ossigeno e nell'eliminazione di anidride carbonica e avviene in due fasi: inspirazione ed espirazione. Nella prima l'aria dopo aver attraversato le vie aeree superiori e i bronchi penetra negli alveoli polmonari, nella seconda i polmoni espellono l'aria. Una respirazione fluida e profonda è estremamente funzionale nell’apportare nutrimento a tutte le parti del corpo e a enfatizzare uno stato di quiete. Ma cosa rende poco efficiente la nostra capacità di respirare?

Respirare male: possibili cause

Le cause che possono ledere i centri respiratori sono infiammazioni, infezioni, traumi (soprattutto per incidenti stradali), tumori, sostanze tossiche (farmaci o droghe a base di oppio, barbiturici), ipossia (quando poco ossigeno passa nel sangue), ipercapnia (accumulo di anidride carbonica nel sangue).

Anche le emozioni si ripercuotono e condizionano il modo di respirare, lunghi periodi di stress, insofferenza e preoccupazioni si ripercuotono bruscamente sulla qualità respiratoria. I sintomi della dispnea psicogena sono gli stessi della normale dispnea. Naturalmente, il sintomo principale è la mancanza di fiato. Altri sintomi possono essere tosse cronica; problemi alle corde vocali; iperventilazione (respirare più del necessario); senso di pesantezza sul torace

Ogni singolo gesto motorio dovrebbe essere scandito dal respiro, dunque quando ci si trova ad essere in carenza di ossigeno durante un allenamento, o semplicemente dopo aver salito una rampa di scale, qualcosa non va come dovrebbe. Questo avviene perché quando siamo in preda a momenti di preoccupazione o di tensioni emotive, permettiamo alle nostre emozioni di prendere il sopravvento e iniziamo a respirare con la parte alta del torace, in questo modo si attiva il sistema nervoso simpatico. 

Il sistema nervoso vegetativo, di cui fa appunto parte il sistema nervoso simpatico, chiamato anche "fight or flight", ovvero attacco o fuga, si attiva sia in situazioni concrete di pericolo imminente o dinanzi ad ipotesi di pericolo generati da loop mentali che anticipano situazioni che potrebbero verificarsi, come ad esempio broncodilatazione, tachicardia, secrezione di adrenalina nel sangue.

Ciò che accade in situazione di relax invece è sotto il controllo del sistema nervoso parasimpatico, chiamato "rest and digest". Questo protagonista entra in gioco dopo la condizione di stress con lo scopo di ripristinare la quiete, diminuire i battiti, rilassare i polmoni, passando così da uno stato di allerta ad uno di quiete.

Controllare il respiro

Qual è la soluzione? Bisognerebbe semplicemente prendere consapevolezza del proprio respiro e imparare controllarlo. Lo yoga e il pilates, ad esempio, sono ottime discipline per imparare a farlo perché vertono principalmente sull'importanza della consapevolezza dei movimenti e della guida del respiro.

Fonte reverbia.it

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