Lunedì, 21 Giugno 2021
Fitness

"Fare sport estremi avvelena il sangue": ecco perché

Uno studio australiano ha rilevato come le prove fisiche più intense mettano a repentaglio la salute: i batteri intestinali arrivano nel sangue causando intossicazione e intaccando il sistema immunitario

Brutte notizie per gli amanti delle prove fisiche al limite della praticabilità, perché, secondo uno studio medico australiano, chi si sottopone a sessioni sportive estreme con l'intento di superare se stesso grazie al duro allenamento incorre nel rischio di avvelenare il sangue. 

Pare, infatti, che i batteri intestinali sviluppati durante lo sforzo intenso si disperdano nel sistema sanguigno causando una intossicazione pari a quella di chi si ammala di setticemia, una malattia sistemica che ha un tasso di mortalità più alto di infarti e ictus.

I ricercatori della Monash University hanno studiato un campione di sportivi considerati “estremi” che partecipavano a prove come la maratona di 24 ore o ad eventi sportivi basati sullo sforzo intenso in diversi giorni consecutivi (si pensi per esempio agli atleti che corrono i “giri” ciclistici o che svolgono prove come il triathlon e il pentathlon o il famoso Iron man). Ebbene, in questi corridori e atleti, nonostante fossero altamente allenati, sono stati riscontrati livelli di intossicazione drasticamente diversi a seconda che venissero misurati prima e dopo la prova fisica e i loro campioni di sangue presi a inizio e fine gara, comparati con quelli di un gruppo di controllo formato da altrettanti atleti e non atleti a riposo, hanno provato come l'esercizio estremo praticato per lungo tempo causi importanti cambiamenti nella parete intestinale dove le endotossine, batteri naturalmente presenti nell'intestino, trovano la via per arrivare nel sangue e causare episodi infiammatori.

Lo studio australiano pubblicato nel magazine scientifico International Journal of Sports Medicine, pone dunque l'attenzione sull'importanza della giusta preparazione prima di un evento sportivo, soprattutto se questo mette a dura prova il fisico e la capacità di resistenza alla fatica. Chi decide di partecipare a eventi sportivi di questo calibro è obbligato a un check up medico preventivo e soprattutto è fortemente invitato a studiare un programma di allenamento che non solo prepari forza, potenza e resistenza fisica, ma che alleni a gestire lo stress e gli imprevisti tipici della gara. E questi consigli, sottolineano i ricercatori australiani, sono validi per qualsivoglia prova sportiva che superi le 4 ore continuative di attività ad alto impatto. 

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