Venerdì, 30 Luglio 2021
Benessere

Il pianto dei neonati, un linguaggio che può essere decifrato

Dal 6 all'8 luglio si terrà in Trentino l'International Infant Cry Workshop, un evento a cui parteciperanno luminari provenienti da tutto il mondo

Foto di repertorio

Voglia di coccole, paura, fame o dolore. Nei primi mesi di vita non si ha che il pianto per esprimere bisogni e richieste. Solo chi ha esperienza riesce a distinguere un tipo di pianto da un altro e quindi a decodificare il messaggio in maniera corretta. Da quanto e come un bimbo o una bimba piangono, inoltre, si possono rilevare sintomi dei disturbi dello spettro autistico e quindi intervenire in modo precoce. Il pianto infantile è oggetto di studi da numerosi decenni.

Soprattutto negli ultimi anni l’integrazione e interazione tra più discipline ha permesso di “mappare” le diverse tipologie di pianto per meglio comprendere le necessità espresse. Il pianto, insieme al sorriso, è il primo modo di comunicare e quindi è importante tenere in considerazione il forte impatto che esso ha sulla vita dei neo-genitori e, viceversa, come le cure genitoriali possano a loro volta avere un effetto sul pianto.

Queste le tematiche al centro della 13esima edizione dell’International Infant Cry Workshop, incontro internazionale di settore, che si terrà in Trentino da domani a sabato 8 luglio. Il convegno (dal titolo “Neurobiology of Infant Crying: Integrating genes, brain, behavior, and environment”) – spiega l’Università di Trento in una nota – affronta il pianto infantile non solo da diverse prospettive disciplinari, ma anche culturali, con ospiti che provengono da Australia, Europa, Asia e America, partecipazioni rese possibili grazie al programma messo a punto congiuntamente dalle Università di Trento, Nagasaki, Singapore e Basilea. Importante il ruolo organizzativo svolto dal Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento con la presenza nel comitato scientifico dei docenti Gianluca Esposito e Paola Venuti (che ne è anche la direttrice).

Nelle giornate di studio, che si terranno a Castel Noarna (Nogaredo – Trento), verrà posta una particolare attenzione ai meccanismi neurali e genetici che modulano l’espressione del pianto. Inoltre vi saranno sessioni specialistiche sulle coliche infantili, una condizione estrema che crea profondo disagio sia al neonato sia ai genitori. Sabato 8 luglio, giornata conclusiva, questa problematica sarà approfondita con interventi di esperti come Ian St James-Roberts (University College London, Gran Bretagna), Dieter Wolke (University of Warwick, Gran Bretagna), Morten L. Kringelbach (Oxford University, Gran Bretagna) e Marc H. Bornstein (National Institutes of Health, USA) circa l’impiego di nuove metodologie e di corsi online rivolti ai neogenitori. Data la rilevanza della tematica, i lavori si sposteranno a Rovereto e saranno aperti al pubblico (gli interventi saranno in inglese). L’appuntamento è dalle 9.30 alle 11.30 a Palazzo Piomarta (Istruzione), nell’aula magna del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento.

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