Giovedì, 25 Febbraio 2021

Dal più grande centro fitness del mondo a piattaforma digitale: reiventarsi ai tempi del Covid-19

The Mirai doveva essere il centro fitness più grande del mondo, ma il progetto non è andato perso. Piuttosto si è reinventato per abbracciare anche i tempi attuali, adattandosi alle circostanze per sfruttarne le potenzialità

Foto d'archivio

The Mirai doveva essere il più grande centro fitness del mondo: un progetto pensato ed ideato dall'imprenditore tedesco Rainer Schaller, fondatore, socio unico e Ceo di McFit Global Group, piattaforma che conta più di 1,7 milioni gli iscritti ai suoi club, con l'obiettivo di appassionare il maggior numero possibile di persone allo sport. 

Un luogo futuristico con sede a Oberhausen, vicino Düsseldorf, in Germania, che avrebbe dovuto svilupparsi su un’area di oltre 55.000 metri quadrati grazie alla brillante idea di Schaller avuta circa 3 anni fa. Un centro diverso dagli altri, dove non erano previste quote associative mensili.

Riconoscendo il fitness come una parte consolidata e riconosciuta del settore benessere e salute, il progetto The Mirai era volto a diffondere uno stile di vita sano che, come dimostrato tantissimi studi scientifici, non può prescindere anche dall'attività motoria.

Il progetto durante l'emergenza sanitaria

Purtroppo, l'emergenza Covid-19 ha determinato a livello globale dei cambiamenti radicali sia nel modo di lavorare che nel modo di relazionarci con gli altri. Un periodo difficile che ha rivoluzionato le nostre abitudini ma che ha anche messo a dura prova i titolari e i dipendenti di molti esercizi commerciali e aziende. Per le palestre e i centri sportivi la sopravvivenza è stata in quest'ultimo anno l'unico pensiero costante e quotidiano. Certamente, quello del fitness e del wellness è diventato con il tempo un settore consolidato e molto apprezzato, ma il periodo storico che stiamo attraversando è uno dei più difficili mai vissuti per questo mondo.

Oltre alla chiusure, a rendere più lenta la ripresa è anche la rivoluzione sociale che i fruitori dei servizi dedicati al fitness stanno vivendo in questi mesi: infatti, al timore di frequentare luoghi potenzialmente affollati si aggiunge la scoperta di partecipare a divertenti workout online direttamente da casa e la comodità di praticare attività all’aria aperta. Insomma, dinamiche nuove che contribuiscono a creare uno scenario nel mercato del fitness al quale gli imprenditori non erano forse preparati. Che fine ha fatto dunque The Mirai?

L'idea

Tutto sospeso anche in questo caso. Ma il progetto The Mirai non è comunque andato perso, piuttosto si è reinventato per abbracciare e sfruttare anche i tempi attuali. Come leggiamo su Fitnesstrend.com, infatti, "The Mirai si è adattato alle circostanze, trasformandosi in piattaforma digitale, dotata di un’area dedicata alla ricerca e allo sviluppo. La pandemia ha inevitabilmente modificato i piani di The Mirai, che comunque guarda al futuro con determinazione per fissare nuovi standard, adattando il suo modello di business al nuovo scenario per mettere a frutto le potenzialità di un progetto di grande portata.

Come piattaforma virtuale trasversale, The Mirai riunisce atleti, aziende di vari comparti, il settore fitness nel suo insieme, scienziati ed esperti di tutto il mondo, fungendo da centro di ricerca e sviluppo dell’esercizio fisico e della salute, dando vita a un vero e proprio ecosistema". Dunque, morale della favola: se un progetto è importante non bisogna abbandonarlo, ma continuare a svilupparlo andando di pari passo con i tempi, sfruttandone le potenzialità.

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