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Sabato, 29 Gennaio 2022
Psicologia e Coppia

Estate e caldo: i consigli degli esperti per le persone in età avanzata e con demenza

“La disidratazione rappresenta un fattore di rischio per la salute di questi soggetti. E’ fondamentale garantire loro un’adeguata idratazione, prediligendo bevande non zuccherate e succhi, oppure estratti di frutta e di verdura”. I suggerimenti della Società Italiana di Neurologia per l’assistenza del paziente

Il caldo estivo può rappresentare un importante fattore di rischio per la salute soprattutto se si tratta di anziani, bambini o pazienti affetti da patologie croniche. Le ondate di calore - che si verificano con temperature molto elevate protratte per un tempo superiore alle 48 ore, in combinazione con un livello elevato di umidità - possono essere causa di stress, malori, svenimenti o, nei casi più gravi, anche di decesso. “In estateafferma il Prof. Alessandro Padovani, Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Brescia - sono maggiormente esposti i pazienti più fragili, avanti con l’età, soli o parzialmente soli, quelli con avanzata perdita delle autonomie e con la necessità di assumere farmaci per più patologie. Si tenga conto che già nelle persone sane le temperature elevate causano uno stress al nostro organismo e provocano sensazioni di facile affaticamento, vertigini, difficoltà di concentrazione, riduzione del quantitativo di urine emesse, alterazioni del sonno, facile irritabilità e uno stato di agitazione e di disagio. Tutto questo ha maggiori conseguenze nei pazienti con demenza, i quali generalmente tendono a idratarsi poco e a concentrare l’alimentazione nei pasti principali. Molto importante invece preferire pasti piccoli e frequenti, il più possibile variegati, cercando di accompagnare il pasto con liquidi”.

La disidratazione, un fattore di rischio 

Spesso le persone anziane hanno una ridotta percezione della sete e spesso non ne avvertono la necessità. Nelle persone con demenza si aggiunge la difficoltà di esprimere i propri bisogni e spesso l’opposizione alle sollecitazioni. Tra i fattori di rischio maggiore di peggioramento c’è la disidratazione, che, nella maggior parte dei casi, non viene adeguatamente prevenuta o contrastata. E’ fondamentale ribadire che l’idratazione deve essere garantita e promossa in tutti i modi possibili, prediligendo bevande non zuccherate e soprattutto succhi oppure estratti di frutta e di verdura. Tra questi, possono essere proposte succhi di arancia, melagrana, mirtilli, ananas, e tra le verdure pomodori, sedano, carote, cetrioli. Meritano di essere inclusi in questa lista anche l’anguria, il melone, e le pesche. Frutta e verdura contengono fino all’80% di liquidi e sono anche ricche di sali minerali, vitamine, antiossidanti e fibre, che, insieme all’acqua, consentono un buon funzionamento dell’apparato digerente. A causa del rallentamento del metabolismo e dei farmaci, molti anziani soffrono di stipsi quindi frutta e verdura forniscono loro le fibre per aiutarli anche per questo ulteriore problema della vecchiaia.

Le raccomandazioni della Società Italiana di Neurologia

Giova ricordare che nelle persone con demenza, è fondamentale evitare di somministrare bevande alcoliche le quali aumentano la sudorazione, la sensazione di calore e la frequenza cardiaca. Infine, vale la pena riassumere alcuni altri semplici consigli quali evitare di far uscire le persone anziane nelle ore più calde, prediligere abiti o indumenti leggeri in lino e cotone, dotare l’abitazione di condizionate o deumidificatore, cercando comunque di arieggiare nelle prime ore del mattino. In questo contesto, un ultimo consiglio riguarda i farmaci: con il caldo potrebbe essere indicato controllare la pressione arteriosa e ridurre o sospendere, laddove possibile, farmaci come i neurolettici, gli anticolinergici e gli antiipertensivi al fine di evitare che si manifesti un eccessivo abbassamento pressorio così come una crescente spossatezza.

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