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Sabato, 26 Novembre 2022
Alopecia

Alopecia, nuovi cerotti promuovono la ricrescita dei capelli: come funzionano

Alcuni ricercatori hanno progettato un cerotto con micro aghi che agisce contro le cause della più comune forma di calvizie

Sono tra i 15 e i 20 milioni gli italiani che perdono i capelli per patologie del cuoio capelluto o semplicemente per fattori ereditari. Un disturbo che genera in chi ne soffre un profondo disagio con ripercussioni psicologiche e sociali negative. La forma più diffusa è l’alopecia androgenetica, chiamata anche calvizie irreversibile, che determina un progressivo assottigliamento dei capelli ed una conseguente caduta, causata principalmente da alterazione dei follicoli piliferi indotta dallo stress ossidativo. Esistono diversi rimedi da banco, da farmaci a trattamenti per il cuoio capelluto, che promettono di contrastare la caduta dei capelli, ma la maggior parte di questi non sembra essere efficace perché non si concentra sulle cause primarie: stress ossidativo e circolazione insufficiente.

Ora i ricercatori della Qingdao University of Science and Technology di Sichuan (Cina) hanno progettato un cerotto sperimentale con micro aghi, contenente speciali nanoparticelle, capace di agire sulla cause della calvizie e far ricrescere i capelli molto più velocemente dei migliori trattamenti attualmente in uso. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Nano Letters di ACS (American Chemical Society).

Le cause dell’alopecia androgenetica

L’alopecia androgenetica, la più comune forma di calvizie, si verifica quando i follicoli piliferi vengono danneggiati dagli ormoni androgeni (presenti sia nei maschi che nelle femmine), da un’infiammazione o da una sovrabbondanza di specie reattive dell'ossigeno o ROS (contenenti ossigeno), come i radicali liberi dell'ossigeno (che nel tempo danneggiano le strutture cellulari del cuoio capelluto). Quando i livelli di radicali liberi sono troppo alti, possono sopraffare gli enzimi antiossidanti del corpo che generalmente li tengono sotto controllo.

Uno di questi enzimi è il superossido dismutasi (SOD), l'antiossidante più importante che viene prodotto dal corpo umano: aiuta a contrastare i radicali liberi ed è inoltre la prima linea di difesa che il nostro corpo ha contro specie reattive all'ossigeno in grado di danneggiare l'organismo. Recentemente la ricerca ha cercato di creare imitazioni del SOD sottoforma di "nanozimi", ma finora quelli testati non si sono mostrati particolarmente efficaci nel rimuovere i radicali liberi.

Approvata la prima pastiglia che fa ricrescere i capelli 

Lo studio

Con l’obiettivo di progettare un nanozima migliore di quelli disponibili per il trattamento della caduta dei capelli, i ricercatori si sono avvalsi dell’apprendimento automatico (una forma di Intelligenza Artificiale) per selezionare tra 91 diverse combinazioni di metalli di transizione, fosfato e solfato, i composti chimici che erano in grado di imitare meglio l'enzima che riduce lo stress ossidativo (il SOD) nel cuoio capelluto. Utilizzando il miglior candidato, hanno quindi sintentizzato nanoenzimi MNPs (nanoparticelle magnetiche altamente biocompatibili), e li hanno testati inizialmente su cellule di fibroblasti cutanei umani (strato più profondo della pelle): l’esperimento ha mostrato una riduzione significativa dei livelli di specie reattive dell'ossigeno senza causare danni. Tuttavia, queste nanoparticelle non possono attraversare lo strato più esterno della pelle. Da qui l'idea di utilizzarle con micro aghi.

Cerotti con micro aghi per combattere la calvizie

Sulla base di questi risultati, il team ha costruito dei cerotti con micro aghi (un modo non invasivo per fornire nanoparticelle MNPs alle radici dei capelli) e testati in modelli murini affetti da alopecia androgenetica. Entro 13 giorni, l’applicazione del cerotto con micro aghi ha ridotto lo stress ossidativo dell’ossigeno e stimolato la formazione di nuovi vasi sanguigni intorno ai follicoli piliferi dei topi, promuovendo una ricrescita (superiore ai topi trattati con testosterone o minoxidil) di peli più spessi nell’aree colpite dalla calvizie.

“Lo studio - hanno affermato i ricercatori - ha mostrato come questi cerotti con micro aghi sono una strategia promettente per la rigenerazione dei capelli, ma suggerisce anche il potenziale che ha l'IA (Intelligenza Artificiale) nella progettazione di future terapie con nanoenzimi”.

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