Venerdì, 25 Giugno 2021
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Vicenza: ecco la villeggiatura che ritempra

Recoaro Terme, Asiago, la riviera Berica, Tonezza e tante altre località in un viaggio rilassante per lo spirito, delizioso per il palato e abbagliante per gli occhi

Non è la classica gita fuori porta ad attirare i turisti da tutta Italia, questi paesi lasciano il segno perché ottemperano ogni desiderio, purché sia sano. Pregni di storia e cultura, colori e tradizioni, ogni luogo svela il suo fascino al visitatore attento, colui che ricerca nei meandri delle vie e tra la gente autoctona, i segreti e i passaggi di una storia non troppo remota, di cui tracce e lasciti sono tutt’ora visibili e condivisi.
 
Piccoli paradisi si incontrano giungendo in ognuna di queste località, si arrampicano sulle colline borghi che hanno mantenuto gelosamente intatti abitudini e costumi.
 
Recoaro Terme e le sue acque
Conosciuta fin dall’antichità per il termalismo, oggi Recoaro è ancora una località legata all’acqua. Questa antica stazione termale, attualmente in uso per il termalismo, fiorisce in una delle feste più attese nel vicentino “ La Festa dell’Acqua”. E’ un’occasione per rivivere i fasti di un’epoca non troppo lontana dove scrittori, poeti e la borghesia di spicco dell’800 amavano rifugiarsi per ritemprare corpo e spirito. Si svolge a ferragosto e tra un bicchiere di acqua termale ferruginosa e spettacoli nelle piazze, nei locali e per le strade si entra in un’atmosfera  del tutto magica, non scordando di fare una visita al Museo storico dedicato alla Vita del soldato nella Grande Guerra, concludendo la giornata con una passeggiata al Parco pubblico Fortuna
 
Asiago passeggiate nei boschi golf e aria pulita
Asiago ispira pace e tranquillità, saranno gli intrecci di stradine forestali, le sfumature dei verdi che sfumano all’orizzonte, le passeggiate facili nei boschi, le malghe che vivono con lo scandire del tempo lento, secondo natura. L’occhio è teso alla scoperta di radure, buse e vallette per perdersi vagando senza una precisa meta, senza però rischiare di inoltrarsi in percorsi non segnalati, un fuori pista non sarebbe piacevole.
Per gli amanti del golf, in una posizione suggestiva e in completa armonia con la natura si trova il Golf Club. Una vera oasi di gratificazioni non solo per il silenzio che regna sovrano, ma per il benessere e i servizi offerti. Un altopiano da vivere in tutte le stagioni quello dei sette comuni, connubio di storia arte e cultura che non ha eguali nel panorama veneto.
 
La riviera berica, Mossano: emozione scenografica
Tra le tante escursioni che si possono fare lungo la riviera Berica vi portiamo a Mossano, un paesino dalla storia affascinante con tracce che riportano a cavalieri, santi eremiti, scorribande e stragi di eserciti. Sono i covoli, ovvero le grotte, a destare il nostro interesse prima fra tutte quella di San Bernardino da Siena, considerato il più antico sito archeologico vicentino. La scenografia è opera della natura capace di creare una sorta di chiesetta sormontata da un torrione calcareo che richiama le architetture sacre gotiche. Il nome, con tutta probabilità, fa riferimento alla frequentazione nel ‘400 del romitorio da parte di San Bernardino da Siena. Nella grotta di San Bernardino tracce di quasi 200.00 anni fa destano la nostra curiosità, schegge di selce, raschiatoi, punte di frecce, strumenti per la caccia ma più recentemente il pavimento medioevale dove San Bernardino da Siena si raccoglieva a predicare nella metà del ‘400.  L’itinerario si snoda tra sentieri e vie del paese, dove si possono ammirare degli ex mulini, uno magnificamente restaurato. Un paesino che merita di essere conosciuto.
 
Tonezza, naturalmente montagna
 I vecchi raccontavano che Tonezza fu fondata nell'antichità da sette briganti.
Per sfuggire alle violenze e prepotenze dei feudatari, ai tempi di Ezzelino da Romano, i sette fuggiaschi, evasi dal castello di Marostica dove erano stati incarcerti, si rifugiarono sull'altopiano di Tonezza desiderosi di libertà. 
Lo abitarono e diedero il nome alle prime sette contrà: Boscato, Campana, Canale, Dalla Via, Dellai, Pettinà, Sella.
Vi portiamo al Museo Etnografico sulla civiltà rurale di montagna, un esempio tangibile , un viaggio nel tempo alla scoperta di come vivevano gli abitanti di questi luoghi. Il museo è un  ex “Caselo” , un edificio dove le famiglie di piccoli allevatori conducevano la mattina il latte appena munto. In questo luogo lo si lavorava per trarne burro e formaggio. All’interno,  raccolti in un ordine sincronico per raccontare  una giornata tipo di una famiglia contadina,  sono esposti gli attrezzi da lavoro del “casaro” e gli oggetti della vita quotidiana dell’intera famiglia. Sono gli oggetti stessi a parlare, da soli raccontano chi siamo stati e le radici da cui proveniamo.  I suoni rievocano le sensazioni vissute e ci portano in quello che descriviamo come uno stimolante viaggio nella storia appena passata.

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