Domenica, 17 Gennaio 2021

Fare sport riduce il rischio di morti premature: l'indagine

Lo sport fa bene alla salute e allunga la vita: secondo uno studio, ogni anno in tutto il mondo, l'attività fisica è in grado di prevenire almeno 3,9 milioni di morti premature

Foto d'archivio

Sembrerà ormai banale ribadire come l'attività fisica faccia bene alla salute di corpo e mente, i benefici di mantenersi in movimento regolarmente sono molteplici: lo sport infatti aiuta a mantenere un peso corporeo sano, abbassa la pressione sanguigna, diminuisce il rischio di malattie cardiache, riduce il rischio di Diabete di tipo 2, riduce il rischio di alcuni tipi di cancro, aumenta la funzione e la forza muscolare, migliora la salute e la forza delle ossa e tanto altro ancora.

È soprattutto in questi ultimi anni che è stata raggiunta una maggiore consapevolezza sui benefici dell'attività fisica sulla salute, sempre molte più persone prestano attenzione a quest'ultima, correlata ad una sana e corretta alimentazione. Ma se conosciamo tutti questi aspetti benefici legati allo sport, forse quello che ancora non sappiamo è che l'attività fisica allunga anche la vita, a spiegarlo è uno studio.

Lo studio

A fare questo interessante calcolo sono stati degli esperti in una ricerca coordinata dall'Università di Cambridge, secondo cui ogni anno, in tutto il mondo, l'attività fisica è in grado di prevenire almeno 3,9 milioni di morti premature. L'indagine, pubblicata su The Lancet Global Health, spiega che l'attività fisica ci rende più longevi, un effetto che gli esperti sperano possa costituire un incentivo per educare ad uno stile di vita più corretto e rivolto principalmente ai sedentari.

Vita sedentaria: i rischi

Una vita attiva, che non mette mai lo sport in secondo piano, non è solo una gratificazione, ma è anche un modo per stare meglio con il proprio corpo. La costanza dell’esercizio fisico ha benefici a lunga scadenza e scongiura i numerosi e insidiosi rischi di una vita sedentaria. È un concetto orami risaputo, tuttavia in pochi saprebbero elencare i reali pericoli ai quali sono esposti coloro che si abbandonano alla sedentarietà. L’inattività fisica e la sedentarietà rappresentano un problema di salute pubblica a livello globale più di quanto pensiamo. Secondo le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), infatti, in tutto il mondo 1 adulto su 4 e 3 adolescenti su 4 (di età compresa tra 11 e 17 anni), non svolgono attività fisica. In alcuni paesi, i livelli di inattività possono arrivare fino al 70%, a causa del cambiamento dei modelli di trasporto, dell'aumento dell'uso della tecnologia e dell'urbanizzazione. Nella maggior parte dei paesi, ragazze, donne, anziani, gruppi svantaggiati, persone con disabilità e malattie croniche hanno minori opportunità di essere fisicamente attivi.

L’eccessiva sedentarietà può comportare problematiche di varia natura, andando a compromettere il nostro benessere psico-fisico e favorendo l’insorgere di disturbi metabolici (diabete, ipertensione, colesterolo) e malattie cardiovascolari. Un metabolismo più lento, l’aumento di peso e l'obesità sono conseguenze frequenti della sedentarietà. Muoversi poco, inoltre, agevola l'insorgenza di problemi articolari e ossei, come artrite e osteoporosi.

I risultati della ricerca

Sempre secondo l'Oms, le persone dovrebbero svolgere almeno 150 minuti di attività aerobica di moderata intensità a settimana, oppure 75 minuti di attività vigorosa o una combinazione delle due: come leggiamo su fitnesstrend.com, in base ai dati relativi a 168 paesi, secondo quanto rilevato dagli epidemiologi dell'Università di Cambridge la frazione di persone che si muove sufficientemente varia considerevolmente in base all'area geografica. Ad esempio, si va dal 33% del Kuwait al 64% del Regno Unito, fino al 94% del Mozambico. Confrontando questi dati con quelli relativi al rischio di morte prematura legato alla sedentarietà, quindi, il team di Cambridge ha ricavato una stima del numero di decessi precoci evitati grazie all'attività fisica.

Secondo i dati elaborati e pubblicati nello studio, sport e attività fisica abbassano di ogni anno il numero di morti premature del 15% (del 14% per le donne e del 16% per gli uomini).

La percentuale resta più o meno costante in ogni Paese nonostante la variazione dei livelli di attività fisica tra i Paesi, ma i maggiori benefici si notano in quelli a basso e medio reddito: in questi contesti l'attività fisica previene in media il 18% di morti precoci, mentre nei paesi ad alto reddito la percentuale scende al 14%. Negli Stati Uniti, ad esempio, l'attività fisica ogni anno risparmia una fine prematura a 140.200 persone, nel Regno Unito, invece, sono 26.600. Insomma, muoversi regolarmente può davvero allungare la vita.

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