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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Esercizio fisico

Un farmaco al posto dell'esercizio fisico: come funziona

Secondo i ricercatori che lo hanno sviluppato, rappresenta un potenziale metodo terapeutico per il trattamento di malattie sedentarie e disordini metabolici

Lo stile di vita moderno ci porta ad essere sempre più sedentari e meno predisposti al movimento. Tuttavia tutti sappiamo che un’attività fisica regolare è fondamentale per mantenere in forma corpo e mente. Al contrario, muoversi poco può provocare un indebolimento dei muscoli (noto come sarcopenia) e delle ossa (noto come osteoporosi), aumentare il rischio di malattie, come quelle cardiovascolari, ictus e diabete, e velocizzare il processo di invecchiamento. Per questo motivo l’OMS raccomanda di svolgere nel corso della settimana almeno 150-300 minuti di attività fisica aerobica d'intensità moderata oppure almeno 75-150 minuti di attività vigorosa più esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari almeno 2 volte a settimana. Sebbene non tutti possono praticarla: pensiamo agli anziani con forme di disabilità, alle persone con grave obesità o quelle che si stanno riprendendo da un intervento chirurgico.

Da tempo la scienza è impegnata nella ricerca di un farmaco sostitutivo dell’esercizio fisico, indicato per i soggetti che non possono praticarlo. Ora un gruppo di ricerca della Tokyo Medical and Dental University, ha sviluppato un nuovo farmaco che sembra imitare i cambiamenti anabolici nei muscoli e nelle ossa che provoca l’esercizio fisico. I ricercatori ritengono che questo farmaco possa cambiare la vita di chi soffre di sarcopenia e osteoporosi, ma anche di chi non è in grado di fare esercizio, come gli anziani, gli obesi o le persone con disabilità fisiche. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Bone Research.

Il farmaco migliora massa muscolare e densità ossea

I ricercatori hanno sviluppato un nuovo sistema di screening dei farmaci per identificare un composto che imiti i cambiamenti anabolici che l’esercizio fisico provoca nei muscoli e nelle ossa. Utilizzando questo sistema, hanno identificato il locamidazolo derivato dell'aminoindazolo (LAMZ), e lo hanno testato in un gruppo di topi con sarcopenia e osteoporosi. Il farmaco ha stimolato la crescita delle cellule muscolari e delle cellule che formano l'osso, gli osteoblasti, mentre ha soppresso la crescita delle cellule che riassorbono l'osso, gli osteoclasti, senza causare effetti collaterali apparenti. In particolare i topi trattati con LAMZ hanno mostrato una maggiore larghezza delle fibre muscolari, una maggiore forza muscolare massima, un tasso più elevato di formazione ossea e una minore attività di riassorbimento osseo.

“Può essere somministrato per vie multiple e migliora sia la massa muscolare che quella ossea, con conseguente aumento della capacità di locomozione. Pertanto, LAMZ ha un potenziale come farmaco terapeutico per i pazienti con difficoltà motorie, come quelli con sarcopenia e osteoporosi”, ha affermato l'autore senior Tomoki Nakashima.

Sviluppato un farmaco che riduce il senso di fame e il peso corporeo

Una possibile terapia per curare malattie sedentarie e disordini metabolici

Il team di ricerca ha ulteriormente approfondito il funzionamento di LAMZ e scoperto che imita le vie di segnalazione del calcio e del PGC-1α. Questi percorsi si attivano durante l'esercizio e stimolano l'espressione delle molecole a valle coinvolte nel mantenimento di muscoli e ossa. Poichè è stato dimostrato che PGC-1α protegge il muscolo da processi degenerativi atrofici e ha un effetto protettivo sull'invecchiamento, i risultati di questo studio suggeriscono come LAMZ potrebbe essere utilizzato per curare malattie sedentarie e disordini metabolici.

“I nostri risultati - ha affermato l'autore senior Tomoki Nakashima - indicano che LAMZ viene trasferito nel sangue dopo la somministrazione, sia orale che sottocutanea, suggerendo che può distribuirsi ad altri organi, inclusi fegato, grasso e cervello, migliorando la loro funzionalità”. 

Prospettive di ricerca

Nel loro insieme, i risultati della ricerca mostrano che LAMZ rappresenta un potenziale metodo terapeutico per il trattamento della fragilità locomotoria poiché imita alcuni benefici dell’esercizio fisico. Quindi potrebbe aiutare pazienti bloccati in un letto d'ospedale o che stanno vivendo un'altra condizione che compromette la loro capacità di esercizio. Tuttavia, fino ad ora, la gran parte della ricerca in questo settore è stata svolta nell'ambito degli studi sugli animali, e ci sono ancora pochissimi ricercatori che stanno testando questo tipo di farmaci sugli esseri umani. L'augurio è che presto arrivino risultati incoraggianti anche da studi sull'uomo in questo campo di ricerca.

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