Sabato, 27 Febbraio 2021

Il ruolo della genetica nello sviluppo di forza, resistenza e massa muscolare

La componente genetica ha una rilevanza importante nella strutturazione della componente muscolare e condiziona le potenzialità, creando i presupposti per far sì che un individuo sia più portato per la resistenza, la forza o la massa. Scopriamo perché

Foto d'archivio

Ci saremo forse chiesti milioni di volte perché lo stesso allenamento adottato sia da noi che da altre persone che conosciamo non sempre restituisce ad entrambi gli stessi risultati: magari loro riescono ad ottenere esiti più soddisfacenti dei nostri o viceversa. E per risultati intendiamo sia l'incremento della massa muscolare, sia la forza che il dimagrimento. Tutte queste domande trovano risposta nella genetica, ovvero la scienza che studia le basi morfologiche e chimiche della trasmissione dei caratteri ereditari degli esseri viventi.

Genetica e fisico: la correlazione

Come leggiamo su lascienzainpalestra.it, recenti studi scientifici hanno dimostrato che già "l’ambiente intrauterino è un fattore determinante per costruzione della massa muscolare presente nel corso della vita di un individuo, poiché il numero di fibre muscolari si plasma durante il periodo della gestazione".

Cosa vuol dire? "Un ambiente intrauterino compromesso dalla restrizione nutrizionale materna o dalla insufficienza placentare che limita lo sviluppo del numero di fibre muscolari può avere effetti permanenti sulla quantità di muscolo con cui un individuo vivrà. Questo significa che già nel momento in cui ci stiamo evolvendo nel grembo materno, in base a come e a quanto la madre si alimenterà, si definirà la nostra possibilità o meno di sviluppare massa muscolare".

Forza, massa e resistenza: quali geni?

Inoltre, sono stati svolti molteplici studi per evidenziare quali sono i geni con ruolo primario nello sviluppo della crescita muscolare e non solo. La componente genetica ha una rilevanza importante nella strutturazione della componente muscolare e condiziona le potenzialità, creando i presupposti per far sì che un individuo, nel corso della sua vita, sia più portato per la resistenza, la forza o la massa. A partire dal 2005, molti studi hanno riportato associazioni genetiche positive con fenotipi correlati alla forza muscolare.

"Kostek et al. - ad esempio - hanno esaminato le associazioni tra polimorfismi del gene del fattore di crescita insulino-simile (IGF1) e fenotipi muscolari studiando 67 uomini e donne caucasici più anziani, prima e dopo un programma di allenamento unilaterale di forza di 10 settimane. I portatori dell’allele 192 del microsatellite del promotore IGF1 hanno mostrato maggiori aumenti della forza muscolare del quadricipite rispetto ai non portatori (P = 0,02). 

Alcune prove evidenti suggeriscono che i risultati ottenuti in palestra dipendono fortemente dall’efficacia dell’aggiunta mionucleare mediata da cellule satellite. In termini semplici, i muscoli non cresceranno a meno che le cellule satelliti che circondano le fibre muscolari non donino i loro nuclei ai muscoli, in modo che possano produrre più materiale genetico per segnalare alle cellule di crescere.

Il gene più comune per migliorare le prestazioni è ACTN3, noto anche come alfa-actina-3. Esistono due proteine alfa-actina: ACTN2 e ACTN3. Le alfa actine sono proteine strutturali delle linee z nelle fibre muscolari e mentre ACTN2 è espresso in tutti i tipi di fibre, ACTN3 è preferibilmente espresso nei tipi di fibre di tipo IIb. Queste fibre sono coinvolte nella produzione di forza ad alta velocità, motivo per cui ACTN3 è associato a una potente produzione di forza.
Circa il 18% della popolazione è completamente carente di ACTN3 e i loro corpi creano più ACTN2 per compensarne l’assenza. 

Anche il gene ACE, noto anche come enzima di conversione dell’antiotensina, è stato implicato nelle prestazioni umane. Un aumento della frequenza dell’allele ACE D è associato agli atleti di potenza e sprint, mentre una maggiore frequenza dell’allele ACE I è associata agli atleti di resistenza.

Molti altri geni mostrano il potenziale per migliorare le prestazioni atletiche, come il gene della miostatina, ma non esistono ancora prove conclusive che possano dimostrare il fenomeno in modo chiaro".

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