Mercoledì, 3 Marzo 2021

Karate: come funziona l'antica arte marziale giapponese, dai colori delle cinture ai benefici

Un'arte marziale dalle origini antiche caratterizzata da gradi e livelli differenti rappresentati attraverso i colori delle cinture. Scopriamo come funziona, gli stili e i benefici del karate

Foto d'archivio

Il karate è un'arte marziale nata in Giappone, nelle isole Okinawa, che prevede la difesa a mani nude, senza l'ausilio di armi. Fu sviluppato dai metodi di combattimento indigeni chiamati "te" e dal kenp? cinese. Attualmente viene praticato in versione sportiva (privato della sua componente marziale e finalizzato ai risultati competitivi tipici dell'agonismo occidentale) e in versione arte marziale tradizionale per difesa personale. Nel passato era studiato e praticato solo da uomini, ma con il passare del tempo anche le donne si sono avvicinate alla disciplina.

Origini del karate

Il karate fu sviluppato nel Regno delle Ry?ky? prima della sua annessione al Giappone nel XIX secolo, e fu portato sulle isole giapponesi durante il periodo degli scambi culturali fra i due popoli. Inizialmente esistevano due scuole, Shorei e Shorin, le quali tecniche erano diverse tra loro. In generale possiamo dire che nello Shorei-ryu viene data maggiore enfasi alle tecniche delle braccia, alla respirazione e all'uso della forza, troviamo posizioni più corte e movimenti decisamente più circolari dello Sh?rin-ry?, dove le posizioni sono più ampie e basse, le tecniche più agili e veloci e potenti e si usano più le gambe degli arti superiori.

Le cinture

Una delle caratteristiche principali del karate è che gli allievi, in base al loro grado di preparazione, possono indossare cinture di colore diverso. Introdotte nel 1921 dal Maestro G. Funakoshi e S. Gima, le più antiche sono la cintura bianca e la cintura nera. Infatti, l’iniziale classificazione della Dnbk (Dai Nippon Butoku Kai - Società delle virtù marziali del grande Giappone), con le qualifiche di Hanshi e Kyoshi divideva semplicemente i praticanti di arti marziali giapponesi in due livelli, il “modello da imitare”, con la cintura bianca, e l' “esperto nell’insegnamento”, con la cintura nera. 

Si è passati poi a una classificazione più ampia. All’inizio con l’assegnazione di Dan (gradino, livello) per le cinture nere, e successivamente con l’introduzione dei Kyu (classe, rango, grado) per coloro che ancora non erano diventati cinture nere. A introdurre questo sistema è stato il M° Kano (fondatore del moderno Judo), sperimentando i gradi Dan come rappresentazione dell’avanzamento del livello nella pratica, e con i Kyu come i livelli di apprendimento anteriori all’acquisizione del 1° Dan. 

Oggi, il colore che indica il primo livello è il bianco, mentre la cintura rossa rappresenta il massimo grado possibile da raggiungere. All’inizio del percorso di karate si indossa infatti la cintura bianca: a volte è necessario sostenere un esame per ottenerla, altre volte no. Questo dipende dalle regole della palestra e/o federazione di appartenenza.

La cintura gialla equivale al  5º kyu (go kyu) e per ottenerla si dovrà sostenere l’esame per passare dalla cintura bianca alla gialla. Dopo di essa è possibile passare alla cintura arancione che nel karate equivale al 4º kyu (shi kyu). Il terzo kyu (san kyu) equivale al raggiungimento della cintura verde. La cintura blu nel karate si riferisce al secondo kyu (ni kyu). Il 1º kyu (sho kyu o ichi kyu) si riferisce alla cintura marrone ed è il livello di kyu più alto.

Esistono poi le cinture bicolore, a strisce, o divise in due, utilizzate principalmente per i bambini in modo da permettergli di aumentare il numero di esami e quindi il tempo di permanenza in un grado. Infine, la cintura viola è utilizzata in alcune scuole di karate e prende il posto del secondo kyu, ponendosi quindi tra la cintura blu e la cintura marrone.

Stili

Gli stili del karate sono moltissimi, eccone alcuni:

  • Tokitsu Ryu: sintesi di diverse scuole cinesi e giapponesi, è un metodo fondato sull’integrazione di respirazione, energia e azione. 
  • Shotokan: lo stile moderno più diffuso caratterizzato per le posizioni tendenzialmente basse, stabili e forti (e quindi per una maggiore staticità rispetto ad altri stili).
  • Zendokai: uno stile che utilizza tecniche di striking, grappling e proiezioni e leve. Lo zendokai è uno stile di karate a contatto pieno che utilizza il casco con una protezioni completa o in altri casi un casco senza visiera.
  • Wado-ryu: uno stile in cui le posizioni sono molto alte e morbide, si pone l'accento sulla velocità e la fluidità sia dei colpi sia del corpo. 
  • Sank?kai, o Sankudò: uno stile moderno che si basa sulla leggerezza e l'accuratezza della tecnica ma anche sulla potenza dei colpi. 
  • Kyokushinkai: stile che necessita di una notevole preparazione fisica per poter essere praticato a causa anche dei combattimenti a contatto pieno. Le competizioni si svolgono senza protezioni.
  • Shidokan: un metodo di combattimento che utilizza, fra le altre cose, le tecniche di pugilato, le ginocchiate e le gomitate tipiche della Muay Thai, il grapplin e la lotta a terra.

Benefici

Il karate è una disciplina antica che apporta numerosi benefici al nostro organismo. Per prima cosa bisogna sottolineare che l'allenamento non è soltanto fisico, ma anche mentale e spirituale e offre benefici che migliorano la vita di ogni giorno. Sul piano fisico, ci aiuta a controllare il peso, il livello di resistenza e sviluppare un corpo forte, muscoloso e tonico.

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