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Domenica, 26 Giugno 2022
Sedentarietà

Stare troppo tempo seduti: ecco gli effetti nocivi sull’organismo

Secondo i risultati di una ricerca, coloro che restano seduti per molto tempo durante la giornata, e quindi sono meno attivi, hanno un rischio più alto di malattie cardiovascolari e morte prematura

Stare seduti a lungo, soprattutto nella stessa posizione, senza alzarsi e fare movimento di tanto in tanto, può avere numerosi effetti nocivi sulla salute dell’organismo. Tra i più comuni: danni al collo e alle spalle, una minor resistenza della colonna vertebrale, problemi alle gambe e una degenerazione muscolare che porta ad avere addominali “flaccidi” e glutei “molli. Alcuni studi hanno dimostrato che l’immobilità mantenuta per ore, frequente in chi lavora tutti i giorni alla scrivania o effettua lunghi viaggio in auto, può anche creare problemi al funzionamento di organi quali pancreas e colon, e soprattutto alla corretta circolazione sanguigna, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari e morte prematura. 

Sino ad ora la gran parte delle ricerche sulla sedentarietà sono state effettuate su popolazioni di paesi ricchi. Ora uno studio condotto da un team internazionale di ricercatori, guidato dal professore di scienze della salute della Simon Fraser University, Scott Lear e da Wei Li dell'Accademia cinese di Scienze mediche di Pechino, ha indagato le conseguenze di una vita sedentaria anche nelle popolazioni a basso e medio reddito. La ricerca, pubblicata su Jama Network, ha rivelato che restare seduti per elevate quantità di tempo aumenta il rischio di morte prematura e malattie cardiovascolari, e sottolineato come stare seduti nella stessa posizione durante la giornata è problematico in tutti i paesi, ma lo è ancora di più nei paesi a reddito basso e medio-basso. "Il messaggio generale - ha affermato Lear - è quello di ridurre al minimo il tempo in cui stai seduto. Ma se non puoi, fai almeno più esercizio durante gli altri momenti della giornata per compensare quel rischio".

Lo studio

Per indagare gli effetti sull’organismo delle attività sedentarie, caratterizzate da un dispendio energetico inferiore a quello di riposo, anche nelle persone che vivono nei paesi poveri, i ricercatori hanno seguito il comportamento di 105.677 soggetti (con un’età dai 35 ai 70 anni) di 21 paesi diversi, per 11 anni. In base al tempo medio trascorso seduti, i soggetti sono stati divisi in due gruppi: nel primo coloro che trascorrevano seduti <4 ore al giorno, nel secondo i partecipanti che trascorrevano seduti ≥8 ore al giorno.  

Stare seduti dalle 6 alle 8 ore al giorno aumenta il rischio di morte prematura

Dalla ricerca è emerso che coloro che restavano più tempo seduti ed erano, quindi, i meno attivi, avevano il rischio più alto di malattie cardiovascolari e morte prematura, fino al 50%, mentre coloro che restavano seduti di più ma erano anche i più attivi avevano un rischio sostanzialmente inferiore di circa il 17%. Il rischio, quindi, si attenuava con l'aumento dei livelli di attività fisica. 

Dallo studio è emerso, inoltre, che coloro che restavano seduti dalle sei a otto ore al giorno, al lavoro, in macchina o davanti alla televisione la sera prima di andare a letto, avevano un rischio di malattie cardiache e morte prematura maggiore del 12-20% rispetto alle persone che restavano sedute per meno di quattro ore al giorno. “La riduzione del tempo sedentario insieme all'aumento dell'attività fisica - hanno spiegato gli esperti - può essere una strategia importante per alleviare il carico globale delle morti premature e delle malattie cardiovascolari”.

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La sedentarietà è più dannosa nei Paesi poveri

I ricercatori hanno anche trovato un’associazione più forte tra sedentarietà e malattie cardiache/morte improvvisa nei paesi a reddito basso e medio-basso come il Bangladesh, l'India e lo Zimbabwe, rispetto a quelli a reddito alto. Anche se è difficile dire sulla base dei risultati di questa ricerca perché esiste una discrepanza tra paesi poveri e ricchi, gli scienziati hanno ipotizzato che potrebbe essere legata al fatto che vivere in paesi con un livello socioeconomico più basso significa avere meno accesso ad aree per l'attività fisica, minori possibilità per muoversi (come ad esempio fare una passeggiata o prendere un pullman) e, in generale, meno opportunità per lasciare la sedia.

"La differenza - spiegano i ricercatori - potrebbe anche essere spiegata in parte dai diversi livelli di reddito, e in parte dai diversi modelli di comportamenti che portano a stare più o meno seduti nell'arco della giornata. Stare più tempo davanti alla televisione, ad esempio, è più comune tra le persone con posizioni socioeconomiche inferiori ed è associato a cattive abitudini alimentari oltre che a modelli sedentari prolungati e ininterrotti”.

Trenta minuti di attività fisica al giorno riducono il rischio di morte prematura

Sebbene non tutti i tipi di seduta siano uguali, i ricercatori hanno scoperto che l’esercizio fisico è in grado di ridurre il rischio di mortalità e di malattie cardiovascolari. "Per coloro che stanno seduti più di quattro ore al giorno, sostituire mezz'ora seduti con 30 minuti di esercizio fisico ha ridotto il rischio del 2% - ha affermato Lear -. Aumentando l'esercizio fisico le persone possono ridurre il rischio di morte prematura e malattie cardiache”.

Le raccomandazioni dell’OMS su attività fisica e sedentarietà

Il nostro stile vita ci offre oggi sempre meno opportunità per alzarci dalla sedie e muoverci. A tal proposito i medici suggeriscono di rivedere i nostri stili di vita e contrastare la sedentarietà con un'attività fisica quotidiana. “Il nostro studio - ha spiegato Lear - ha rilevato che una combinazione di sedentarietà e inattività rappresenta l'8,8% di tutti i decessi, quasi al pari del fumo (10,6% nello studio di Lear e Li). È un problema globale ma che ha una soluzione straordinariamente semplice. Pianificare il tempo per alzarsi da quella sedia è un ottimo inizio”.

Anche l’OMS sottolinea l'importanza per la salute di introdurre nella quotidianità il movimento, e per questo consiglia di svolgere nel corso della settimana almeno 150-300 minuti di attività fisica aerobica d'intensità moderata oppure almeno 75-150 minuti di attività vigorosa più esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari almeno 2 volte a settimana.

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