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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Post-vacation blues

"Sindrome da rientro", come riconoscere i sintomi e affrontarla

Marco Iosa, professore di Psicologia presso l'Università Sapienza di Roma, e Andrea Chellini, bodyworker del movimento, suggeriscono alcune strategie utili per superare lo stress da rientro dalle vacanze

Spesso al rientro dalle vacanze si può sperimentare ansia, tristezza, mancanza di concentrazione e nervosismo, emozioni che si traducono sul lato fisico in irritabilità, cefalea e insonnia. Una condizione di malessere psicologico e fisico definita "sindrome da rientro" (o "post-vacation blues") che dura solitamente qualche giorno, ma può rendere molto difficile il ritorno alla quotidianità. "Uno studio americano su donne lavoratrici - spiega a Today Marco Iosa, professore del Dipartimento di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma - ha mostrato che ogni 10 giorni di vacanze pagate riducono il rischio di sviluppare depressione del 29% (che arriva al 38% in donne con 2 figli o più). Tuttavia non è sempre così, e c’è chi torna dalle vacanze afflitto da un certo malessere che gli americani chiamano "blues" (il colore del mare viene associato alle sensazioni malinconiche)".

"Questa condizione di malessere psicofisico detta "post-vacation blues" o "sindrome da rientro dalla vacanze" - continua Iosa - è caratterizzata da un senso di malessere dovuto alla fine del periodo vacanziero ed al rientro al lavoro e alla routine quotidiana. Una condizione che arriva a colpire fino al 45% della popolazione (secondo le stime della Società Italiana di Endocrinologia), e di cui soffre non solo chi fa lunghe vacanze, ma anche chi fa periodi ridotti di una decina di giorni. Inoltre, viene riportata più spesso dalle donne, ma non è chiaro ancora il perché. Probabilmente perché gli uomini ammettano meno di esserne colpiti". 

Prof. Iosa, come si fa a riconoscere la "sindrome da rientro"?

"Essendo un malessere psicofisico la post-vacation blues può colpire con diversi sintomi, sia a livello psicologico che fisico, e dipendono dalle persone e dalle situazioni. I sintomi principali sono l’ansia per il lavoro che ci aspetta, per i ritmi forzati, una sensazione di apatia e difficoltà a concentrarsi nuovamente sul lavoro, di tristezza e sensi di vuoto fino alla depressione, ma anche spossatezza, riduzione della durata e della qualità del sonno, tensioni muscolari". 

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Perché chi svolge un lavoro sedentario viene colpito maggiormente da stress ed esaurimento emotivo al rientro dalle vacanze?

"Già i romani avevano capito la necessità di avere una mens sana in corpore sano. Gli aspetti psicologici e quelli fisici del corpo sono strettamente legati. Diversi anni fa uno studio olandese mostrava come a maggior rischio di stress fossero i lavori sedentari, mentre le professioni che includono attività fisica portano ad un rischio minore di sviluppare depressione ed esaurimento emotivo. Negli ultimi anni i lavori sedentari sono aumentati e così come è notevolmente aumentato, soprattutto dopo la pandemia da Covid, l’home-working che, sebbene possa aver avuto effetti positivi, ha sicuramente reso il lavoro ancora più sedentario ed ha ridotto le interazioni sociali o le ha filtrate attraverso canali digitali. Tutto ciò ha portato ad un rischio di esaurimento cognitivo ed emotivo dovuto alla ripetitività di certi compiti e situazioni e dunque alla mancanza di nuovi stimoli".

Quando è il caso di chiedere aiuto ad un esperto?

"Chi si tiene tutto dentro, perché vuol dare un’immagine di sé come professionista che non rispecchia invece le sensazioni che lo affliggono interiormente, rischia di aumentare di questa sensazione di alienazione. Se non si sta bene con se stessi, se questo senso di malinconia prosegue anche dopo una settimana dal rientro, se non basta parlarne con gli amici per sentirsi meglio, allora può sicuramente aiutare rivolgersi ad un professionista".

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Quali strategie si possono mettere in atto per rendere la transizione dalle ferie al lavoro meno traumatica?

