Venerdì, 12 Luglio 2024
Benefici del matrimonio

Ecco perché le persone sposate hanno un minor rischio di demenza

Secondo una nuova ricerca, chi ha un coniuge ha meno probabilità di sviluppare demenza o decadimento cognitivo lieve dopo i 70 anni rispetto a chi è single o divorziato

Le relazioni sociali costituiscono una parte importante della nostra vita e contribuiscono in modo significativo alla nostra salute. Non solo. Un contatto costante con le persone riduce anche il rischio di sviluppare la demenza in tarda età. Si stima che circa il 3,5% dei casi di demenza sia attribuibile all'isolamento sociale, una percentuale superiore a quella collegata all'inattività fisica e al diabete. Ed a giocare un ruolo fondamentale in questo contesto è il matrimonio. A quanto essere sposati protegge il cervello dal declino cognitivo legato all'età, poichè fornisce una delle fonti più importanti di contatto sociale e sostegno nell'età adulta e in quella avanzata. A confermare ciò diversi studi che hanno indagato l'associazione tra stato civile e cognizione negli anziani. Secondo i risultati, provenienti da diversi Paesi nel mondo, essere sposati e/o vivere con un partner protegge dalla demenza e dal MCI (Disturbo cognitivo lieve). Al contrario, essere single o restare vedovi aumenta il rischio di sviluppare qualche forma di demenza rispetto alle persone sposate.

A confermare questa correlazione un nuovo e ampio studio condotto dal Norwegian Institute of Public Health (NIPH), secondo cui le persone sposate hanno un minor rischio di deterioramento cognitivo dopo i 70 anni rispetto ai single e alle persone divorziate. "C'è una correlazione tra l'essere sposati nella mezza età e un minor rischio di demenza da anziani - ha affermato il primo autore dello studio, Vegard Skirbekk -. Inoltre, i nostri dati mostrano chiaramente che le persone divorziate rappresentano una percentuale significativa dei casi di demenza". I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul Journal of Aging and Health.

Lo studio

Per esaminare le associazioni tra stato civile e salute cognitiva nelle persone anziane, i ricercatori hanno analizzato lo stato civile e i dati clinici relativi a 8.706 adulti (uomini e donne, con e senza figli) con un'età compresa tra 44 e 68 anni all’inizio dello studio. L'obiettivo era identificare quanti di loro erano single o divorziati, e se questi soggetti avevano sviluppato una qualche forma di demenza dopo i 70 anni. La maggior parte dei partecipanti era sposata (70,5%), il resto era sposato in modo intermittente (11,3%), non sposato (4,6%), divorziato in modo continuativo (3,9%), divorziato in modo intermittente (5,3%) o vedovo (4,3%).

Essere sposati riduce il rischio di demenza

I risultati hanno mostrato che l'11,6% del campione aveva sviluppato una forma di demenza e il 35,3% aveva sviluppato un lieve deterioramento cognitivo (MCI). Inoltre, dai dati è emerso che l'incidenza più bassa di demenza era nel gruppo di sposati, mentre la più alta nelle persone non sposate, seguite da quelle divorziate e poi da quelle divorziate in modo intermittente. Inoltre, i ricercatori hanno stimato che, se tutti i partecipanti fossero stati continuamente sposati (e avessero condiviso lo stesso stato di salute fisica e mentale), il 6% dei casi di demenza nello studio non si sarebbe verificato. "Si tratta - hanno affermato i ricercatori - di una riduzione considerevole, ed equivale alla proporzione di casi di demenza dovuti al fumo e all'obesità combinati".

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L’effetto ‘protettivo’ del matrimonio

La ricerca ha dimostrato da tempo che l'isolamento sociale è correlato a un aumento del rischio di demenza. Ora questo studio norvegese ha mostrato che il matrimonio può ridurre questo rischio perchè aumenta l'interazione sociale. Non solo. Avere un coniuge può anche comportare una maggiore attenzione per la salute e comportamenti più salutari in età avanzata come ridurre il consumo di alcol, non fumare, fare più attività fisica e seguire una dieta sana, tutti fattori rilevanti per prevenire il declino cognitivo. Inoltre, il matrimonio può influire positivamente sulla salute mentale (secondo alcuni studi, gli adulti sposati sono meno angosciati degli adulti non sposati) e ridurre i sintomi depressivi sia negli uomini che nelle donne. Al contrario, il divorzio ha un effetto opposto: può causare stress sociale e finanziario, e comportare conflitti e comportamenti a rischio per la salute. “In studi precedenti - ha affermato Skirbekk - il matrimonio ha anche dimostrato di essere un fattore protettivo particolarmente importante contro la demenza per gli uomini. Tuttavia, nel nostro studio il matrimonio era ugualmente importante sia per gli uomini che per le donne".

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Avere figli influisce positivamente sulla cognizione 

L'aumento del rischio di demenza per le persone non sposate potrebbe essere in gran parte attribuito alla mancanza di figli. Avere figli può, infatti, influenzare positivamente la cognizione in età avanzata: i bambini possono significare un individuo, dare uno scopo nella vita e incoraggiare comportamenti protettivi per la salute (per esempio smettere di fumare, fare esercizio fisico, fare controlli medici regolari), essere fonti importanti di sostegno pratico ed emotivo, tutti fattori che, a loro volta, riducono il rischio di demenza.

"Avere figli è importante, ma le analisi non possono identificare nel non avere figli o nel non essere sposati il fattore principale che determina un aumento del rischio di demenza - ha affermato Skirbekk -. Altre spiegazioni per le relazioni osservate potrebbero anche essere l'aumento dello stress legato al divorzio o differenze nello stile di vita, come fumo e inattività fisica". Indipendentemente da ciò, è evidente, dallo studio, che tra le persone non sposate e divorziate ci sia una prevalenza di casi di demenza: questo suggerisce che la riduzione dell'isolamento sociale potrebbe avere un enorme impatto nel migliorare la qualità della vita in età avanzata.

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