Sabato, 27 Febbraio 2021

Lo sport riduce il rischio di deficit cognitivi: cosa dice la ricerca scientifica

Secondo diversi studi una regolare attività fisica favorisce la salute del cervello allontanando il rischio di demenza negli anziani e riducendo significativamente i deficit cognitivi nei soggetti che hanno subito un infarto cerebrale

Foto d'archivio

L'infarto cerebrale è una sindrome conseguente alla chiusura di un’arteria che irrora il cervello. Ciò determina una carenza critica di apporto di sangue, che può esitare nella necrosi del tessuto ischemico (ischemia cerebrale). Proprio per questo motivo, il fenomeno viene spesso indicato anche come ictus ischemico, per distinguerlo dall’ictus emorragico, che consegue alla rottura di un’arteria.

Una meta-analisi di 13 studi condotti negli Stati Uniti ha mostrato come l’esercizio fisico strutturato può ridurre significativamente i deficit cognitivi nei soggetti che hanno subito un infarto cerebrale. I risultati sono stati presentati nella conferenza internazionale sull’Ictus, tenuta dall’American Stroke Association qualche anno fa.

Gli studi sono stati condotti su un campione composto da 735 individui. Il risultato è il seguente: l’esercizio fisico strutturato riduce significativamente i deficit cognitivi nei soggetti che hanno subito un ictus, indipendentemente dalla durata del programma riabilitativo al quale si sono sottoposti. Sono inoltre stati rilevati miglioramenti in aree specifiche come la funzione esecutiva, l’attenzione, la memoria e la velocità nel processare le informazioni.

Per quanto riguarda la tipologia di attività, è stato rilevato che i benefici migliori sono riscontrabili nella combinazione di attività aerobica e allenamenti per la forza.

Agilità mentale e fisica: perché fare sport migliora l'intelligenza

L'attività fisica riduce il rischio di demenza

E non è finita qui: le ricerche sul tema rivelano anche che le persone anziane che praticano regolarmente attività fisica possono ridurre le loro probabilità di soffrire di demenza. La demenza è un termine generico utilizzato per descrivere un declino delle facoltà mentali sufficientemente grave da interferire con la vita quotidiana. La perdita di memoria è un esempio di questo declino. Il morbo di Alzheimer rappresenta la più comune tipologia di demenza. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Stroke dell'American Heart Association. Secondo lo studio, il rischio di demenza vascolare può essere ridotta del 40% per chi svolge regolarmente attività motoria, e il deterioramento cognitivo di qualsiasi eziologia del 60%. 

L'indagine ha coinvolto 639 sessantenni e settantenni; il 55% erano donne delle quali quasi il 64% attive almeno 30 minuti al giorno, 3 volte alla settimana. Le loro attività comprendevano corsi di ginnastica, camminare a piedi e andare in bicicletta. I ricercatori hanno effettuato risonanze magnetiche (MRI) all'inizio e alla fine dello studio per valutare i cambiamenti della materia bianca nel cervello, un indicatore di un possibile declino cognitivo.

Nel corso dello studio i ricercatori hanno inoltre interrogato i partecipanti - in interviste telefoniche e visite cliniche - sulla depressione, la qualità della vita e lo svolgimento delle attività giornaliere. Al termine, 90 pazienti avevano sviluppato la demenza, tra cui 54 con demenza vascolare, in cui il flusso di sangue al cervello alterato provoca il declino cognitivo, e 34 pazienti soddisfacevano i criteri per la malattia di Alzheimer. Altri 147 pazienti avevano sviluppato un deterioramento cognitivo, ma non la demenza.

Morale della favola: una regolare attività fisica favorisce la salute del cervello secondo i ricercatori.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lo sport riduce il rischio di deficit cognitivi: cosa dice la ricerca scientifica

Today è in caricamento