"Bisognerebbe ritagliarsi dei momenti per sé stessi, darsi dei nuovi obiettivi da perseguire (che possono essere lavorativi o meno), ritrovare le cose positive della routine (ad esempio rivedere il prima possibile gli amici) e poi fare attività fisica almeno una volta a settimana tra il moderato e l’intenso. Una revisione della letteratura pubblicata sul British Journal of Sports Medicine ha mostrato il legame tra attività fisica e benessere mentale con una riduzione dello stress, dell’ansia e della depressione, accompagnato da un aumento dell’autostima".

Su questo fronte in Italia sono in corso degli importanti studi sull’Embodimetria, scienza che studia il sistema nervoso periferico, con l'obiettivo di ripristinare la sincronia tra corpo e mente e superare così stress e stati d'ansia. Andrea Chellini, bodyworker del movimento, spiega quando e perchè può essere utile sottoporsi al test di Embodimetria.

"Il test di Embodimetria, messo a punto da me con il supporto tecnologico di Motustech, nasce dal presupposto che il nostro corpo porta le tracce delle emozioni vissute durante la giornata, dalla felicità alla tristezza fino alla rabbia. Nel caso specifico della "sindrome da rientro", il corpo porta segno delle emozioni che scaturiscono dal rientro alla routine giornaliera, fitta di impegni e caratterizzata da pochi eventi, rarefatti e contraddistinti da stato psicofisico rilassato, positivo, costruttivo per il benessere, come appena vissuti in periodo d vacanza. Queste tracce di emozioni che portano a preoccupazione, ansia, sono rappresentate da sintomi somatici riferiti ed evidenze neurofisiologiche di cui il test misura gli esiti in modo scientifico, da cui se ne estrae il conseguente assetto psicofisico-emotivo, individuando con precisione valori relativi all’ansia, al distress, quindi all’ energia che viene distribuita e trattenuta nel corpo, in seguito a queste emozioni. Vengono proposti, quindi, degli esercizi mirati e personalizzati che permettono di regolare gli accumuli di energia trattenuta nel corpo, liberandola in maniera del tutto individualizzata e tempificata, ma soprattutto sicura, non sublimata, con il rischio di incorrere in ulteriore stress". 

Oltre a quelli personalizzati, si possono consigliare anche degli esercizi di movimento attivo adattabili a tutti?

"Certo. Il bodyworker si occupa di fornire esercizi di respirazione e di movimento che caricano vere e proprie centrali di energia positiva sottoforma di tono della muscolatura striata, che oggi più che mai la letteratura conferma intervenire efficacemente nella formazione dei pensieri creativi, liberi e positivi al benessere psicofisico. Bastano 5 minuti giornalieri. Sono esercizi semplici e si possono eseguire in ogni ambiente (casa, ufficio, mezzi di trasporto):

  1. Respirazione del coccodrillo: consiste nella respirazione profonda sia in escursione diaframmatica (muscolo della respirazione), che in ambito di influenza emotiva. Respirare con un ritmo trifasico dal naso, con pausa intermedia, ci consente di coinvolgere la parte del sistema nervoso che regola e media lo stress e l’ansia. Ripetere i cicli per 10-20 volte che consistono in 1’.30” – 3’. La posizione da assumere, se possibile è sdraiato prono a terra, mani sotto la fronte. Altrimenti seduto o in piedi con la posizione di up-right che è specificata nel punto 2.
  2. Up-right: posizione di postura antigravitaria che consente di scaricare a terra le energie incamerate. Assumere posizione eretta. Il mento arretra come un cassetto che si chiude. La parte posteriore apicale della testa preme verso il soffitto, come se ci stessimo autoallungando. Le ginocchia si sbloccano, piegandosi leggermente. Si avvertirà da subito una diversa pressione dei piedi a terra e un cambiato modo di respirare, più in linea verso il centro dei piedi. Mantenere la posizione respirando lentamente e guardando davanti.
  3. Camminare quanto possibile, all’aria aperta facendo focus sulla respirazione in coordinazione con il passo. Porre l’attenzione sugli atti di inspirazione ed espirazione che devono essere contati entrambe. Contare 3 in inspirazione, contare 3 in espirazione. Coordinare il movimento di braccia e gambe con il respiro e immaginare di sintonizzarli come se si fosse su una barca nel mare: nel momento in cui inspiro la barca cavalca l’onda e muovo 3 passi, nel momento in cui espiro la barca scende l’onda e muovo gli altri 3 passi".

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