Domenica, 11 Aprile 2021

Lavorare troppo fa male alla salute: uno studio spiega perché

Accumulare ore alla scrivania può avere un impatto dannoso sull'organismo e aumentare del 10% il rischio di incappare in un ictus nei successivi otto anni e mezzo: questo il risultato di una recente ricerca britannica

Secondo una ricerca britannica pubblicata su 'Lancet',  accumulare ore di lavoro alla scrivania può avere un impatto dannoso sulla salute e lavorare un'ora più del dovuto ogni giorno è sufficiente per veder salire del 10% il rischio di incappare in un ictus nei successivi otto anni e mezzo.

Lavorare 55 ore o più a settimana porta tale pericolo ad aumentare di un terzo e chi vi dedica ancora più tempo è ancora più tendente a sviluppare una cardiopatia, notizia che, come curioso paradosso, minaccia proprio la salute di chi del benessere di cuore e dintorni si occupa, ovvero i cardiologi britannici, secondo il 'Telegraph', dediti alla cura dei pazienti con una media di 61,5 ore.

Si ritiene che lo stress prolungato da lavoro possa scatenare alterazioni biologiche nell'organismo che nel tempo aprono la strada a patologie anche molto insidiose e "anche gli operatori sanitari dovrebbero essere consapevoli che lavorare troppo a lungo è associato con il rischio di ictus e forse di coronaropatie", spiega Mika Kivimaki dell'University College London. 

Per giungere a questi risultati, gli studiosi hanno esaminato 25 studi su oltre 600 mila persone in Europa, Usa e Australia, seguite in media per 8,5 anni e l'aumento del rischio per i super-lavoratori è stato confermato, anche tenendo conto di fattori come fumo, consumo di alcolici e poca attività fisica, tutti elementi che spesso accompagnano i lavori più stressanti.

Inoltre, più a lungo si lavora, maggiore è il pericolo ictus. In particolare, secondo la ricerca le persone che lavorano tra 41 e 48 ore a settimana presentano un +10% del pericolo rispetto a quelle che si limitano all'orario standard, dato che sale al 27% se si sta alla scrivania tra le 49 e le 54 ore. Superare le 55 ore a settimana, invece, comporterebbe un aumento del 33% del pericolo.

Per Mike Knapton della British Heart Foundation “questa ricerca mostra un'associazione tra le troppe ore di lavoro e l'aumento del pericolo di ictus e cardiopatie. È plausibile” - aggiunge “che possa esserci una relazione causale" all'origine del fenomeno, "anche se questa non è dimostrata nello studio. 

“La ricerca comunque - conclude l’esperto - evidenzia l'importanza che i medici facciano particolare attenzione ai fattori di rischio cardiovascolare quando parlano a pazienti che lavorano molto".

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