Domenica, 20 Giugno 2021
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Camminando sul sentiero delle 52 gallerie tra storia ed emozioni

L’Italia è puntellata di colline, montagne e sorprendenti aree naturali che non possiamo farci scappare

Conoscere nei dettagli alcune zone, belle ed interessanti, è un nostro dovere prima di uscire dalla penisola per esplorare il resto del mondo. Non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati ad avere, così vicino, opere di straordinaria bellezza, una fra queste è il sentiero delle 52 gallerie. Ma prima di inoltrarci in questa magnifica impresa di ingegneria militare, conosciamone la storia, autentico testimone del passato è il percorso più straordinario delle Piccole Dolomiti vicentine.

Voluto dall’ingegner Giuseppe Zappa, fu realizzato durante la prima guerra mondiale, tra marzo e dicembre del 1917, dalla 33esima compagnia minatori del quinto reggimento del genio. Sul versante meridionale del Pasubio stava combattendo in prima linea l’esercito italiano e per l’urgenza di ricevere approvvigionamenti e generi di prima necessità, si realizzò un sentiero tagliando ampi valloni, arditi vaj e verticali pareti di roccia. Era l’unico modo pensato per non uscire allo scoperto dal tiro dell’artiglieria austriaca.  

Sono sei chilometri di percorso che partono da Bocchetta Campiglia, sito a 1216 metri e arrivano a Porte del Pasubio - noto come rifugio gen. Achille Papa-  raggiungendo quota 1928 metri. 2,3 chilometri sono in galleria, il resto è all’aperto, protetto da un corrimano in ferro che fu, nella seconda guerra mondiale, smontato e usato per fabbricare armi e cannoni. Resti di questo corrimano sono oggi visibili in alcuni tratti del percorso. Questa è la stagione ideale per affrontare le 52 gallerie. Si impiegano dalle due alle tre ore e mezza, per questo motivo non è una passeggiata da sottovalutare. Famiglie con bambini hanno provato l’esperienza, affidando alla prudenza il primo passo. Il dislivello è di circa 750 metri e tra curve, biforcazioni e  gallerie a tratti scivolose, è utile salire con una torcia elettrica, munirsi di giacche a vento da poter utilizzare all’uopo e bottigliette di acqua. Calzature comode e abbigliamento adeguato sono scontati. Non presenta pericoli o grandi difficoltà, ma ci sono delle regole da seguire come non inoltrarsi in gallerie secondarie, non sporgersi oltre l’arditissima stradina e prestare sempre una grande attenzione a dove si mettono i piedi. Sapere che un tempo questa mulattiera, che permetteva all’esercito italiano il collegamento fra la base del monte e la zona alta al riparo dal nemico, era conosciuta a menadito da uomini e muli,  non ci deve fuorviare dal ricordare che resta un’opera bellica, non certo una passeggiata in centro storico. Ecco perché, nell’ammirare l’ingegno umano, è bene non dimenticarsi di portarle rispetto.  

Per gli appassionati di escursionismo sarà una delle emozioni più forti che potranno provare, soprattutto se amano la storia. Una volta raggiunto il rifugio Achille Papa si può godere di un meritato riposo, ma per chi avesse ancora fiato consigliamo di visitare la Zona Sacra, quella che fu teatro di violenti scontri tra le truppe nemiche. Raggiunto cima Palon, 2232 metri,  circa un’ora e 15 minuti dal rifugio Papa, si può ammirare l’orizzonte, il paesaggio a 360°.  Vi trovate nella cima più alta del massiccio del Pasubio che domina incontrastato le Piccole Dolomiti e le Dolomiti vere e proprie. La cosa più bella che rende unica la montagna è la sua scarsa antropizzazione.

Camminare ci fa bene alla salute, se impariamo a farlo con una pratica costante ci piacerà sempre di più e inizieremo ad apprezzare e a rispettare non solo noi stessi, ma anche gli altri.

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