Sabato, 27 Febbraio 2021

Allenamento con pedana vibrante: diversi studi hanno analizzato i reali benefici

Le pedane vibranti funzionano? Esistono svariati studi che hanno avuto come scopo analizzare quali possano essere i reali benefici di un allenamento svolto tramite pedana vibrante. Scopriamone di più

Foto d'archivio

Attrezzi nati per l'allenamento nei centri fitness e che oggi è possibile declinare anche per l'allenamento domestico: le pedane vibranti - secondo alcuni studi - sono degli strumenti utili per migliorare forza, resistenza e modellare il fisico. Scopriamo tutte le loro funzioni.

Pedane vibranti: tipologie e funzioni

Come suggerisce la parola stessa, il principio funzionale delle pedane vibranti è la vibrazione. Esse si dividono in due categorie:

  • sussultorie: la superficie della pedana si muove per vibrazione verticale. Il piano si muove in alto e in basso alternativamente con tutta la sua superficie.
  • Basculanti: in questo caso, il movimento del piano è differente. Nel dettaglio, utilizza una vibrazione che la fa muovere verso l’alto da un lato e simultaneamente verso il basso dall’altro.

Pedane vibranti: i benefici

Ma le pedane vibranti funzionano realmente? In questo senso, i pareri sono discordanti. Esistono svariati studi che hanno avuto come scopo quello di analizzare quali possano essere i reali benefici di un allenamento svolto tramite pedana vibrante.

Secondo uno di questi, i benefici delle pedane vibranti sono tangibili, nonostante ciò rimane impossibile determinare con assoluta certezza che questi benefici siano davvero imputabili alla presenza delle vibrazioni. La maggior parte degli altri studi invece, che indagano anche su parametri differenti e con diverse metodiche di rilevamento, riscontra risultati positivi; altri ancora non riscontrano effetti benefici derivati dal loro utilizzo.

Analizzando diversi studi riportati in un articolo sul sito lascienzainpalestra.it, è possibile affermare che la pedana vibrante è uno strumento utile per diverse tipologie di soggetti e per scopi differenti. Ad esempio, può essere un aiuto per i soggetti obesi, per aumentare la capacità di controllo muscolare e tanto altro ancora.

  • Pavimento pelvico: un elaborato ha voluto determinare gli effetti della vibrazione sui muscoli del pavimento pelvico sia in soggetti sani che patologici con problematiche legate all’incontinenza. In entrambi i casi il lavoro con la pedana vibrante ha portato significativi benefici. Inoltre è stato evidenziato come anche in soggetti con semplice debolezza dei muscoli del pavimento pelvico o anche in soggetti sani, si sia riscontrato un miglioramento a livello elettromiografico.
  • Riabilitazione: un altro studio ha voluto indagare la reale utilità di questo strumento in ambito riabilitativo. In particolare sono stati valutati i parametri di forza ed equilibrio nella comparazione di un tradizionale protocollo di recupero post operatorio per il legamento crociato anteriore (LCA) e uno con l’inserimento delle vibrazioni. Quello che si è notato, utilizzando una pedana a vibrazione basculante, è che non ci sono stati cambiamenti relativi all’equilibrio. Sono stati però evidenti e significativi i miglioramenti sia della forza che della simmetria muscolare.
  • Forza: altri studi hanno indagato sul ruolo delle pedane vibranti sull’attività e sulla forza muscolare durante il bulgarian squat. Ciò che ne è risultato è che per avere una maggiore attivazione della gamba anteriore è necessaria una situazione di doppia instabilità. La maggiore attivazione muscolare del muscolo retto femorale e del muscolo medio gluteo si hanno in condizioni di doppia instabilità con la gamba anteriore posizionata o sul bosu o sulla pedana vibrante a maggiore frequenza. Le maggiori attivazioni di bicipite femorale e vasti, sia laterale che mediale, si sono verificate durante l’esercizio con doppia instabilità e gamba anteriore sulla pedana a maggiore frequenza.
  • Soggetti in sovrappeso: sono stati riscontrati benefici sotto più punti di vista anche per i soggetti in sovrappeso. In questo caso, si è osservata una diminuzione di massa grassa senza deplezione di quella muscolare anche dopo 6 settimane. Per quanto riguarda l’apparato cardiocircolatorio i parametri più importanti che hanno visto un miglioramento sono la pressione, diminuita circa tra i 5 e i 10 mmHg, e la stifness arteriosa. Infine, è stata evidenziata anche un aumentata coordinazione muscolare.
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