Lunedì, 17 Maggio 2021

Covid-19 e sindrome da distress respiratorio: secondo uno studio lo sport riduce il rischio

Uno studio condotto negli Stati Uniti dal professor Zhen Yan della Facoltà di Medicina dell’Università della Virginia ha evidenziato che fare attività fisica in modo costante può ridurre il rischio di soffrire della sindrome da distress respiratorio: una delle sintomatologie sviluppate in alcuni pazienti affetti da Covid-19

Foto d'archivio

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) la sindrome da distress respiratorio (Ards) è "un danno diffuso dei capillari alveolari determinante grave insufficienza respiratoria con ipossiemia arteriosa refrattaria alla somministrazione di ossigeno". Molti pazienti affetti da Covid-19 presentano spesso una prognosi favorevole, ma la polmonite e l’ipossiemia grave possono portare alla sindrome da distress respiratorio acuto in alcuni di essi, associata ad un alto tasso di mortalità.

Si tratta di una condizione che può essere causata da diversi fattori: inalazione di gas tossici, annegamento, infezioni appunto (virus, batteri, funghi), overdose di farmaci, shock, traumi e così via, e che fa diminuire la concentrazione di ossigeno nel sangue, la quale non sale neanche somministrando direttamente ossigeno al paziente. In questo modo si ha un'assenza o riduzione del surfattante, che è responsabile dell'aumentata consistenza dei polmoni propria della sindrome.

I sintomi

Il paziente con sindrome da distress respiratorio mostra lievi segni di distress caratterizzati da tachipnea, dispnea e aumentato fabbisogno di ossigeno. L'auscultazione polmonare può rilevare rantoli sparsi. Entro poche ore si sviluppa ipossiemia con ipercapnia. L'inizio dell'Ards può essere molto variabile nella sepsi, fulmineo nell'aspirazione polmonare o insidioso nei danni neurologici acuti o nello shock. L'insufficienza respiratoria determina addensamenti diffusi bilaterali evidenti e frequenti infezioni sovrapposte che possono portare alla morte. Nella fase "acuta" i polmoni si presentano diffusamente aumentati di consistenza, rossastri, congesti e pesanti, con un danno alveolare diffuso. Nella fase di proliferazione e organizzazione compaiono aree confluenti di fibrosi interstiziale con proliferazione di pneumociti di II tipo.

Sport contro la sindrome da distress respiratorio

Uno studio condotto negli Stati Uniti dal professor Zhen Yan della Facoltà di Medicina dell’Università della Virginia ha evidenziato che fare attività fisica in modo costante può ridurre il rischio di soffrire della sindrome da distress respiratorio.

Come leggiamo su fitnesstrend.com, i risultati della ricerca hanno mostrato come l’esercizio fisico potrebbe prevenire l’insufficienza respiratoria, o quantomeno ridurne la gravità. Una scoperta interessante questa, in quanto i Centri per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione statunitensi hanno stimato che una percentuale che si aggira tra il 20 e il 42% dei pazienti ricoverati per Covid svilupperanno la sindrome da distress respiratorio.

Lo studio

Lo studio si è concentrato nel dettaglio sull'analisi di un enzima antiossidante endogeno, chiamato EcSOD, la cui produzione è stimolata dall’esercizio fisico. Come sostenuto dall'esperto: "circa l’80% delle persone positive al Covid-19 mostrano sintomi lievi e non richiedono la ventilazione artificiale per sopravvivere" probabilmente "anche" grazie a questo enzima, un potente antiossidante che agisce contro i radicali liberi. Esso protegge i tessuti, favorendo così la prevenzione della malattia. I muscoli del nostro corpo lo producono naturalmente e tramite il sistema circolatorio raggiunge gli organi vitali, ma l’esercizio cardiovascolare ne incrementa significativamente la produzione.  

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