Martedì, 15 Giugno 2021
Fitness

Attività fisica per curare l'occhio pigro: cosa dice la ricerca scientifica

Secondo uno studio condotto da esperti italiani è possibile combattere l'ambliopia, disturbo meglio conosciuto come occhio pigro, anche da adulti e proprio grazie all’attività fisica. Ecco come e perché

Foto d'archivio

L'ambliopia, conosciuta anche come "occhio pigro", è una condizione che interessa il 4% della popolazione mondiale ed è caratterizzata da una riduzione più o meno marcata della capacità visiva di un occhio o, più raramente, di entrambi. Un disturbo molto diffuso che comporta una evidente riduzione delle capacità visive che può essere causato da diverse altre patologie come la cataratta congenita o una forte asimmetria nel potere rifrattivo degli occhi. Per lungo tempo si è pensato che questo disturbo fosse curabile solo nei bambini entro gli 8-9 anni, e che fosse incurabile negli adulti per via della scarsa plasticità cerebrale del cervello maturo.

Secondo uno studio condotto da esperti italiani però, è possibile combattere questo disturbo anche da adulti e proprio grazie all’attività fisica. Come leggiamo su fitnesstrend.com, la ricerca è stata pubblicata sulla rivista Annals of Clinical and Translational Neurology e condotta dalla ex-ricercatrice dell’Università di Pisa, ora all’École Normale Supérieure di Parigi, Claudia Lunghi, con la collaborazione di Antonio Lepri dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana, coordinati da Alessandro Sale dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-In) e da Maria Concetta Morrone dell’Università di Pisa.

Lo studio

Durante lo studio è stato evidenziato che la "plasticità cerebrale, cioè la capacità del cervello ad adattarsi a stimoli nuovi dovuti da un cambiamento ambientale, è influenzata, nei soggetti studiati, dalla quantità di attività fisica praticata. Più precisamente, gli studi effettuati sugli animali hanno dimostrato un netto aumento della plasticità cerebrale grazie alla pratica dell’attività fisica, e del gruppo di umani analizzati si può dire la stessa cosa".

Spesso per curare questo disturbo si utilizza un bendaggio adesivo (patching), da applicare per un periodo di tempo variabile a seconda della gravità del difetto. In questo caso, la ricerca ha messo in discussione l’efficacia di occludere l’occhio sano per incoraggiare l’uso dell’occhio pigro. "In condizioni che favoriscano la plasticità omeostatica, infatti, sarebbe consigliabile occludere proprio l’occhio ambliope in modo da migliorarne la percezione visiva e l’attività fisica favorirebbe tale processo di recupero, anche negli individui adulti".

I ricercatori hanno esaminato dieci persone affette da ambliopia, hanno bendato loro l’occhio ambliope e le hanno sottoposte ad una sessione della durata di tre ore che prevedeva dieci minuti di pedalata alla cyclette alternati a dieci minuti di riposo, seduti a guardare un film. Per altre tre settimane la procedura è stata la stessa, ma per un solo giorno a settimana anziché tre. Il gruppo di controllo, invece, era costituito da individui bendati ma senza l’obbligo di pedalare in cyclette.

I risultati

"Quanti svolgevano attività motoria hanno mostrato un marcato recupero dell’acuità visiva e della stereopsi - hanno osservato gli studiosi Sale e Morrone - effetto che si è mantenuto nel tempo ed è risultato presente anche dodici mesi dopo la fine del trattamento. I soggetti di controllo, invece, hanno evidenziato solo livelli di recupero trascurabili".

Fonte fitnesstrend.com

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