Giovedì, 25 Febbraio 2021

Arti marziali: cos'è e come funziona il taekwondo

Insegnare il rispetto per gli avversari e per se stessi, oltre che per l’ambiente circostante e per il proprio corpo: scopriamo come funziona il taekwondo, l'arte marziale divenuta molto popolare negli anni '90

Foto d'archivio

Il taekwondo è un'arte marziale coreana e uno sport da combattimento nato fra gli anni '40 e '50 del Novecento (nonché sport nazionale in Corea del Sud), basato principalmente sull'uso di tecniche di calcio. Combina tecniche di combattimento volte alla difesa personale e alla pratica agonistica soprattutto come sport olimpico, ma è una pratica usata anche per la meditazione. Nel 1989 è divenuta l'arte marziale più popolare al mondo in termini di praticanti.

La storia

La storia del taekwondo viene ricondotta a due filoni separati, quello delle arti marziali coreane tradizionali ed autoctone e quello delle arti marziali giapponesi importate nel XX secolo dopo l'occupazione antecedente alla prima guerra mondiale.

Le radici della disciplina affonderebbero primariamente nella pratica del Taekkyeon, un tipo di arte marziale praticato in Corea in antichità, soprattutto per esigenze di autodifesa e per ritualità sportiva. Si focalizzava sull'uso dei calci ed era molto diffuso sia fra la popolazione che fra i guerrieri, soprattutto dopo che venne incorporato e ritualizzato dalla casta guerriera degli hwarang. Reperti pittorici risalenti ai secoli passati mostrano tecniche di calcio molto simili a quelle impiegate dal taekwondo al giorno d'oggi.

Le correnti del Taekwondo

Esistono due correnti principali nello sviluppo del taekwondo, non necessariamente mutualmente esclusivi:

  • Taekwondo tradizionale è il termine che si riferisce tipicamente all'arte marziale così come fu codificata fin dagli anni '50 nelle Forze Armate della Repubblica di Corea ed in varie organizzazioni civili, incluse scuole ed università. In particolare, i nomi e il simbolismo delle strutture tradizionali fanno spesso riferimento agli elementi della storia della Corea, della sua cultura e della sua filosofia religiosa. Al giorno d'oggi, il Kukkiwon, il Quartier Generale mondiale del taekwondo, è il suo centro di diffusione tradizionale, situato in Corea.
  • Taekwondo sportivo è il termine utilizzato per descrivere quella branca focalizzatasi maggiormente nella competizione, nel confronto agonistico e nella velocità di esecuzione (come nel combattimento olimpico). Il taekwondo sportivo a sua volta è suddiviso in due stili principali: uno deriva dal kukkiwon, la fonte del sistema di combattimento detto sihap gyeorugi che è ora parte del programma dei giochi olimpici e che è controllato dalla World Taekwondo (WT). L'altro proviene dalla International Taekwon-Do Federation (ITF).

Come funziona

Nonostante vi siano differenze tecniche e dottrinali fra le due correnti e fra le varie organizzazioni, l'arte in generale enfatizza l'uso di calci tirati da una posizione mobile, impiegando la maggiore potenza e raggio d'azione della gamba (rispetto al braccio). L'allenamento del taekwondo tradizionale generalmente include un sistema di blocchi, calci, pugni e colpi a mani aperte; può includere anche alcune forme di proiezione, spazzata e leva. Alcuni istruttori di taekwondo includono anche lo studio dei punti di pressione, conosciuti come jiapsul, come anche tecniche di difesa personale insieme ad altre arti marziali come l'hapkido e il judo. Il Taekwondo sportivosi compone in larga misura di vari tipi di calci medi, alti e pugni (diretto al petto, ganci ai fianchi, montanti allo stomaco), esclusivamente al busto.

Il taekwondo contiene anche delle forme, chiamate poomse, che prendono generalmente il nome dagli elementi della natura (acqua, acciaio, vento, fuoco, terra), da concetti filosofici orientali o da avvenimenti della storia coreana. L'obiettivo è quello di insegnare il rispetto per gli avversari e per se stessi, oltre che per l’ambiente circostante e per il proprio corpo.

La divisa di allenamento del taekwondo, in coreano dobok, è composta da una giacca bianca chiusa (e non aperta come quella del karate o del judo), dai pantaloni dello stesso colore della giacca e dalla cintura. Il colletto della casacca è bianco per le cinture colorate (tutte le cinture prima della nera) e nero per le cinture nere.

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